Perchè donare il 5xmille a AssopacePalestina, messaggio di Luisa Morgantini

Aiutiamo Ahmad

Inizio progetto

Marzo 2026

Tipologia di intervento

Sostegno finanziario

Destinatari

Ahmad

Durata

A raggiungimento del target

Area di intervento

Jenin, Cisgiordania

Finanziamenti

Libere sottoscrizioni

Stato

In Corso

Aiutiamo Ahmad a riprendere in mano la sua vita!

Sosteniamolo nell’acquisto di una protesi per sostituire la gamba che ha perso a causa dei proiettili sparati dall’esercito israeliano.

Ahmad è un palestinese di 27 anni che vive in Cisgiordania occupata. Il 12 giugno 2023, nel suo villaggio nei pressi di Jenin (Cisgiordania settentrionale), un soldato israeliano gli ha sparato. Un proiettile lo ha colpito alla gamba mentre l’esercito invadeva la città; i soldati lo hanno lasciato a terra sanguinante e hanno impedito l’arrivo dell’ambulanza. È quasi morto. È un miracolo che Ahmad sia sopravvissuto, nonostante il blocco militare che ha ritardato i soccorsi, costringendolo all’amputazione della gamba.

Quattro mesi dopo, Ahmad è stato arrestato e posto in detenzione amministrativa senza alcuna accusa. È stato detenuto per due anni nella prigione israeliana di al-Naqab e sottoposto a ripetute torture. Due mesi fa, Ahmad è stato rilasciato; ora ha bisogno di una protesi alla gamba per poter riprendere il controllo della sua vita.

Ahmad faceva il camionista. È figlio unico. Suo padre è morto anni fa e ora vive da solo con la madre anziana. La situazione economica rende molto difficile la vita in Cisgiordania, e Ahmad e sua madre non ricevono alcun sussidio.

Ahmad ha bisogno del nostro aiuto. La protesi costa 24.000 shekel, circa 6.500 euro (comprese le commissioni bancarie e di trasferimento dei fondi). Con il nostro aiuto, potrebbe tornare a camminare, lavorare e provvedere ai bisogni della sua famiglia. La protesi gli offrirà questa possibilità.

Sostieni Ahmad e la sua famiglia: fai una donazione e condividi questa raccolta fondi!

Il proiettile che ha colpito Ahmad era del tipo che esplode una volta raggiunto il bersaglio. La ferita alla gamba era gravissima, e Ahmad ha perso molto sangue. L’ingresso dell’ambulanza è stato impedito dall’esercito israeliano e Ahmad è stato portato in un ospedale lontano dal suo villaggio perché anche la strada era bloccata dall’esercito. Se fosse stato soccorso in tempo, probabilmente la gamba non avrebbe dovuto essere amputata.

“Voglio solo poter condurre una vita il più possibile normale”, dichiara, “e poter mantenere me stesso e mia madre. Guidare veicoli pesanti era il mio lavoro. Senza una gamba non posso fare nessun lavoro e non so come andare avanti.”

Ahmad è stato arrestato solo quattro mesi dopo essere rimasto ferito. Nessuna accusa, nessuna condanna: è rimasto per due anni in detenzione amministrativa, che consente a Israele di imprigionare chiunque per anni senza motivo. Nonostante le sue condizioni di salute, Ahmad non è stato risparmiato dalle torture inflitte ai circa 11.000 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane dal 7 ottobre.

Ahmad ha perso molto peso. La totale mancanza di assistenza medica all’interno della prigione e le dure condizioni di vita gli hanno causato forti dolori in tutto il corpo, con cui deve fare i conti ancora oggi. Per settimane non gli sono state fornite le stampelle e Ahmad non riusciva nemmeno ad alzarsi senza aiuto.

“Faceva molto freddo e ci hanno portato via tutti i vestiti. Hanno tolto le finestre per farci soffrire ancora di più il freddo e ci hanno lasciato solo una coperta. Avevamo tutti la scabbia e non ci hanno mai dato medicine. Quando lavavamo i vestiti, dovevamo rimetterli bagnati, perché erano gli unici che avevamo.”

Le torture descritte da Ahmad sono solo una minima parte dei tormenti subiti dai prigionieri palestinesi.

La totalità dei fondi raccolti verranno impegati per acquistare una protesi per Ahmad.

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