Cosa ha detto l’Italia a Parigi

di Donato Cioli

Assopace Palestina

Il 13 gennaio 2017, due giorni prima della Conferenza internazionale per la pace in Medio Oriente promossa dalla Francia, Il Manifesto pubblicava una lettera aperta della Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese (a cui aderisce anche Assopace Palestina) al premier Gentiloni, in cui si chiedeva: “Cosa dirà l’Italia il 15 a Parigi?”

Adesso lo sappiamo.

Si può ascoltare direttamente l’intervento letto dal nostro ministro degli Esteri Alfano che, incespicando nel suo inglese improvvisato, si premura di offrire una “posizione equilibrata”:

Oppure si può vedere l’intervista rilasciata da Alfano dopo l’intervento, in cui spiega come si sia raggiunta “una posizione equilibrata, grazie anche ai nostri contributi. Abbiamo voluto ribadire che la questione non si può risolvere solo con la vicenda degli insediamenti israeliani, ma c’è un tema che è quello di chi incita alla violenza e anche un tema di chi considera eroi o martiri i terroristi. Fin quando i terroristi vengono considerati martiri non ci potrà essere pace o sicurezza neanche in Israele. E dunque noi dobbiamo dire con grande chiarezza che la democrazia in quella parte del mondo, in Medio Oriente, ce l’ha solo Israele e questa democrazia è interesse del mondo salvaguardare. E dobbiamo anche dire con grande nettezza che questa conferenza non è una conferenza che tifava Palestina: era una conferenza equilibrata”.

Più equilibrata di così !

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