Tantura: Un nuovo documentario sostiene la narrazione palestinese dei massacri durante la Nakba del 1948

Set 17, 2022 | Notizie

di Rudy Kisler,

Informed Comment, 15 settembre 2022. 

Dal film di Alon Schwarz

Un nuovo documentario, uscito quest’anno, fa luce su un episodio violento e controverso della storia israeliana e palestinese.

Tantura racconta la storia dell’omonimo villaggio palestinese e gli eventi immediatamente successivi alla sua cattura nel 1948. Il film ha riaperto la ferita della Nakba (catastrofe) palestinese e ha suscitato un dibattito sul ruolo di Israele nel perdurante trauma collettivo dei palestinesi.

Il film inizia con la storia del ricercatore israeliano Teddy Katz. Nel 1998, Katz presentò la sua tesi di laurea all’Università di Haifa. La tesi era incentrata su un presunto massacro che i soldati della Brigata israeliana Alexandroni avrebbero compiuto nel villaggio balneare palestinese di Tantura durante la guerra del 1948.

Basandosi soprattutto sulla storia orale, Katz ha intervistato decine di soldati che avevano partecipato all’operazione, oltre a sopravvissuti palestinesi. Sulla base dei dati raccolti, Katz ha concluso che nella cattura di Tantura i soldati israeliani hanno commesso crimini di guerra, come l’uccisione di individui disarmati, lo stupro e il saccheggio. La tesi ricevette un grande plauso da parte di studiosi critici israeliani come Ilan Pappe. Due anni dopo, la tesi fu ripresa da un giornale israeliano che pubblicò un articolo su Katz e sul massacro.

Ma la tesi di Katz non fu universalmente acclamata o accettata. In seguito alla sua pubblicazione, i veterani della Alexandroni denunciarono Katz per diffamazione. Inoltre, l’Università di Haifa formò una commissione speciale per riesaminare il lavoro di Katz. La commissione trovò errori metodologici che sollevavano dubbi sulla tesi. Al termine di un rapido processo, le parti si accordarono per un compromesso. Katz avrebbe ritrattato e, in cambio, le accuse sarebbero cadute. Katz scrisse una lettera di scuse e il suo lavoro fu squalificato e tolto dagli scaffali delle biblioteche israeliane.

Rivisitare Tantura

Ventidue anni dopo, il regista Alon Schwarz è andato a trovare Katz, che ormai ha subito diversi ictus, per ascoltare la sua storia. Katz ha offerto a Schwarz pieno accesso alle sue registrazioni, che vengono utilizzate come punto di partenza per la seconda narrazione fatta dal film: l’indagine sugli eventi che ebbero luogo a Tantura il 23 maggio 1948.

Oltre alle registrazioni, Schwarz ha intervistato diversi veterani e abitanti palestinesi ormai novantenni. Schwarz mette i suoi intervistati di fronte alle registrazioni e documenta le loro reazioni e i loro racconti. La maggior parte di loro non accetta di parlare degli eventi o di contestare la tesi di Katz. Tuttavia, forse a causa dell’età o del passare del tempo, diversi veterani hanno rotto il loro silenzio. Alcuni hanno confessato le uccisioni, mentre altri hanno descritto le atrocità di cui sono stati testimoni.

Queste sono alcune delle loro testimonianze, dal trailer del film:

In questo modo, hanno intaccato uno dei miti collettivi diffusi in Israele, ovvero la superiorità morale dell’esercito e della società israeliana.

Come molti documentari che toccano storie difficili, Tantura è composto da un misto di storia professionale, dibattito pubblico e memorie che vengono cucite insieme dai mezzi cinematografici.

In quanto tale, il film non può dare una risposta concreta a ciò che è accaduto a Tantura. Tuttavia, ciò che forse è più importante del film stesso è il dibattito che ha suscitato. Dalla sua uscita, Tantura ha suscitato molte reazioni pubbliche da parte di storici e di non storici.

Ha anche portato a discussioni nei circoli accademici su ciò che è accaduto a Tantura e sul ruolo degli storici come figure di autorità per quel che concerne il passato.

La controversia di Tantura ha sollevato interrogativi sull’influenza dell’orientamento ideologico sulla produzione di conoscenza storica. Ad esempio, il famoso storico della guerra del 1948 Benny Morris, che indaga sulle origini del problema dei rifugiati palestinesi, rifiuta l’idea che a Tantura abbia avuto luogo un massacro, data l’assenza di una fonte testuale affidabile che possa indicare direttamente tale evento. Morris, che negli ultimi anni ha spostato la sua visione del mondo gravitando verso la politica di destra, respinge la storia orale come fonte storica affidabile, mentre sacralizza l’archivio.

D’altro canto, storici di sinistra come Adam Raz, che appare anche nel film, considerano le testimonianze orali come una fonte storica legittima. Questo scontro va oltre il dibattito su Tantura e solleva questioni sul ruolo dell’ideologia e della politica nell’interpretazione del passato.

Donne palestinesi lasciano il villaggio di Tantura dopo la sua cattura da parte delle forze israeliane nel 1948. (Archivio di Stato di Israele, Biblioteca Nazionale di Israele)

La rilevanza di Tantura oggi

I dibattiti su Tantura sollevano anche questioni sul ruolo dei non storici nel plasmare le narrazioni storiche e le memorie del passato. Si tratta di giornalisti e funzionari statali, oltre che di documentaristi. I loro interventi hanno un grande effetto sull’opinione pubblica e sulla formazione della memoria collettiva.

La partecipazione di storici e altri agenti culturali a questo dibattito pubblico infrange il tabù israeliano sulla Nakba palestinese. Un tabù che è di fatto incorporato nella legge israeliana. La Legge sulla Nakba ed altre riducono i fondi statali alle istituzioni che commemorano la Nakba. Questo stesso tabù è anche responsabile del rifiuto di Israele di rilasciare materiale d’archivio che possa descrivere le atrocità commesse da Israele durante la guerra del 1948. Ciò avviene utilizzando una scappatoia legislativa che aggira l’obbligo legale dello Stato di rilasciare questi materiali.

In definitiva, il tabù della Nakba israeliana esiste a causa delle implicazioni morali che questa storia avrebbe sul conflitto israelo-palestinese in corso, in particolare sull’occupazione israeliana della Cisgiordania e sul blocco della Striscia di Gaza.

Per Israele e gli israeliani, affrontare la Nakba significa riconoscere il regime e la politica violenta del loro paese nei confronti dei palestinesi. Significa riconoscere i risultati devastanti del tentativo di controllare un popolo utilizzando il regime militare. Per quanto sia difficile, Israele dovrà alla fine riconciliarsi con il suo oscuro passato.

Rudy Kisler, dottorando, Dipartimento di Studi Integrati sull’Educazione, Università McGill.

Questo articolo è ripubblicato da The Conversation sotto una licenza Creative Commons.

https://www.juancole.com/2022/09/documentary-palestinian-expulsions.html

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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