I documenti mostrano che il terreno per la nuova ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme era proprietà di palestinesi prima del 1948

Lug 11, 2022 | Notizie

di Nir Hasson,

Haaretz, 10 luglio 2022. 

Prima della visita del presidente degli Stati Uniti Biden in Israele e in Cisgiordania, famiglie palestinesi negli Stati Uniti e a Gerusalemme Est presentano documenti – inclusi contratti di affitto risalenti a decenni fa – che testimoniano che esse possedevano la terra prima che fosse sequestrata da Israele dopo la guerra del 1948.

Una protesta del 2018 contro l’apertura dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme. Credit: Nir Hasson

Famiglie palestinesi di Gerusalemme Est e degli Stati Uniti chiedono a Washington e a Israele di annullare i piani per la costruzione dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, affermando che la sua prevista collocazione si trova su un terreno che era proprietà privata palestinese, confiscata da Israele dopo la guerra del 1948.

Circa un anno e mezzo fa, il governo degli Stati Uniti, in coordinamento con Israele, ha redatto un piano per un grande complesso diplomatico in un’area di Gerusalemme nota come Complesso Allenby, nella parte meridionale della città. Secondo il piano, l’ambasciata americana si sarebbe trasferita in quel complesso; fino ad allora sarebbe rimasta in una sede provvisoria nel quartiere dell’Arnona.

Domenica, due giorni prima della visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Israele, diverse famiglie palestinesi, in collaborazione con Adalah – The Legal Center for Arab Minority Rights in Israel, hanno presentato documenti secondo cui parte della terra prevista per il progetto del complesso diplomatico era di loro proprietà prima del 1948. Le famiglie, tra cui Habib, Qleibo, El Khalidi, Razzaq ed El-Khalili, hanno presentato decenni di contratti di affitto tra loro e il governo mandatario per quei terreni.

Clicca qui per visualizzare i documenti presentati dalle famiglie palestinesi.

All’inizio del mandato, gli inglesi stabilirono un’importante base militare, nota come Allenby Barracks, in quel sito. Secondo i documenti, il governo mandatario britannico pagava ogni anno circa 300 lire sterline per ettaro di terra, che era di proprietà dei palestinesi. Il terreno si trova a ovest della Linea Verde e, come tutte le altre proprietà palestinesi a Gerusalemme ovest, nel 1950 è stato trasferito in mani israeliane grazie alla Legge sulle Proprietà degli Assenti.

Il primo piano per costruire un’ambasciata statunitense nel sito è stato avviato negli anni ’90 da Israele e da allora il terreno è stato destinato alla costruzione di un complesso diplomatico. A quel tempo, i rappresentanti delle famiglie palestinesi avevano chiesto al governo degli Stati Uniti di annullare il piano. Quando l’amministrazione Biden ha chiarito, circa un anno e mezzo fa, di sostenere la creazione di un sito permanente per l’ambasciata, gli americani – con il coordinamento israeliano – hanno iniziato a portare avanti il ​​progetto.

Il professore palestinese-americano Rashid Khalidi, la cui famiglia aveva posseduto parte della terra, ha affermato: “Non sono sicuro di quanto l’amministrazione Biden sia a conoscenza delle informazioni che abbiamo trasmesso negli anni ’90. Quello che vogliamo è che non costruiscano sulla nostra proprietà. È molto semplice; non importa cosa dice la legge israeliana, ci sono state molte leggi ingiuste grazie alle quali sono state sottratte delle proprietà, sia dalle potenze coloniali che in Europa”.

Ha anche aggiunto, nel comunicato stampa di Adalah: “Il fatto che il governo degli Stati Uniti stia ora collaborando attivamente con il governo israeliano a questo progetto significa che sta attivamente violando i diritti di proprietà di coloro a cui questa terra appartiene legittimamente, inclusi molti cittadini statunitensi”.

Secondo la Legge sulle Proprietà degli Assenti del 1950, qualsiasi proprietà appartenente a persone che si trovavano in un paese nemico durante il temporaneo “stato di emergenza” – in vigore fino ad oggi e regolarmente rinnovato da tutti i partiti su base semestrale – deve essere trasferita a Israele. Grazie a questa legge, lo stato ha sequestrato tutte le proprietà lasciate dai profughi palestinesi nel 1948. Rapporti recenti di Human Rights Watch e Amnesty International menzionano la legge come uno strumento centrale dello stato israeliano nell’oppressione e nel controllo dei palestinesi.

Quando il primo ministro Yair Lapid ha preso il suo incarico e ha deciso di trasferirsi a Gerusalemme, ha scelto di trasferirsi temporaneamente in un edificio che era stato sequestrato usando quella legge a una famiglia palestinese che ne era fuggita nel 1948. Così facendo, ha rotto un’usanza di vecchia data per i premier israeliani; gli ultimi due primi ministri avevano rifiutato la proposta di trasferirsi in proprietà di assenti.

https://www.haaretz.com/israel-news/2022-07-10/ty-article/.highlight/planned-u-s-embassy-in-jerusalem-is-on-land-owned-by-palestinians-before-1948-docs-show/00000181-e85a-dace-ab93-f9fb37b70000

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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