Messaggio di Fadwa Barghouthi moglie del leader Marwan Barghouthi

Palestina, 5 Dicembre 2013

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 Cari amici, 

 Marwan ha passato 18 anni della sua vita, compresi gli ultimi 11, in prigioni israeliane. Sono stati anni difficili per me, come moglie e come madre. Ma ho deciso di non aspettare il rilascio di mio marito, e, invece perorarlo attivamente. E di usare il suo caso, la sua notorietà, per servire la causa dei prigionieri palestinesi. Dico spesso che lavoro in questa campagna motivata dai miei sentimenti come una moglie che vuole indietro suo marito e dalla convinzione del cittadino che è in me. Cittadino che ha bisogno di vedere Marwan e i nostri prigionieri liberati. La loro libertà è la condizione della nostra.

 Durante questi anni ci sono stati momenti di disperazione, non voglio nasconderlo, di dubbio e dolore. Ma con il supporto di chi nel mondo ama la libertà, di amici, che erano sempre presenti e impegnati a difendere la giustizia in Palestina, ho sempre trovato di nuovo la strada della speranza. Non c’è migliore esempio di questo supporto di quello della nostra cara amica Luisa, che era qui fin dal primo giorno, e da allora sempre, e che era la sola ospite internazionale presente in Sud Africa e a Robben Island come parte integrante della nostra delegazione. E’ da Robben Island, dalla cella di uno dei più grandi simboli di libertà del nostro tempo, Nelson Mandela, che questa campagna internazionale è stata lanciata dall’icona dell’anti-apartheid Ahmed Kathrada, che lanciò la Campagna per il rilascio di Nelson Mandela 51 anni fa, prima di spendere lui stesso 26 anni in prigioni. apartheid.

 Perché scegliere Marwan come simbolo di questa Campagna per la liberazione dei prigionieri palestinesi? Leaders di tutte le fazioni politiche, in una lettera comune per l’undicesimo anniversario del suo arresto hanno detto di lui che «è il più prominente e noto prigioniero politico palestinese nelle prigioni israeliane… un forte assertore della libertà e della dignità del suo popolo, di riconciliazione e democrazia, di pace basata sulla legge internazionale». Marwan è stato il primo deputato a essere arrestato. A quel tempo io giravo il mondo dicendo che in assenza di una forte reazione internazionale non sarebbe stato l’ultimo deputato a essere detenuto. A un certo punto, più di un terzo del nostro Parlamento, circa 50 deputati, erano in carceri israeliane. Oggi, 16 deputati sono ancora imprigionati, compresi una dozzina in detenzione amministrativa. 

 Marwan ha boicottato il tribunale israeliano, che è un strumento di occupazione non di giustizia.

Israele voleva perseguire il popolo palestinese e la sua lotta, e criminalizzarlo. Così ha condannato Marwan a 5 ergastoli e, nel caso fosse sopravvissuto, a 40 anni. Chiedendo il rilascio di Marwan state contribuendo a denunciare questo vergognoso sistema che viola i diritti di tutti i nostri prigionieri. 750 000 Palestinesi sono stati dentro e fuori le carceri israeliane dal 1967. 5000 rimangono imprigionati ad oggi. Questa Campagna finirà soltanto con il rilascio di ciascuno di loro, compreso il leader Ahmad Saadate, Segretario Generale del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina, e il grande militante Karim Younes, il prigioniero che da più tempo è nelle prigioni israeliane, dove ha passato fino ad oggi 32 anni della sua vita.

 Permettetemi di cogliere questa opportunità per sottolineare l’importanza del lavoro fatto dal Tribunale Russell sulla Palestina, poiché l’impunità Israeliana è la ragione per cui questa è la più grande occupazione nella storia moderna. E non posso che onorare qui la memoria di un uomo che ha incarnato la richiesta dei diritti umani, Stéphane Hessel. Siamo orgogliosi che sia lui che sua moglie hanno aderito a far parte dell’International High Level Committee per la liberazione di Marwan e di tutti i prigionieri. Caro Pierre Galand, il lavoro eccezionale fatto dal Tribunale lo rende uno strumento importante per entrambe, la responsabilità e la pace basate sulla legge internazionale, e sappiamo che possiamo contare sul tuo supporto personale e il supporto del Tribunale per questa importante Campagna.

 Infine voglio salutare i due Ambasciatori della Palestina che hanno unito diplomazia e militanza e che sono imponenti rappresentanti della Palestina e delle donne Palestinesi. Mai è una cara e intima amica che conosce Marwan dagli anni a Birzeit. Leila lo conosceva bene quando era Presidente del gruppo di amicizia Palestina-Francia nel Consiglio Legislativo Palestinese quando lei era Ambasciatrice in Francia e giocava un ruolo fondamentale nel fare della Francia il cuore del nostro impegno internazionale, e poi nel mobilitare il Parlamento Europeo per il rilascio di Marwan e di tutti i deputati, così come per i diritti dei prigionieri. Grazie ad entrambe di condurre la battaglia per la liberazione e la dignità del nostro popolo su uno dei fronti più importanti, quello internazionale.  

