È arrivata l’ora di parlare con Hamas?

Giu 30, 2022 | Riflessioni

di Jonathan Kuttab,  

Mondoweiss, 29 giugno 2022. 

Sostenitori palestinesi del gruppo islamico Hamas partecipano a un rally per protestare l’uccisione di due militanti di Hamas nella Striscia centrale di Gaza. 8 ottobre 2010. Le truppe israeliane avevano ucciso quel giorno due militanti di alto livello di Hamas in un raid mattutino nella città di Hebron, in Cisgiordania. I due uomini armati erano ricercati per il coinvolgimento nell’uccisione di quattro israeliani vicino a Hebron il 31 agosto 2011. Ashraf Amra (c) Apa images.

Molti di noi sono preoccupati per il fallimento del mondo nell’affrontare l’assedio di Gaza, che dura da 15 anni e tiene due milioni di palestinesi intrappolati in una prigione invivibile a cielo aperto. Il vero elefante nella stanza, tuttavia, e la giustificazione utilizzata per la mancata rimozione dell’assedio, è il fatto che la Striscia di Gaza è attualmente governata da Hamas, considerata un’organizzazione terroristica illegittima, votata alla distruzione di Israele e, in quanto tale, non un potenziale candidato per i negoziati o la pace.

L’esistenza di Hamas è anche la scusa più banale per giustificare la paralisi dei colloqui di pace. Poiché i palestinesi sono divisi e Mahmoud Abbas non può (e non gli è permesso) parlare con o per Hamas, si dice che non esiste “nessuno con cui parlare” da parte palestinese. Hamas è diventato un comodo pretesto per un’occupazione a tempo indeterminato.

Potrebbe essere giunto il momento di affrontare il tema tabù di parlare con Hamas e cercare invece un modo per portarlo nella conversazione per la pace. Certamente, non ci può essere pace senza che Hamas e i suoi seguaci partecipino in un modo o nell’altro.

Devo dire innanzitutto che non sono un apologeta di Hamas né parlo in alcun modo a suo nome. In effetti, rifiuto la sua filosofia politica e credo che abbia deluso la popolazione di Gaza in molti modi. Tuttavia, l’isolamento, la demonizzazione e l’esclusione di Hamas dal processo politico non sono stati d’aiuto.

La situazione di Hamas è per molti aspetti analoga a quella dell’OLP prima della famosa stretta di mano avvenuta sul prato della Casa Bianca. Anche l’OLP era considerata un’organizzazione terroristica; il suo statuto era inaccettabile e alcune delle sue tattiche erano ripugnanti. Eppure, in quel momento rappresentava il popolo palestinese e d’altra parte la pace si fa con i propri nemici e non con gli amici.

Inoltre, l’OLP svolgeva molte funzioni civili e aveva un ruolo importante nella vita del popolo. La sua demonizzazione era un modo conveniente per demonizzare tutto il popolo palestinese e impedire qualsiasi progresso verso la riconciliazione.

Persone coraggiose, cristiani compresi, hanno sfidato la ‘saggezza convenzionale’ e, con grande rischio per se stessi, per la loro reputazione e per la loro carriera, sono stati disposti a incontrare i funzionari dell’OLP, anche se all’epoca ciò era contro la legge. Andrew Young (un ex pastore e collaboratore del Dr. King) era il rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite quando perse il lavoro e danneggiò la sua carriera per aver incontrato il rappresentante dell’OLP presso le Nazioni Unite, il defunto Zuhdi Tarazi.

I funzionari quaccheri e di altre chiese incontrarono Yasser Arafat, consigliandolo ed esortandolo a compiere i passi necessari per procedere verso i negoziati. Questo includeva la modifica dello statuto dell’OLP, dichiarazioni pubbliche a favore del riconoscimento di Israele e l’abbandono della lotta armata.

È l’ora di fare la stessa cosa con Hamas? Dopo tutto, hanno il controllo fisico dell’interno della Striscia di Gaza e godono del sostegno di una parte considerevole dei palestinesi, molti dei quali hanno votato per Hamas solo perché frustrati dalla corruzione e dall’inefficienza di Fatah e dell’Autorità Palestinese. Alcuni potrebbero sostenere che Hamas è un’entità malvagia e che non ha alcun interesse a fare la pace, che è una perdita di tempo e di sforzi anche solo provarci, che non ci si può fidare di loro e che il loro stesso statuto chiede la distruzione di Israele (riferendosi al vecchio statuto che è stato modificato da tempo). Le stesse argomentazioni addotte in passato contro l’OLP possono essere applicate ad Hamas. Questa volta, però, i Paesi arabi, così come l’Autorità Palestinese, si uniscono spesso al coro di coloro che si oppongono ad Hamas e rifiutano di negoziare con quella organizzazione.

Chi è interessato a una pace duratura, però, non può assumere una simile posizione. Dobbiamo essere disposti a parlare con tutti, cercando la comune umanità e la buona volontà in ogni angolo. È troppo facile demonizzare i nostri nemici e coloro con cui non siamo d’accordo. Gesù si mise nei guai per la sua disponibilità a frequentare peccatori, esattori delle tasse, samaritani, gentili e persino donne. I suoi seguaci avranno il coraggio di seguire il suo esempio?

È abbastanza facile demonizzare i nostri avversari e frequentare solo i nostri amici e coloro che sono d’accordo con noi. Ci vuole grande coraggio e pazienza per aprirsi a coloro che non sono d’accordo con noi, che siano i coloni ebrei, gli estremisti di destra (o di sinistra), gli estremisti sionisti, i fanatici religiosi o chiunque altro non sia d’accordo con noi. Tuttavia, è proprio questo che dobbiamo fare.

Capisco che questa sfida possa essere un passo troppo lungo per qualcuno. Dopo tutto, va contro la saggezza convenzionale della maggior parte delle organizzazioni e delle persone attiviste. Inoltre, potrebbe essere contraria alla legge. Ma mi piacerebbe sentire cosa dicono quelli che non sono d’accordo con me. Almeno, parliamo di un argomento che è stato un tabù per troppo tempo.

Avete sentito chi dice: ‘Devi amare il tuo vicino e odiare il tuo nemico’. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi molestano, in modo da comportarvi come figli del Padre vostro che è nei cieli. Egli fa sorgere il sole sia sui cattivi che sui buoni e manda la pioggia sia sui giusti che sugli ingiusti. Se amate solo coloro che vi amano, quale ricompensa avrete? Non fanno così anche gli esattori delle tasse? E se accogliete solo i vostri fratelli e sorelle, cos’altro fate? Non fanno lo stesso anche i Gentili? Perciò, così come il vostro Padre celeste è imparziale nel mostrare amore a tutti, così anche voi dovete essere imparziali. Matteo 5:43-48

Questo articolo è comparso il 24 giugno sul sito del gruppo cristiano FOSNA (Friends of Sabeel –  North America).

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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