Come Israele ha fatto l’elogio funebre di un cane piuttosto che dei palestinesi

Ago 16, 2022 | Notizie

di Alit Karp

Haaretz, 11 agosto 2022. 

Palestinesi davanti ai resti di un attacco aereo israeliano contro una casa nel nord della Striscia di Gaza, domenica. Credit: MOHAMMED SALEM/ REUTERS

Zili, fedele membro dell’unità cinofila dell’esercito, ha partecipato all’incursione dell’Unità speciale antiterrorismo della polizia nella casa di Ibrahim al-Nabulsi a Jenin ed è stato ucciso da militanti palestinesi. Cosa non è stato detto su di lui? Che ha salvato la vita dei soldati, che era un eroe e che i soldati hanno pianto al suo funerale.

Diversi giornali hanno persino pubblicato una foto della sua tomba, nel cimitero speciale per i cani militari. E, con un gesto particolarmente di cattivo gusto, il sito web israeliano Channel News 12 ha riportato che il Primo Ministro Yair Lapid ha fatto l’elogio del cane.

“Zili era parte dell’unità, professionale ed era amato”, ha detto Lapid. “Mancherà all’unità, mancherà agli addestratori di cani e ai combattenti che ha accompagnato più e più volte nelle missioni operative”. O forse questa mancanza di gusto va attribuita allo stesso Lapid?

Ad eccezione di Haaretz, tutti i media cartacei ed elettronici del Paese hanno partecipato a questa manifestazione, a quanto mi risulta.

Come ha fatto Zili a ottenere tutti questi onori, nonostante fosse un cane? Forse grazie al fatto che è stato, per nostra gioia, l’unico morto dalla parte di Israele.

Dall’altra parte sono state uccise diverse decine di persone, alcune delle quali civili innocenti, e non tutte da missili della Jihad islamica palestinese sparati male. Alcuni sono stati uccisi dalle nostre forze. Eppure hanno ricevuto meno attenzione, se non addirittura nessuna.

Qualcuno ricorda il nome della bambina di 5 anni uccisa il primo giorno dell’operazione Breaking Dawn nella Striscia di Gaza? Alcuni giornali hanno riportato che anche una bambina di 5 anni e una donna di 23 anni sono state uccise nell’assassinio di Tayseer al-Jabari, l’alto ufficiale comandante della divisione settentrionale della Jihad islamica palestinese a Gaza, ma non hanno fornito i loro nomi.

È facile dimenticare qualcuno che non ha un nome, e la società israeliana fa del suo meglio per eliminare dall’agenda i mali che provoca. Ricordarli potrebbe spodestare la società israeliana dalla sua posizione comoda, quella della vittima – una posizione dalla quale, come sappiamo, è permesso fare qualsiasi cosa.

Il nome della ragazza era Alaa Qaddoum. Ma chi lo sa? E poi che importanza ha?

Nel complesso, hanno sintetizzato con soddisfazione gli opinionisti, Israele ne è uscito bene da ogni punto di vista. È riuscito a uccidere i terroristi, non ha subito quasi nessuna perdita (a parte Zili) e, in qualche modo, il mondo si è evidentemente già abituato alle immagini di distruzione provenienti da Gaza, anche se raffigurano bambini – alcuni vivi e altri morti. Ma questa volta l’operazione è stata breve e sono morte solo poche decine di persone.

Quando la situazione è così buona, abbiamo tempo e capacità emotiva per celebrare il successo dell’operazione e l’uccisione dei terroristi e, naturalmente, per piangere la morte del cane Zili.

Amo anche io gli animali e mi impegno molto per promuovere il loro benessere e i loro diritti. So anche che non c’è niente di più bello dell’amore e della fedeltà di un cane verso i suoi padroni. Ma trasformare un cane in un soldato, in un compagno e in un eroe porta la società israeliana ancora più in basso sulla china scivolosa che ha imboccato, al suono dei suoi stessi applausi.

Permettetemi di dire ciò che sarebbe evidente in qualsiasi società normale: il cane Zili è stato addestrato per determinati compiti, li ha eseguiti su ordine dei soldati e ha salvato vite umane con la sua morte. Non condivideva nessuna delle ideologie in nome delle quali era stato mandato. Al massimo era uno strumento, ed è così che dobbiamo rapportarci a lui. Questo è anche il modo in cui i soldati si rapportavano a lui in battaglia. Pertanto, il dispiacere, il dolore e il lutto per un animale del genere non appartengono ai media, ma ai cuori delle persone.

E perché la società israeliana e molti media umanizzano un cane mentre dimenticano i nomi dei bambini? Perché siamo una società cieca e sottosopra, senza occhi per vedere e orecchie per sentire. Una società in cui gli animali al nostro servizio vengono innalzati al livello di esseri umani, mentre le vite dei bambini dei nostri nemici, o anche dei bambini che semplicemente vivono in mezzo a loro, sono una sorta di prezzo da pagare per uccidere le persone che dobbiamo uccidere.

Il poeta Zelda ha scritto che ogni persona ha un nome. Ma la società israeliana, e gran parte dei media, dà onori, nomi ed elogi ai cani, non ai bambini arabi morti.

Trasformando un cane in un soldato, in un compagno e in un eroe, la società israeliana scivola ancora più in basso.

https://www.haaretz.com/opinion/2022-08-11/ty-article-opinion/.premium/eulogizing-a-dog-over-people-israel-slides-further-down-a-slippery-slope/00000182-8d6c-d68b-a3e2-ff6de8c20000?utm_source=App_Share&utm_medium=iOS_Native


Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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