 Così come il rilascio di Mandela e dei prigioneri anti-apartheid ha aperto la strada alla libertà, pace e riconciliazione in Sud Africa, il rilascio di Marwan e di tutti i prigionieri palestinesi sarà fondamentale nel raggiungere questi scopi, e il documento dei prigionieri è una prova innegabile di questo. 

Occupazione e oppressione saranno sconfitte, e la libertà, il ritorno e l’indipendenza prevarranno.

La libertà è la precondizione della pace, e servendo la causa della libertà, servite la causa della pace.

E oggi, quello che state facendo qui in Italia ci porta un passo più vicino alla realizzazione di questi nobili obiettivi.

 Grazie cara Luisa per l’incredibile lavoro che stai facendo, grazie cari amici, io sono convinta che un Marwan libero un giorno vi accoglierà tutti in una libera Palestina.

Fadwa Barghouthi

Ttraduzione a cura di AssopacePalestina

Lettera in inglese

Palestine, 5/12/2013

Dear friends, 

 Marwan has spent 18 years of his life in Israeli jails, including the last 11 years. These have been difficult years for me as a wife and as a mother. But I decided not to wait for my husband’s release, but to actively advocate it. And to use his case, and his notoriety, to serve the cause of Palestinian prisoners. I often say that I work in this campaign motivated by my feelings as a wife who wants her husband back but also by the belief of the citizen in me that our country needs to see Marwan freed and our prisoners freed. Their freedom is the condition of our own. 

 During these years, there were times of despair, I do not want to hide it, of doubt and of pain. But the support of freedom lovers around the world, of friends, who were always present and committed to defend justice in Palestine, I always found the way back to hope. There is no better example of this support than our dear friend Luisa, who was there from the first day, and everyday since, and who was the only international guest present in South Africa and on Robben Island, as an integral part of our delegation. It is from Robben Island, from the cell of one of the greatest symbols of freedom of our time, Nelson Mandela, that this international campaign was launched by the anti-apartheid icon Ahmed Kathrada, who launched the release Mandela Campaign 51 years ago, before spending himself 26 years in apartheid jails.

 Why choose Marwan as symbol of this Campaign for the freedom of all Palestinian prisoners? Leaders from all political factions in a joint letter for the 11th anniversary of his arrest said about him that « he is the most prominent and renowned Palestinian political prisoner in Israeli jails,… a strong advocate of his people’s freedom and dignity, of reconciliation and democracy, of peace based on international law ». Marwan was the first MP to be arrested. At that time, I toured the world saying that in the absence of strong international reaction he will not be the last MP to be detained. At one point, over one third of our Parliament, around 50 MPs were in Israeli jails. Today, 16 MPs are still imprisoned, including a dozen under administrative detention. 

 Marwan boycotted the Israeli court, which is an instrument of occupation not justice. Israel wanted to prosecute the Palestinian people and its struggle, and to criminalise it. It thus condemned Marwan to 5 life sentences, and, just in case he survived, 40 years. By calling for Marwan’s release, you are contributing to denounce this shameful system which violates the rights of all our prisoners. 750 000 Palestinians have gone in and out Israeli jails since 1967. 5000 remain imprisoned today. This Campaign will only end with the release of each and everyone of them, including the leader Ahmad Saadate, Secretary General of the Popular Front for the liberation of Palestine, and the great militant Karim Younes, the longest serving prisoner still in Israeli jails, where he spent until now 32 years of his life. 

 Allow me to seize this opportunity to underline the importance of the work done by the Russell Tribunal on Palestine, as Israeli impunity is the reason why this is the longest occupation in modern history. And I can not but honour here the memory of a man who has embodied the quest for human rights, Stéphane Hessel. We are proud that both himself and his wife agreed to be part of the International High Level Committee for the freedom of Marwan and all prisoners. Dear Pierre Galand, the remarkable work done by the Tribunal make it an important instrument for both accountability and peace based on international law, and we know we can count on your personal support and the tribunal’s support for this important Campaign. 

 Finally, I want to salute two Ambassadors of Palestine who have combined diplomacy and militancy, and who are impressive representatives of Palestine, and of Palestinian women. Mai is a dear and close friend who knows Marwan since his years in Birzeit. Leila knew him well as he was Chair of the Palestine-France friendship group in the Palestinian Legislative Council when she was Ambassador in France, and she played an instrumental role in making France the heart of our international endeavour, and then in mobilising the European Parliament for the release of Marwan and all MPs, as well as for prisoners’ rights. Thank you both for leading the battle for the freedom and dignity of our people on one of the most important fronts, the international one. 

As the release of Mandela and anti-apartheid prisoners paved the way to freedom, peace and reconciliation in South Africa, the release of Marwan and all Palestinian prisoners will be instrumental in achieving these goals, and the prisoners’ document is an undeniable proof of this. Occupation and oppression will be vanquished, and freedom, return and independence shall prevail. Freedom is the precondition of peace, and by serving the cause of freedom, you serve the cause of peace. And today, what you are doing here in Italy brings us one step closer to the realization of these nobel objectives. 

 Thank you dear Luisa for the unbelievable work you are doing, thank you dear friends, and I am convinced that one day a free Marwan will welcome you all in a free Palestine. 

  Fadwa Barghouthi

 

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