Secondo i diplomatici europei, Israele non ha presentato prove sufficienti contro le ONG palestinesi dichiarate fuorilegge.

Giu 9, 2022 | Notizie

di Hagar Shezaf,

Haaretz, 8 giugno 2022.   

Si prevede che l’Ufficio Antifrode della Commissione Europea non aprirà un’indagine sui gruppi palestinesi che Israele ha dichiarato organizzazioni terroristiche, dicono le fonti. Un diplomatico dice che le prove presentate ‘non soddisfano la soglia di attendibilità richiesta’.

L’Istituto Al-Haq a Ramallah, l’anno scorso. ABBAS MOMANI / AFP

Israele non ha fornito ai Paesi europei prove sufficienti sulle sei organizzazioni della società civile in Cisgiordania accusate di finanziare e agire per conto del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP), hanno dichiarato ad Haaretz vari diplomatici europei.

Le fonti hanno detto che l’Ufficio Antifrode della Commissione Europea (OLAF), dopo il suo esame iniziale, non dovrebbe aprire un’indagine sulle organizzazioni.

In ottobre, il Ministro della Difesa Benny Gantz ha firmato un ordine che dichiara sei organizzazioni palestinesi come organizzazioni terroristiche: Addameer, Al-Haq, il Centro Bisan per la Ricerca e lo Sviluppo, Defense for Children International-Palestine, l’Unione dei Comitati Femminili Palestinesi e l’Unione dei Comitati del Lavoro Agricolo. Le organizzazioni respingono questa accusa.

I rappresentanti di sei Paesi hanno dichiarato ad Haaretz che Israele ha fornito loro, attraverso canali diplomatici e di intelligence, materiali destinati a provare le sue affermazioni contro le organizzazioni. “È semplice, ci sono state fornite delle prove e non le abbiamo trovate abbastanza convincenti”, ha detto un diplomatico. Un altro ha detto che i funzionari della maggior parte di questi stati ritengono che le prove presentate da Israele “non soddisfano la soglia richiesta di attendibilità per dimostrare il trasferimento di fondi”.

Il Ministro della Difesa Benny Gantz alla Knesset, lunedì scorso. Ohad Zwigenberg

I rappresentanti della maggior parte dei Paesi europei hanno per il momento evitato di fare dichiarazioni pubbliche sulla loro posizione, anche perché stanno aspettando che l’UE dichiari le sue conclusioni.

All’inizio di maggio, Meryame Kitir, Ministro belga della Cooperazione allo Sviluppo e della Politica Urbana, ha dichiarato al Parlamento che Bruxelles ha esaminato la questione e non ha trovato alcuna prova che confermi le affermazioni sulle organizzazioni sostenute dal Belgio, per cui non ha motivo di intraprendere azioni contro di loro. Bisan e DCIP ricevono finanziamenti indiretti dal governo belga, attraverso fondazioni di beneficenza.

A dicembre, la Danimarca ha dichiarato di non aver ricevuto prove a sostegno delle affermazioni di Israele, e Haaretz ha potuto confermare che Copenhagen non ha cambiato la sua posizione da allora. Il Ministro degli Esteri dei Paesi Bassi si è incontrato di recente a Ramallah con i rappresentanti di Al-Haq, e in seguito il Jerusalem Post ha citato una sua affermazione secondo cui non c’è un solo Stato europeo che sia giunto alle conclusioni di Israele su questa organizzazione.

Nel maggio 2021, la Commissione Europea aveva sospeso il suo sostegno finanziario ad Al-Haq, anche prima che Gantz emettesse il suo ordine, dopo che Israele aveva presentato i suoi argomenti sui legami dell’organizzazione con il PFLP. Dopo l’ordine di Gantz, la CE ha anche congelato il finanziamento all’Unione dei Comitati di Lavoro Agricolo, tramite Oxfam. I diplomatici europei hanno dichiarato ad Haaretz che la decisione di sospendere il sostegno ad Al-Haq nel maggio dello scorso anno era insolita. Uno di loro ha detto che era molto strano che la CE prendesse una posizione che divergeva da quella degli Stati membri dell’UE.

Uffici della ONG palestinese Addameer, in ottobre. MOHAMAD TOROKMAN / REUTERS

Durante le conversazioni, i diplomatici hanno detto che dietro quella mossa dell’UE c’è Oliver Varhelyi, Commissario Europeo per il Vicinato e l’Allargamento e collaboratore del Primo Ministro ungherese Viktor Orban. Uno di loro ha detto che si pensa che Varhelyi stia spingendo l’agenda dell’Ungheria. Altri diplomatici hanno menzionato il ritardo nel sostegno europeo all’Autorità Palestinese a causa delle accuse di antisemitismo nei libri di testo palestinesi, come un altro passo spinto da Varhelyi. Una fonte ha detto che si tratta del primo incidente di questo tipo, e non solo per quanto riguarda la Palestina. I funzionari di Al-Haq sostengono che la CE non è stata trasparente riguardo alla sospensione dei finanziamenti e che la sua condotta costituisce “una violazione degli standard minimi di buona amministrazione della Commissione”.

