“Mi state facendo incazzare!” Secondo quanto riferito, questo è ciò che la diplomatica israeliana ha urlato agli inviati europei

Gen 19, 2022 | Notizie

dalla Redazione del Times of Israel,

Times of Israel, 7 gennaio 2022. 

Aliza Bin Noun perde la calma dopo che diplomatici di 16 paesi hanno utilizzato una riunione di routine in Cisgiordania per presentare un elenco di preoccupazioni sulla condotta israeliana oltre la linea verde

L’ex ambasciatrice israeliana in Francia Aliza Bin Noun, 2015. (CC BY-SA Erez Lichtfeld, Wikimedia Commons)

Secondo un rapporto di giovedì, un recente incontro tra un’alta funzionaria del Ministero degli Esteri Israeliano e un gruppo di diplomatici e ambasciatori di 16 paesi europei è rapidamente degenerato in un’accesa reazione da parte di una funzionaria israeliana che ospitava il vertice.

L’incidente è avvenuto due settimane fa, quando la delegazione europea è arrivata al Ministero degli Esteri per un incontro di routine per discutere della situazione in Cisgiordania, secondo Walla News.

Mentre era scontato che i diplomatici europei esprimessero preoccupazione per l’aumento della violenza dei coloni nei confronti dei palestinesi, essi hanno anche sfruttato l’occasione per sollevare obiezioni sui progetti di costruzione degli insediamenti e su altre questioni.

I diplomatici hanno espresso preoccupazione per la crescita delle costruzioni israeliane nella controversa area E1 tra Gerusalemme e l’insediamento di Ma’ale Adumim, nonché per i dibattuti progetti israeliani di costruire nel quartiere di Givat Hamatos a Gerusalemme Est. Hanno anche menzionato altri comportamenti discutibili nell’Area C della Cisgiordania, che è sotto il controllo israeliano.

Le preoccupazioni sono state presentate dalla delegazione a guida britannica in una lettera ufficiale ad Aliza Bin Noun, l’ex ambasciatrice di Israele in Francia che ora serve come direttrice del Dipartimento per gli Affari Europei del Ministero degli Esteri.

Bin Noun ha risposto che la lettera era offensiva.

“Dopo tutto quello che il nuovo governo israeliano ha fatto per i palestinesi, venite a lamentarvi?” ha ribattuto Bin Noun, secondo Walla News.

Da quando il nuovo governo ha prestato giuramento lo scorso giugno, è stata annunciata l’approvazione di migliaia di permessi per i palestinesi di Cisgiordania e della Striscia di Gaza per lavorare in Israele. Sono stati anche approvati centinaia di permessi di costruzione per i palestinesi nell’Area C della Cisgiordania, un passo che non veniva fatto da anni.

Ma il governo ha anche avanzato piani per migliaia di residenze oltre la Linea Verde, con numeri equivalenti a quelli delle precedenti coalizioni. Ha anche consentito agli avamposti illegali di Homesh ed Evyatar nella Cisgiordania settentrionale di rimanere in piedi.

I lavoratori si prendono una pausa prima che i funzionari dell’Unione Europea visitino il cantiere per il quartiere di Givat Hamatos a Gerusalemme Est, il 16 novembre 2020. (AP Photo/Maya Alleruzzo)

Rifiutandosi di affrontare i punti sollevati dagli europei, Walla News riferisce che Bin Noun avrebbe risposto gridando: “Mi state facendo incazzare”.

I diplomatici europei hanno affermato che l’atmosfera era pessima e che è andata rapidamente fuori controllo, con l’incontro che si è rotto e si è concluso con una “grande crisi”.

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Liot Haiat, è apparso per confermare il rapporto, dicendo a Walla News che “a volte le posizioni europee sono presentate in un modo per noi inaccettabile e questo merita una risposta forte e chiara, anche se la nostra reazione non è gentile nei confronti degli europei.”

L’incidente di dicembre è avvenuto mentre il nuovo governo lavora per migliorare le relazioni con gli alleati europei, che si erano logorate sotto l’ex primo ministro Benjamin Netanyahu.

Il ministro degli Esteri Yair Lapid ha tentato di ricucire i rapporti incontrando rappresentanti di paesi che sono stati tra i più accesi critici di Israele, come Irlanda e Norvegia.

https://www.timesofisrael.com/youre-pissing-me-off-israeli-diplomat-reportedly-yells-at-european-envoys/

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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5 Commenti

  1. Piero Caramelli

    Ogni volta che subiscono qualche critica, perdono la calma. È necessario insistere con tali atteggiamenti, per provocare una crisi di nervi tale da scalfire lo scudo di impunità che ancora li difende.

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  2. Sebastiano Comis

    Alle nove beatitudini del vangelo ne va aggiunta una decima: beato chi è stato perseguitato perché a lui sarà permesso perseguitare.

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  3. Sebastiano Comis

    Racconta Ovadia che un ebreo ortodosso
    volendo scavare un tesoro
    nel giorno votato al riposo,
    pregò con tanta fede
    che J— lo esaudì:
    mentre dappertutto era sabato
    da lui era venerdì.
    Anche Israele ha pregato
    e J,,,ha rifatto il miracolo
    di fermare il tempo.
    Se qui è il terzo millennio
    laggiù è ancora ottocento.
    Là sopravvive il potere
    dell’uomo bianco
    di violare frontiere,
    di fondare colonie
    di occupare villaggi
    di povera gente,
    di rendere schiavi
    e compiere stragi
    col pretesto di un incidente.

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  4. Clara Cordioli

    Non voglio più fare commenti non ne vale la pena..ma invece propongo che gli osservatori europei vadano in Palestina e dormano nei campi profughi e accompagnino i lavoratori nei chech point e i bambini a scuola minacciati e uccisi dai coloni…

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    • Sebastiano Comis

      Quando era vicepresidente del parlamento europeo la Morgantini ha accompagnato in Palestina alcune delegazioni di parlamentari. Risultati? Zero. Adesso per l’Italia si accinge a diventare vicepresidente tale Picierno, PD, che giovedì ha scritto al direttore di Repubblica riproponendo come sua la dottrina Goodman: niente diritti per i palestinesi, solo un po’ meno violenza e la possibilità di lavorare in Israele senza passare ore ai checkpoint. Il tutto a vantaggio della sicurezza di Israele. E vuoi non commentare? Almeno quello..

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