Un milione di cittadine e cittadini chiederanno all’Unione Europea: stop ai commerci con territori occupati illegalmente. Firma anche tu.

Feb 24, 2022 | Iniziative, Notizie

Un milione di cittadine e cittadini chiederanno all’Unione Europea: stop ai commerci con territori occupati illegalmente. Firma anche tu.

Il 20 febbraio è la Giornata mondiale per la giustizia sociale, e non sorprende che una coalizione formata da più di 100 organizzazioni europee per i diritti umani abbia scelto questa data per lanciare una petizione “ICE” per fermare il commercio europeo con gli insediamenti illegali in tutti i territori attualmente occupati (come sono i Territori Palestinesi ed il Sahara occidentale) o che lo saranno in futuro.

Che cosa è una ICE

Iniziativa Cittadini/e Europei/e è uno strumento riconosciuto dai regolamenti della UE, che prevede la partecipazione democratica dei cittadini degli Stati membri: la Commissione Europea è tenuta a considerare e mettere all’ordine del giorno dei lavori una petizione che raccolga nell’arco di 12 mesi almeno un milione di firme valide.

In questo caso l’ICE richiede alla UE un atto di coerenza: un provvedimento di legge che vieti il commercio con gli insediamenti illegali ovunque nel mondo, compreso quindi il commercio con gli insediamenti illegali di Israele nella Palestina occupata e con quelli del Marocco nel Sahara Occidentale. Insomma, una conferma coerente con quanto il Parlamento Europeo ha espresso più volte nel corso degli anni.

Insomma, uno strumento di democrazia diretta con cui i cittadini dell’Unione promuovono una proposta legislativa alla Commissione nella sua qualità di – si legge nel testo dell’ICE – «Custode dei Trattati» e dunque responsabile della «coerenza delle politiche dell’Unione e il rispetto dei diritti fondamentali».

Nonostante gli insediamenti illegali siano considerati un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale, l’UE consente il commercio bilaterale di beni e prodotti da essi provenienti o loro destinati. Nel caso degli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi occupati– cioè le cosiddette colonie -, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha invitato gli Stati membri a non fornire loro assistenza e l’Unione Europea ha più volte dichiarato che costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale. Nonostante ciò, l’UE e quasi tutti i Paesi membri continuano a commerciare con loro, e questo favorisce ed incoraggia la loro continua espansione e l’espulsione dei nativi.

La Commissione Europea deve cessare di intrattenere rapporti commerciali con insediamenti illegali 

Gli insediamenti creati e ampliati dalle forze di occupazione nei territori occupati violano le più importanti norme del diritto internazionale. Quando un territorio occupato è annesso de jure o de facto, come nel caso di insediamenti, ciò è contrario al diritto internazionale e tale annessione, come gli stessi insediamenti, non hanno validità legale. Di conseguenza, il commercio con essi è illegale. Fermare il commercio con insediamenti illegali non costituisce una sanzione, e la Commissione lo ha ora finalmente riconosciuto. 

Mentre una sanzione colpisce uno Stato  con l’obiettivo di modificarne il comportamento, l’obiettivo di questa ICE è che l’UE adotti una regola generale che chiarisca che non intratterrà rapporti commerciali con insediamenti illegali. E questo include l’interruzione del commercio con insediamenti illegali nelle attuali occupazioni, come in Palestina e nel Sahara occidentale, ma anche in futuri conflitti in cui il territorio sia annesso con la forza.

Non si chiedono sanzioni, ma applicazione di una norma generale del commercio già esistente, nel rispetto del diritto internazionale.

Interrompere il commercio con insediamenti illegali è un obbligo previsto dal diritto internazionale. perché violano le norme del diritto internazionale, che includono il divieto di acquisire territori con l’uso della forza, il divieto della colonizzazione e dell’apartheid, il diritto all’autodeterminazione e le norme fondamentali del diritto internazionale umanitario. 

Tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali, compresa l’UE e i suoi Stati membri, hanno l’obbligo di non riconoscere e non assistere le violazioni di queste norme. 

La Commissione europea ha inizialmente respinto la registrazione dell’Iniziativa dei cittadini  affermando che l’ICE chiedeva l’applicazione di sanzioni, anche se era chiaro che si voleva una misura generale che chiarisse che l’UE non intende avere rapporti commerciali con insediamenti illegali. 

I promotori della ICE hanno impugnato il rigetto da parte della Commissione  davanti alla Corte di giustizia europea ed hanno vinto il ricorso. Ci sono voluti due anni di impegno.  La Commissione europea non si può sottrarre alle proprie responsabilità, e i promotori di ICE contano che cambierà idea e che quindi anche i singoli Stati membri saranno obbligati a interrompere le negoziazioni con gli insediamenti.

La coalizione #StopSettlements, che sostiene l’ICE, è composta da tantissimi gruppi e organizzanizzazioni provenienti dagli Stati membri promotori: ONG, movimenti di base, sindacati, associazioni, che operano a livello nazionale ed internazionale, tra cui Human Rights Watch, Avaaz, la francese CGT, European Legal Support Center, European Trade Union Network for Justice In Palestine. 

In Italia hanno già aderito oltre 50 organizzazioni, tra cui ricordiamo, sperando di non fare torti, ARCI, Assopace Palestina, FIOM CGIL, ECO – Ebrei contro l’Occupazione, Fondazione Basso, Pax Christi, Un Ponte per.. 

Insomma, tante realtà che si oppongono ai profitti derivanti da annessioni e occupazioni illegali, e chiede a tutti i cittadini europei interessati ai diritti umani, alla giustizia sociale, alla pace e al commercio equo di firmare la petizione. La quota di firme da raccogliere in Italia è di almeno 55.000

I cittadini e la società civile possono aumentare la pressione sia all’interno dei loro Paesi che verso la Commissione Europea. I cittadini possono aiutare a fare pressione sulla Commissione per fermare il commercio con insediamenti illegali firmando l’Iniziativa dei cittadini europei.

Raffaele Spiga 

Human Rights Defender

BDS Italia

Per maggiorni informazioni sulla campagna, si può contattare l’ Ufficio stampa nazionale della Campagna:

iniziativacittadinieuropei@gmail.com

Alessandra Mecozzi cell. 335 6513615

Maria Di Pietro cell. 377 6699284

Illegal Israeli Settlements On Palestinian Territory | by  talalsarwarkhanniazi | Medium

Palestinesi guardano l’espansione di un insediamento 

israeliano in Cisgiordania

Per ulteriori informazioni e progetti di legge, consulta il sito web della  campagna http://stopsettlements.org/site/call-to-action

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