La demolizione del nostro centro sociale non distruggerà la nostra resistenza

Ago 29, 2022 | Notizie

di Sameeha Hureini,

972 magazine, 24 agosto 2022. 

Il gruppo “Youth of Sumud” testimonia la fermezza dei palestinesi contro l’occupazione a Masafer Yatta e in tutta la Cisgiordania. Questo preoccupa Israele.

Palestinesi e attivisti ebrei provenienti da Israele e dall’estero lavorano per costruire la tenda principale del Sumud Freedom Camp nel villaggio di Sarura, i cui residenti sono stati costretti ad andarsene negli anni ’80 e ’90, Colline meridionali di Hebron, Cisgiordania occupata, 19 maggio 2017. (Activestills/Ahmad Al-Bazz)

All’inizio di giugno, i residenti palestinesi dei villaggi nelle colline a sud di Hebron, dove sono nata e vivo tuttora, si sono uniti ad altri attivisti in una grande protesta a sostegno delle comunità locali che rischiano l’espulsione a Masafer Yatta. Sebbene la manifestazione sia stata violenta, per un attacco da parte dei coloni a un’auto di attivisti e una violenta dispersione della protesta da parte dei soldati, la gente se n’è andata con la soddisfazione di aver dimostrato all’esercito che il nostro trasferimento forzato non passerà sotto silenzio. 

Dopo la protesta, gli attivisti si sono riuniti vicino a casa mia presso il centro sociale di Youth of Sumud, un gruppo locale di difesa umana palestinese di cui faccio parte, per riposare e idratarsi e per ascoltare i leader della campagna per Masafer Yatta sull’importanza di continuare a lottare. È in momenti come questi che sono così grata che Youth of Sumud abbia questo spazio – un luogo dove le persone possono riunirsi per imparare l’una dall’altra e condividere il nostro lavoro di resistenza all’occupazione. Ma pochi giorni dopo la protesta, l’esercito israeliano ha emesso un ordine di demolizione per il nostro amato centro di attivisti. Ciò significa che potrebbe essere distrutto in qualsiasi momento. 

L’ordine di demolizione contro il nostro centro arriva mentre l’esercito israeliano sta lavorando per espellere le comunità palestinesi da Masafer Yatta, un’area che ha dichiarato zona di tiro. Questo porterà a un’altra Nakba a Masafer Yatta, lasciando migliaia di persone come rifugiati senza casa.  

Abbiamo fondato Youth of Sumud nel 2017, quando avevo 18 anni, nel villaggio di Sarura a Masafer Yatta. La nostra prima attività è stata quella di riabilitare una grotta nel villaggio per cercare di ripristinare la comunità palestinese che un tempo viveva lì. Abbiamo poi iniziato a lavorare nei villaggi delle colline a sud di Hebron e, poco dopo, in tutta la Cisgiordania occupata. Che si tratti di incursioni notturne dell’esercito nel nostro villaggio di A-Tuwani o di attacchi violenti da parte dei coloni contro i palestinesi che raccolgono le loro olive nella Valle del Giordano, il nostro obiettivo è essere presenti per sostenere le comunità vicine e lontane. Tutto il nostro lavoro ha l’obiettivo di sostenere gli agricoltori e le famiglie palestinesi, spesso in luoghi pericolosi, per aiutare loro –e noi stessi– nella continua resistenza e lotta contro l’occupazione israeliana. 

Per i primi anni, i giovani di Youth of Sumud si sono incontrati nella grotta che avevamo riabilitato nel villaggio di Sarura. L’anno scorso siamo venuti a conoscenza di un concorso indetto da un’iniziativa chiamata Aal Ard [in arabo “sul terreno”] per sostenere il lavoro di resistenza dei giovani che aiutano le comunità a rimanere sulla loro terra, e ci siamo candidati per poter costruire un centro comunitario all’interno del villaggio di A-Tuwani. Siamo stati entusiasti di vincere, insieme ad altre sei iniziative in Cisgiordania, e onorati di costruire un centro che avrebbe permesso agli attivisti di riunirsi. 

Soldati israeliani davanti a una grotta in cui vive una famiglia palestinese a Sarura, nelle colline a sud di Hebron, durante la seconda incursione militare nel Sumud Freedom Camp, 25 maggio 2017. (Activestills/Ahmad Al-Bazz)

Abbiamo organizzato molte attività nel centro comunitario, soprattutto programmi per donne e giovani. Abbiamo condotto e ospitato corsi di formazione legale e di primo soccorso, corsi di valorizzazione femminile, un progetto di foto-voce [commento alle immagini] per permettere alle donne di raccontare le loro storie, corsi di cucito e corsi di lingua in ebraico e inglese. Abbiamo anche fatto in modo che il centro comunitario potesse funzionare come foresteria, il che ci ha permesso di ospitare persone e delegazioni che vengono a visitare l’area per essere solidali con noi. 

Ci rendiamo conto che gli sforzi dell’esercito contro i villaggi e il nostro centro comunitario fanno parte di un progetto più ampio che mira a espellere i palestinesi dalla nostra terra e a schiacciare la nostra resistenza. I tentativi di sfollamento dei villaggi e la prevista demolizione del nostro centro avvengono nello stesso momento, ad opera dello stesso regime. La nostra oppressione è condivisa, il che significa che anche la nostra resistenza deve essere condivisa. 

Non so se l’esercito abbia emesso l’ordine di demolizione del nostro centro come ritorsione per aver ospitato degli attivisti dopo la protesta; è certamente possibile. Ma so che il centro è stato preso di mira dall’esercito e dai coloni. Stanno cercando di demolire la nostra struttura comunitaria, la nostra lotta e la nostra co-resistenza. Lotteremo contro questa demolizione, ma sappiamo comunque che i coloni e l’esercito si sbagliano: anche se distruggono il nostro centro, non potranno mai distruggere il nostro attivismo e la nostra resistenza. 

https://www.972mag.com/youth-of-sumud-demolish-community-center/?fbclid=IwAR0cvzwUOp8Qur1eu1PlPiAFCANhtaVTLicmWB2LiFKb0J6wUXbmHGyZZg4

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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