Non disturbare: Israele sta combattendo contro l’Iran

Ago 29, 2022 | Notizie, Riflessioni

di Gideon Levy,

Haaretz, 27 agosto 2022.   

Per favore, non disturbate Israele: è impegnato a combattere contro l’Iran. La lotta è per impedire la nuclearizzazione dell’Iran, ma -cosa non meno importante- serve a Israele per altri scopi. E così Israele continuerà a lottare, non smetterà di cercare di smuovere cielo e terra, non si arrenderà, anche quando le possibilità di successo sono nulle, di fronte all’accordo [USA-Iran] che si sta formulando.

E così il Primo Ministro Yair Lapid sta agendo come ha fatto l’ex Primo Ministro Benjamin Netanyahu, opponendosi all’accordo in modo chiassoso e intransigente. Anche su questo argomento, non c’è alcuna differenza nel loro comportamento. E questo perché nel corso degli anni la lotta stessa è diventata fruttuosa per Israele, non meno dell’obiettivo dichiarato. Il primo ad accorgersi di questo fu naturalmente Natanyahu, il padre della guerra contro il progetto nucleare iraniano.

Si tratta di una guerra contro l’acquisizione di un’arma apocalittica da parte di un Paese che minaccia apertamente Israele, ma allo stesso tempo è anche una campagna per allontanare quella che Israele considera una minaccia non meno grave: l’opposizione mondiale all’occupazione.

Dsa quando Israele ha cominciato la lotta contro il programma nucleare iraniano, è riuscito a capovolgere completamente le priorità del discorso globale. Se prima ogni incontro diplomatico verteva sulla soluzione del conflitto, ora quel tema è stato messo da parte –con un omaggio formale e un servizio fotografico presso la sede dell’Autorità Palestinese a Ramallah– e la conversazione si è spostata sulla questione veramente importante: il programma nucleare iraniano. Non disturbate Israele in questo momento con il diritto internazionale e con l’apartheid; non vedete che è impegnato con l’Iran?

La questione dell’Iran permette a Israele di tornare alla sua posizione preferita: l’eterna vittima di qualcuno che cerca la sua distruzione; e quando Israele grida “distruzione” chi potrebbe non venire in sua difesa? Quando l’esistenza di Israele è minacciata da un altro Paese, non ci si può preoccupare delle minuzie dell’occupazione, dei coloni e dei diritti umani. E il mondo si arrende facilmente a questa posizione. In ogni caso, non ha alcun interesse particolare a risolvere il problema palestinese, ci sono questioni più urgenti e risolvibili. E così il discorso sull’Iran va bene quasi a tutti.

Per anni è stato il terrore palestinese a servire Israele: ovviamente non ci si può fidare dei dirottatori di aerei e degli attentatori di autobus. Anche Hamas ha fatto il gioco di Israele: dopo tutto, non si può cedere al ramo locale di Al-Qaeda e allo Stato Islamico. Poi a est è comparso l’Iran e si è compiuto un grande miracolo.

L’Iran non solo ha sopperito alla questione palestinese, ma ha anche contribuito a serrare i ranghi in patria: una minaccia esterna e una campagna di incitamento alla paura fanno sempre bene a chi governa, a chiunque governi. E non c’è minaccia come quella iraniana per arricchire l’establishment della difesa con sempre più fondi e sempre maggiore importanza. Pericolo, guerra.

L’Iran permette anche a Israele di continuare il suo ruolo di protagonista sulla scena globale: il progetto nucleare iraniano è una questione globale e Israele svolge un ruolo di primo piano, in quanto prima vittima potenziale. Tutto questo non significa che l’Iran non costituisca una minaccia strategica e che Israele non sia una vittima potenziale. Naturalmente lo è, ma Isreale sa come spremere al meglio ogni minaccia.

L’accordo più ragionevole che si possa raggiungere è ora in fase di formulazione; e Israele sta già lanciando l’allarme e chiedendo a gran voce di ricevere un adeguato risarcimento dagli Stati Uniti. Si sta già parlando di maggiori aiuti militari in cambio di un accordo che sarà positivo per Israele.

Sotto ogni punto di vista, Israele ne trae vantaggio. Dovremmo essere orgogliosi di una politica che avvantaggia Israele e lo protegge il più possibile. Tuttavia, come in ogni accordo, anche l’accordo con l’Iran viene a scapito di qualcos’altro. E questo qualcos’altro è la fine dell’occupazione.

L’Iran non aveva certamente intenzione di far sì che tutto ciò avvenisse, e nemmeno Israele, ma negli ultimi anni nulla ha servito l’occupazione israeliana in modo così efficace come la minaccia iraniana. Ora non resta che sperare che l’accordo con l’Iran non tolga la questione dall’ordine del giorno, Dio ne guardi. Israele ne ha bisogno come dell’aria per respirare.

https://www.haaretz.com/opinion/2022-08-27/ty-article-opinion/.premium/do-not-disturb-israel-is-battling-iran/00000182-e093-d237-a3c6-ebf7e1b70000

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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