Il progetto, finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese e realizzato con il supporto dell’associazione Human Supporters Association (HSA) ha avuto come obiettivo rafforzare l’accesso ad attività educative, sportive, artistiche, ricreative per i bambini vulnerabili che vivono nel distretto di Nablus e per le loro famiglie, attraverso un approccio inclusivo e interculturale.
Human Supporters Association gestisce un Centro nella città vecchia di Nablus, punto di riferimento ed aggregazione per le fasce più vulnerabili della popolazione. Offre ai bambini un luogo protetto nel quale essere sostenuti nel percorso scolastico, sperimentare attività creative, sportive, ludiche e condividere relazioni in modo sereno sviluppando le proprie potenzialità. E’ molto radicata nel territorio e nei campi profughi ed ha sempre lavorato in un’ottica di rete, costruendo rapporti strutturati con le Istituzioni cittadine e quelle scolastiche
Le attività hanno coinvolto 250 minori e le loro famiglie, a Nablus.
Dal 27 giugno al 3 luglio 2019, sei bambini palestinesi dai 9 agli 11 anni, accompagnati da tre educatori, si sono ritrovati a Supino per un campo estivo all’insegna dell’incontro e dello scambio reciproco.
Bimbe e bimbi di Nablus, ospitati nel centro Bab al Shams, che Luisa Morgantini ha messo a disposizione di Assopace Palestina. Per le bimbe e i bimbi di Nablus è stato un viaggio alla scoperta della cultura italiana, del cibo e della musica e i bambini italiani hanno avuto modo di conoscere cibo, cultura, danze, musica di un altro popolo del Mediterraneo e di comprendere la realtà e le sfide dei loro coetanei palestinesi.
Soprattutto, tra di loro, si sono stabilite relazioni e scambi che hanno infranto ogni stereotipo, chi insegnava parola arabe chi italiane, pranzi e cene cucinate e consumate insieme, scambi di piatti e ricette tra le mamme dei bambini italiani e i tutors dei bambini palestinesi. Giochi, racconti, gite al mare e in montagna, visite a Roma e alla città di Napoli.
Ma anche incontri istituzionali. A Supino, i giovani sono stati ricevuti dal sindaco, Gianfranco Barletta. A Napoli, dal sindaco Luigi de Magistris. Per tutti i partecipanti, bambini e adulti, la settimana trascorsa insieme è stata di straordinaria importanza. Per gli adulti che hanno seguito il campo è stato davvero emozionante vedere come non ci siano state barriere tra i ragazzi, fin dal primo giorno vi sono stati abbracci e sorrisi, il racconto della vita quotidiana sotto occupazione militare è stata compresa dai coetanei italiani.
