3 commenti su “Roma, 3 febbraio. Presidio per la differenza tra antisionismo e antisemitismo”

  1. Sono un ebreo non sionista da più di 50 anni, dico “non sionista” e non “antisionista” perché non riconosco per niente Israel come paese degli ebrei, non riconosco Israel come per Patria, come nazionalità, come Terra Santa come tutto il discorso del sionismo. Il sionismo è una ideologia colonialista, basta a leggere le dichiarazioni dei sionisti dal 1895 e l’ebraismo è una religione. La potenza del sionismo e della sua propaganda attraverso gli anni ha ingannato il mondo e sopratutto gli ebrei. Nell’ebraismo non esiste la nozione di Patria, non esiste la nozione di nazionalità, non esiste la nozione di Terra Santa. I sionisti sono riusciti a distorcere l’ebraismo con le loro bugie, le loro menzogne. La loro propaganda è talmente forte che hanno fatto credere alle persone che Israel è il paese degli ebrei…è il paese dei sionisti! Ai sionisti non sono mai piaciuti gli ebrei! I sionisti sono i primi antisemiti, voglio ricordare che i primi antisionisti erano ebrei e non hanno permesso a Teodor Herzl a fare il primo congresso sionista nel suo paese. Ben Gurion diceva: “Perché gli arabi dovrebbero fare la pace? Se fossi un leader arabo, non firmerei mai con Israele. È normale: abbiamo preso il loro Paese. Vedono solo una cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo? Forse lo dimenticheranno tra una o due generazioni, ma per ora non c’è alcuna possibilità. Quindi è semplice: dobbiamo restare forti, avere un esercito potente. Tutta la politica è lì. Altrimenti gli arabi ci distruggeranno.” E per finire una citazione di Golda Meir: “Non perdoneremo mai agli Arabi di obbligarci ad ammazzarli e di trasformare i nostri figli in assassini”.

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  2. Capisco ché agli israeliani convenga propugnare la identificazione dell’antisionismo con l’antisemitismo, per farsi scudo della scomunica che colpisce l’antisemitismo. Ma se A è uguale a B, vuol dire B è uguale a A. Non capisco allora come mai gli ebrei della diaspora accettino che l’ebraismo, con i suoi valori, venga equiparato al sionismo, che è il frutto della peggiore ubriacatura ideologica dell’Europa di fine ottocento, imbevuta di nazionalismo, razzismo, colonialismo, come è oggi evidente. Se poi all’accettazione passiva di questa identificazione si accompagna il sostegno attivo e concreto allo stato sionista, diventa inevitabile che la condanna di Israele si estenda ai gruppi sociali che lo sostengono, che si chiamino ebrei, evangelici, neocon, sovranisti o come volete chiamarli.

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    • Gli israeliani sono sionisti, il sionismo è un’ideologia colonialista che regge lo stato d’Israel, più ci sono ebrei che vengono in questo paese meglio è. Perché la quantità di ebrei superiore ai musulmani e cristiani proverà che Israel è un paese ebraico. Ma l’ebraismo è un’altra cosa, è una religione e non un’ideologia. Gli ebrei della diaspora che accettano il sionismo è perché la propaganda sionista ha lavorato bene. Personalmente sono stato sotto questa propaganda per i miei primi 12 anni (ne ho 68) e quando ho saputo che facevano gli israeliani ai palestinesi ho detto subito no! Non può essere, i miei nonni, zii sono stati deportati, mia madre, nonna, zia hanno portato la stella gialla durante l’occupazione tedesca in Francia. Ho vissuto la Shoah attraverso racconti, esperienza diretta dei miei familiari. Dunque ho preso le distanze con Israel, all’epoca, ho perso amici, con i miei genitori non si poteva rimettere in discussione Israel. E’ stato molto forte! Lo ripeto non sono antisionista, sono un non sionista perché non mi riconosco nello stato d’Israel (paese degli ebrei) perché Israel è un paese sionista e non ebraico come dicono loro. Una propaganda sionista tanta efficace che è riuscita ad impadronirsi della mente degli ebrei e dei non ebrei.

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