L’ossessione contro la bandiera palestinese

Giu 3, 2022 | Notizie

Editoriale di Haaretz,

Haaretz, 30 maggio 2022.    

Studenti dell’Università Ben-Gurion del Negev sventolano bandiere palestinesi durante un evento nel campus per la Giornata della Nakba. Be’er Sheva, questo mese. Eliyahu Hershkovitz

Il comitato legislativo ministeriale israeliano ha approvato domenica la possibilità per i membri della coalizione di votare secondo coscienza su una proposta di legge del deputato dell’opposizione Eli Cohen (Likud) che vieterebbe “lo sventolio della bandiera di un paese nemico o dell’Autorità Palestinese nelle istituzioni sostenute dallo Stato”, comprese le università.

Il disegno di legge dovrebbe essere sottoposto a votazione preliminare mercoledì. Gli unici due ministri contrari sono stati Tamar Zandberg (Meretz) e Nachman Shai (Labor).

È una proposta folle. La bandiera palestinese è la bandiera del popolo palestinese e si spera che un giorno possa essere la bandiera di uno Stato palestinese costituito accanto a Israele. Inoltre, dal punto di vista formale, la bandiera palestinese è la bandiera dell’Autorità Palestinese, un’autorità istituita da un trattato diplomatico con Israele. È l’emblema legittimo di un’autorità riconosciuta da tutto il mondo, compreso Israele, che mantiene con essa legami regolari su una miriade di questioni di vita quotidiana, non ultimo uno stretto coordinamento di sicurezza da quasi 30 anni. L’Autorità Palestinese non è un Paese nemico.

L’unico modo per spiegare questa ossessione è che la bandiera palestinese apparentemente ricorda agli israeliani il peccato dell’occupazione, che essi negano. E contemporaneamente, rappresenta una reazione al rifiuto di riconoscere un’identità nazionale palestinese all’interno di Israele, come stabilito dalla legge sullo Stato-nazione. Sventolando la bandiera, i cittadini palestinesi di Israele dichiarano di identificarsi con il movimento nazionale palestinese, oltre a identificarsi come cittadini di Israele. Non c’è contraddizione tra le due cose.

L’atteggiamento ostile nei confronti della bandiera palestinese indica un processo di radicalizzazione che la società israeliana sta subendo. Una società che mostra tolleranza zero nei confronti di qualsiasi sventolio di questa bandiera, senza alcun riguardo per il contesto in cui avviene – che si tratti del funerale di una giornalista uccisa, forse da soldati dell’IDF, mentre si occupava di un’altra delle ingiustizie dell’occupazione, o che si tratti di una manifestazione commemorativa per il Giorno della Nakba all’Università Ben-Gurion di Be’er Sheva.

Resta ora da vedere cosa faranno i partiti di sinistra e la Lista Araba Unita. Mossi Raz di Meretz ha già annunciato: “La coalizione può scordarsi di avere il nostro sostegno per questo provvedimento. Non glielo daremo”.

Israele può insistere quanto vuole nei suoi tentativi di negare l’esistenza del popolo palestinese, i suoi simboli, la sua bandiera, la sua storia e le sue aspirazioni all’indipendenza – sarà tutto inutile. Prima o poi, Israele sarà costretto a tornare sui suoi passi in tutto questo cammino di negazione che sta percorrendo. Quindi, piuttosto che dichiarare guerra alla bandiera palestinese, sarebbe meglio accantonare questa pessima proposta di legge e tornare sulla strada dei negoziati diplomatici.

L’articolo sopra riportato è l’editoriale principale di Haaretz, pubblicato sui quotidiani ebraici e inglesi in Israele.

https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2022-05-29/ty-article/the-palestinian-flag-obsession/00000181-1149-d272-a187-7969e0d00000

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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