Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 21-27 aprile 2015

Mag 7, 2015 | Rapporti Palestina OCHA

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, ochaaraba ed ebraica; contengono informazioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

In Cisgiordania, le forze israeliane hanno colpito con armi da fuoco ed ucciso tre palestinesi in episodi separati. Due degli episodi, durante i quali sono stati uccisi un 20 enne ed un 17enne, si sono verificati il 25 aprile, nel contesto di un accoltellamento (primo episodio) e nel presunto tentativo di colpire le forze israeliane (secondo episodio) rispettivamente nella città di Hebron e presso il checkpoint di Az Za’ayyem (Gerusalemme); un poliziotto di frontiera è rimasto ferito durante il primo incidente. Nel terzo caso, il 28 aprile, un 18enne è morto per le ferite riportate il giorno prima, quando è stato colpito in circostanze non chiare, vicino alla Barriera, nel villaggio di Araqa (Jenin). Questo porta a nove il numero di palestinesi uccisi in Cisgiordania dalle forze di Israele, finora nel 2015, rispetto a dieci nell’equivalente periodo del 2014.

Altri 49 palestinesi, tra cui 11 minori e 4 donne, sono stati feriti dalle forze israeliane in vari scontri. L’84% dei ferimenti sono avvenuti durante scontri con palestinesi che lanciavano pietre nel corso di proteste: a Gerusalemme Est, contro l’uccisione del ragazzo palestinese di cui sopra; in An Nabi Saleh (Ramallah), durante le proteste settimanali contro l’espansione degli insediamenti; a Kafr Qaddum (Qalqiliya), contro la chiusura di lunga data di uno degli accessi principali all’abitato. Il 23 aprile, una studentessa 16enne ha avuto lesioni provocate da inalazione di gas lacrimogeno e più di 200 altre studentesse hanno dovuto essere evacuate dalla “As Sawiya Secondary Girls School” (Nablus), a causa dell’intenso lancio di gas lacrimogeni contro un gruppo di giovani effettuato dalle forze israeliane a seguito di reclami di coloni per il lancio di pietre al passaggio dei loro veicoli.

Registrati almeno 18 casi in cui, nella Striscia di Gaza, le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili palestinesi nelle Aree ad Accesso Riservato (ARA), in terra ed in mare. In uno degli episodi è stato ferito un contadino a circa 300 metri all’interno della recinzione perimetrale. Inoltre, un ragazzo 17enne è stato ferito con arma da fuoco durante scontri con le forze israeliane durante una manifestazione nei pressi della recinzione. In almeno un caso, le forze navali egiziane hanno sparato verso barche palestinesi che si avvicinavano alle acque egiziane, a nord ovest di Nuseirat, causando danni a due barche.

Il 23 aprile, membri di gruppi armati di Gaza hanno lanciato due razzi da Beit Hanoun in direzione di Israele: uno di essi è caduto in una zona disabitata di Israele, mentre l’altro è caduto dentro la stessa Striscia di Gaza. A seguito di tale evento, le forze aeree israeliane, secondo quanto riferito, hanno lanciato almeno un missile contro un sito militare di Hamas. Non ci sono stati feriti né danni da entrambe le parti.

Nei territori occupati (oPt), cinque minori palestinesi sono stati feriti da ordigni inesplosi: due bambini, di cinque e sei anni di età, di Azzun Atma (Qalqiliya) sono rimasti feriti vicino alla Barriera mentre giocavano con una granata sonora inesplosa e tre ragazzi, di età compresa tra 13 e 15 anni, sono rimasti feriti ad ovest della Città di Gaza, mentre cercavano di manomettere un residuato bellico.

Un 17enne è stato aggredito fisicamente da coloni nei pressi della Moschea di Al Ibrahimi (Hebron) e 165 alberi di ulivo e vitigni di proprietà palestinese sono stati vandalizzati a quanto sembra da coloni israeliani, in due separati episodi: nei pressi degli insediamenti colonici di Karmei Zur (Hebron) e di El Azar (Betlemme). Inoltre, presso il villaggio di Al Nabi Elyas (Qalqiliya), due donne in gravidanza ed i loro mariti sono stati feriti da un veicolo con targa israeliana che li ha investiti allontanandosi subito dopo.

Un colono israeliano è stato ferito a seguito del lancio di pietre da parte di palestinesi contro un autobus, nella zona At Tur, in Gerusalemme Est, e sono stati segnalati danni all’automobile di un colono israeliano, colpita da una bottiglia incendiaria nei pressi di Beit Ur al Tahta (Ramallah).

Per mancanza dei permessi edilizi rilasciati da Israele, le autorità israeliane hanno demolito cinque strutture abitative palestinesi nell’area beduina di Abu al ‘Ajaj della città di Jiftik, nella Valle del Giordano (Jericho), in Area C, sfollando quattro famiglie (25 persone).

La consegna di combustibile per il funzionamento della Centrale elettrica di Gaza è stata interrotta dal 22 al 25 aprile a causa della chiusura del valico di Kerem Shalom per le festività israeliane, seguita da un guasto alla tubatura del combustibile sul lato palestinese, portando le interruzioni di energia elettrica dalle 12-16 ore/giorno fino a 20 ore/giorno e costringendo infine alla fermata le due turbine funzionali.

Secondo quanto riferito, a Gaza sono morti due palestinesi mentre lavoravano in gallerie usate per contrabbandare beni commerciali dall’Egitto; le vittime sono un 18enne, morto per elettrocuzione ed un 26enne, ucciso dal crollo di un tunnel. Il contrabbando dall’Egitto è stato praticamente azzerato dalla metà del 2013; pare, tuttavia, che un piccolo numero di gallerie abbiano continuato ad essere attive, seppur in modo discontinuo.

Durante la settimana le autorità egiziane hanno tenuto chiuso il valico di Rafah in entrambe le direzioni. Il valico è rimasto permanentemente chiuso dal 24 novembre 2014, a seguito di un attacco in Sinai, tranne che per 12 giorni, durante i quali è stato aperto, ma con restrizioni. L’ultima volta in cui il valico venne eccezionalmente aperto fu il 10 marzo 2015.

 

 

 

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