“Una nazione piccola, arrogante, violenta e malvagia” e una “mutazione ebraica”. Haaretz pubblica denunce del sionismo che nessun giornale statunitense pubblicherebbe

Giu 1, 2022 | Riflessioni

di Philip Weiss,

Mondoweiss, 31 maggio 2022.  

Gli “ebreoidi” che dominano la società israeliana hanno preso le “parti malvagie dell’ebraismo e le hanno trasformate nella sua essenza”, scrive B. Michael su Haaretz.

Bambini ebrei alla Marcia delle Bandiere di Gerusalemme di ieri, fotografati da Activestills.org; questo video è stato molto distribuito su Twitter

I recenti avvenimenti in Israele hanno lasciato molti ebrei americani disperati per l’adesione della loro comunità al sionismo. L’uccisione selvaggia della giornalista Shireen Abu Akleh… le folle di giovani ebrei che gridano “Morte agli arabi” a Gerusalemme… i funzionari del governo ebraico che minacciano i palestinesi di “un’altra Nakba” e che declamano odiose teorie sostitutive sugli arabi…

Eppure, i leader ebrei americani ci dicono che essere ebrei significa essere sionisti e che l’antisionismo è antisemitismo. E i nostri principali organi di stampa si allineano con questa posizione e non promuovono opinioni antisioniste.

Che shock aprire “Haaretz” di ieri e di oggi e vedere due articoli che attaccano il sionismo israeliano e invitano il mondo ad agire. Le parole che gli autori usano a proposito dei continui spostamenti a destra di Israele sono sprezzanti. Il sionismo contemporaneo è una “mutazione ebraica”, scrive disperata Amira Hass. Il sionismo è stato un “ingenuo errore”, scrive B. Michael, e ha creato una “nazione piccola, arrogante, violenta e malvagia”.

La tragedia è che questi appelli morali non appaiono sulla stampa americana per stimolare gli americani amanti della pace, compresi molti ebrei. Immaginate di provare a far scrivere “mutazione ebraica” su un giornale americano: non ci riuscireste.

Il pezzo di oggi della Hass si intitola “Qualcuno dirà finalmente che Israele ha perso la testa?“. Secondo l’autrice, il lato messianico della società israeliana, alimentato per decenni come violento strumento espansionistico dai fondatori laici di Israele, ha ora preso il sopravvento ed è solo questione di tempo prima che i suoi fautori diventino la maggioranza del parlamento israeliano.

Abbiamo visto tutto questo rispecchiato nella terrificante danza delle bandiere di domenica a Gerusalemme. Oggi, sono 50.000 persone in camicia bianca che marciano nel cuore della Gerusalemme palestinese. Ieri hanno marciato a Hebron dove hanno davvero realizzato il progetto di svuotarla dai palestinesi. Domani saranno 100.000.

Anche gli avamposti violenti dei pastori sono una scoperta brevettata di questa santa estetica bianca. E, come ha confermato il loro patrono Ze’ev Hever del movimento colonizzatore Amana, questi avamposti hanno già occupato uno spazio palestinese due volte più grande della superficie di territorio rubato dagli insediamenti. Quanto riusciranno a rubare domani?…

Oggi sono 2.600 ebrei danzanti e pii che sono saliti sull’Haram al-Sharif/Monte del Tempio. Sono riusciti a espropriare quasi completamente la Moschea di Abramo/Tomba dei Patriarchi al pubblico palestinese. Domani saranno 7.000. Quanti di loro firmeranno una petizione per costruire il Terzo Tempio? E quando avranno una maggioranza democratica alla Knesset?

Amira Hass

Hass invita il mondo ad agire contro la “mutazione ebraica” di Israele, di cui sono complici tutti i cittadini ebrei di Israele:

C’è ora in qualche paese del mondo almeno un adulto responsabile capace di dire apertamente: “Al diavolo, questa mutazione ebraica che si sta sviluppando in Medio Oriente ­–cioè lo Stato di Israele– ha perso la testa. Ha dato di matto, ha perso la testa, è impazzito. Per la sua potenza militare, nucleare e high-tech, per tutto il suo fervore religioso, per la sua alleanza con gli Stati Uniti, tutto ciò deve preoccuparci. E molto.

L’articolo di ieri di B. Michael, “Per noi ebrei è l’ora di tornare in esilio”, è ancora più antisionista. Dice che noi ebrei non dovremmo essere la maggioranza in una nazione e cercare di dominare gli altri, ma riprendere il nostro ruolo tradizionale di minoranza.

Siamo davvero un fallimento nel nostro voler essere una “nazione”. Siamo diventati molto presto stupidi, violenti e avidi come la maggior parte delle altre nazioni del mondo, e in breve tempo abbiamo portato su noi stessi la distruzione e l’esilio. Solo lì, in esilio, potremo riacquistare il senso che abbiamo perso e riprendere a essere un popolo che sopravvive.

A quanto pare, essere una maggioranza ­–governare, gestire un esercito e uno Stato– non ci si addice. Siamo bravi ad essere una minoranza.

Il pezzo di Michael ricorda il libro di Sylvain Cypel del 2021 sul costo morale e di civiltà per gli ebrei di tutto il mondo nel sostenere la “nazione delinquente”. Michael:

[La nazione ebraica è] la crescita di un altro germoglio dell’albero ebraico che fa del male a tutti quelli che lo circondano. Un fratello marcio e velenoso degli Zeloti, dei Sicarii, degli studenti ciechi di Rabbi Akiva e degli sciocchi discepoli di Simon bar Kochba. Dovrebbero essere chiamati “ebreoidi”. Sono ebrei che hanno preso le parti più banali e malvagie dell’ebraismo e le hanno trasformate nella sua essenza.

È inimmaginabile che un giornale americano possa pubblicare quella frase sugli “ebreoidi” israeliani che hanno preso le “parti malvagie dell’ebraismo e le hanno trasformate nella sua essenza”, oppure definire Israele “una piccola, arrogante, violenta e malvagia nazione”.

Ed è così che siamo arrivati a ciò che siamo: una piccola, arrogante, violenta e malvagia nazione. Un piccolo pesce in un piccolo stagno e un alleato dei paria. Il visionario [Herzl] i cui sforzi hanno portato alla creazione dello Stato, se dovesse risorgere dalla tomba e vedere i risultati della sua visione, salterebbe di nuovo nella bara e chiederebbe che le sue ossa siano riportate a Vienna.

B. Michael è disperato per il futuro politico quanto lo è Amira Hass.

Non c’è più scampo da questo pantano. Settantacinque anni di razzismo e violenza hanno corrotto completamente l’elettorato israeliano. Nessun governo sano di mente sarà più eletto qui. Di conseguenza, non c’è altra scelta che ammettere che il sionismo è stato un ingenuo errore e andare di nuovo in esilio per recuperare la nostra forza e rinfrescare i nostri valori.

“Nessun governo sano di mente sarà più eletto qui”. Sì, chiedete ai vostri amici sionisti liberali che speranza hanno per il futuro politico israeliano quando anche la loro migliore speranza [Benny Gantz] vomita ideologie razziste. Se siete ebrei, lasciate che B. Michael e Amira Hass vi ispirino con l’eredità morale della nostra tradizione e vi diano la libertà di dire ciò che vedete davanti ai vostri occhi.

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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1 commento

  1. Sebastiano Comis

    Appunto. Permettono che lo scriva Ha’aretz, che pochissimi leggono (ma serve a dimostrare il ‘pluralismo’ di Israele) ma non lo lascerebbero scrivere su un giornale americano né europeo, a cominciare dall’Italia…

    Rispondi

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