I funzionari di alcune delle sei organizzazioni sostengono che il pagamento dei fondi a loro destinati è stato ritardato o interrotto durante il periodo in cui le richieste di Israele erano sotto esame, anche se in alcuni casi i pagamenti sono stati rinnovati. Ad aprile, gli esperti delle Nazioni Unite hanno chiesto la ripresa dei pagamenti che erano stati bloccati durante questo periodo. I funzionari dell’Unione dei Comitati per il Lavoro Agricolo (UAWC) hanno dichiarato ad Haaretz che le operazioni della loro organizzazione sono terminate quasi completamente dopo che l’Aia ha sospeso il suo sostegno nel luglio 2020, poiché due dipendenti dell’UAWC erano sospettati di essere coinvolti nell’omicidio di Rina Shnerb, una ragazza israeliana di 17 anni; ciò sarebbe avvenuto anche sulla scia della sospensione del sostegno dell’UE via Oxfam. I Paesi Bassi hanno interrotto definitivamente il loro sostegno all’organizzazione a gennaio, dopo che un’indagine governativa ha rilevato che, sebbene l’Unione dei Comitati di Lavoro Agricolo non abbia versato denaro al PFLP, esistevano legami personali, che non erano stati segnalati, tra dipendenti o membri dei Comitati di Lavoro e il PFLP.

Il Commissario europeo per il Vicinato e l’Allargamento Oliver Varhelyi nel 2020. POOL / Reuters

Una fonte diplomatica ha detto ad Haaretz che, a prescindere da qualsiasi decisione ufficiale sulla questione, le organizzazioni hanno già subito un danno. “Penso che Israele abbia ottenuto ciò che voleva”, ha detto. “Questo scoraggerà in ogni caso i paesi europei, perché non sapremo mai se Israele applicherà le sue decisioni e quali saranno le conseguenze, ad esempio, per i dipendenti delle organizzazioni che agiscono per nostro conto.”

Ubai Al-Aboudi, direttore esecutivo di Bisan, afferma che l’azione di Israele è un tentativo di isolare i Palestinesi dalla comunità internazionale. Ad Aboudi è stato impedito dal servizio di sicurezza israeliano Shin Bet di lasciare la Cisgiordania, dopo che, in un patteggiamento, era stato condannato per appartenenza ad un’organizzazione illegale, il PFLP.

Egli ha negato le accuse israeliane e ha detto ad Haaretz: “Fa parte della politica generale di Israele cercare di isolare sempre più i Palestinesi, senza alcuna documentazione, per poter continuare con le sue azioni.”

Un rapporto delle Nazioni Unite ha sottolineato che il giudice che ha approvato il patteggiamento ha notato che il processo era inficiato da “significative difficoltà probatorie”.

In una risposta scritta, il Ministero degli Esteri ha affermato che l’ordine che classifica i sei gruppi come organizzazioni terroristiche è stato preso dopo un esame approfondito di tutti gli elementi rilevanti, è stato firmato da Gantz ed è in vigore. Il suo scopo è, tra l’altro, quello di interrompere il sostegno alle organizzazioni. “Il dialogo con gli Stati europei sulla questione è importante e significativo, ma il loro accordo non è una condizione perché l’ordine sia messo in atto; ci aspettiamo che [i Paesi] onorino la decisione israeliana e blocchino gli aiuti alle organizzazioni che sono state definite nella legge israeliana come organizzazioni terroristiche”.

L’OLAF (Ufficio Antifrode della Commissione Europea) ha dichiarato che di solito non rilascia commenti su casi che potrebbe o meno trattare. Questa è una misura per proteggere la riservatezza di eventuali indagini e di eventuali procedimenti giudiziari conseguenti, e per garantire il rispetto dei dati personali e dei diritti procedurali.

In una risposta scritta, la CE ha affermato che: “La società civile è un contributo essenziale al buon governo, ai diritti umani, al diritto internazionale, ai valori democratici e allo sviluppo sostenibile nell’UE, in Israele, in Palestina e altrove”.

“I finanziamenti dell’UE alle organizzazioni della società civile palestinese sono un elemento importante del nostro sostegno alla soluzione dei due Stati”, si legge nella dichiarazione. “L’UE continuerà a sostenere il diritto internazionale e le organizzazioni della società civile che hanno un ruolo da svolgere nella promozione del diritto internazionale, dei diritti umani e dei valori democratici”.

“Stiamo analizzando a fondo le informazioni aggiuntive ricevute dalle autorità israeliane dopo l’inserimento nell’elenco” delle sei ONG da parte del Ministero della Difesa nel novembre 2021. “Le designazioni provenienti da un paese associato sono prese molto sul serio”, si legge nella risposta, aggiungendo che la CE non offrirà ulteriori dettagli o commenti fino alla conclusione della valutazione interna.

https://www.haaretz.com/israel-news/2022-06-08/ty-article/.highlight/israel-failed-to-submit-sufficient-evidence-against-outlawed-palestinian-ngos-sources-say/00000181-4222-df72-a5cb-c2ff61970000

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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