Il progetto di addomesticare gli arabi è fallito

Giu 27, 2022 | Riflessioni

di Odeh Bisharat,

Haaretz, 27 giugno 2022. 

La città araba israeliana di Arara nel nord di Israele. Amir Levy 

Negli ultimi anni, abbiamo visto il fiorire di un progetto grandioso: l’addomesticamento dei cittadini arabi di Israele, per farli aderire alla politica dell’establishment israeliano su molte questioni. Ma i cittadini arabi hanno ostacolato il progetto israeliano di prendersi la terra dalle loro mani e da quelle dei loro fratelli nei territori occupati, e l’hanno fatto non solo a causa della loro identità nazionale, ma anche perché il grido che hanno sollevato è stato udito in tutto il mondo, irritando le orecchie dei razzisti. L’obiettivo del progetto era quello di creare un tipo di arabo che avrebbe espresso gratitudine per aver avuto il permesso di rimanere nella terra degli antenati (degli ebrei, ovviamente).

L’establishment israeliano ha adottato due approcci nella sua impresa. Il primo è stato riassunto nel 1956 nell’elogio funebre fatto da Moshe Dayan per Roi Rotberg, un ufficiale della sicurezza dei kibbutz ucciso vicino alla Striscia di Gaza. A giudicare dalle sue parole, Dayan aveva capito cosa provavano gli arabi, che vedevano la loro terra rubata e non si rassegnavano all’amaro destino imposto loro. In pratica, però, quella parte delle sue osservazioni era rivolta al Ministro degli Esteri Moshe Sharett, che cercava un ponte tra i due popoli. Dayan concluse dicendo che non c’era alternativa alla guerra totale contro gli arabi.

David Ben-Gurion offrì un’altra visuale dello stesso approccio. Considerava qualsiasi palestinese che fosse disposto a parlare con la leadership della comunità ebraica come un traditore del suo popolo, tanto che solo nove anni dopo la fondazione di Israele accettò di incontrare i membri arabi della Knesset eletti nella sua stessa lista. Una spada sguainata piuttosto che un dialogo.

Il secondo approccio invece è stato quello di creare un arabo addomesticato, un arabo senza Palestina, senza i suoi fratelli dei campi profughi; un arabo privo di aspirazioni nazionali e umane. A questo scopo è stata creata una strada fondata sul denaro.

“Quando si nutre la bocca, anche l’occhio si addolcisce”, dicono gli arabi. Dopo le ultime elezioni, le speranze arabe sono salite alle stelle. Ed ecco che gli arabi si sono impegnati nella ricerca del denaro, che immaginavano sarebbe corso come un potente fiume – e tanti saluti alla Palestina. C’era addirittura chi prevedeva che la Joint List, in gran parte araba, che rappresentava l’opposto di questo approccio, sarebbe scomparsa.

La verità è che questo progetto è nato molti anni fa, ma ogni volta che l’arabo addomesticato sembrava prendere carne e ossa, arrivava un qualche tipo di attacco ai palestinesi o di attacco terroristico contro gli israeliani e tutto crollava. Gli arabi si sono schierati dalla parte dei loro fratelli sofferenti, mentre l’opinione pubblica in Israele li considerava sostenitori del terrorismo.

In questo modo, le cose sono andate avanti e indietro fino all’arrivo di Benjamin Netanyahu. E guardate la meraviglia e l’assurdità di tutto questo. Il guru del frazionismo che ha diviso la società ebraica è riuscito a creare un consenso che ha superato quello raggiunto dopo la guerra del giugno 1967, un nuovo consenso di simpatia per il leader della Lista Araba Unita Mansour Abbas.

Tutto Israele, il Vecchio Israele e il Nuovo Israele, la sinistra e la destra, i fascisti e i filodemocratici, tutti, dai bambini dell’asilo agli studenti universitari, si sono uniti intorno al nuovo arabo che stava adottando la narrativa sionista. Tutto è andato bene fino a quando i puristi razziali non sono passati all’estrema destra e hanno mandato all’aria il processo storico di addomesticamento arabo.

I Due Moschettieri, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, hanno dichiarato che la rivoluzione era finita, rovinando tutto. Durante l’Età dell’Ignoranza, avevano creato degli dei dai datteri, ma quando hanno avuto fame li hanno mangiati. Questo è ciò che il partito Likud di Netanyahu ha fatto a un uomo che solo un momento prima aveva trovato il favore del partito, ma poi si è scoperto che, non per sua colpa, si era unito al partito rivale del Likud. Allora è diventato subito l’incarnazione dell’inferno. Non era solo un ‘sostenitore del terrore’, ma stava anche rubando il pane dalla bocca dei bambini ebrei.

Il paradosso ha raggiunto il suo apice quando c’è stato chi si è chiesto come mai il partito Hadash, portabandiera della fratellanza ebraico-araba, non avesse accolto con favore l’adesione della Lista Araba Unita al governo di coalizione guidato da Bennett. Perché così facendo, cari miei, avete stravolto il principio della fratellanza.

Invece di identificarsi con gli occupati, avete chiesto agli arabi di identificarsi con gli occupanti e di sostenere l’aumento dei benefici per i soldati dell’esercito israeliano che vanno in pensione, la leva militare per gli ultra-Ortodossi, leggi privilegiate per i coloni e leggi militari per i palestinesi, il divieto di unificazione delle famiglie palestinesi, la fornitura completa di elettricità ai coloni illegali, ma solo in minima parte agli arabi.

Il progetto doveva fallire. Immagino che siate d’accordo con me sul fatto che il passaggio dalla “fratellanza ebreo-araba” alla “fratellanza colono-araba” vada contro le leggi della natura.

https://www.haaretz.com/opinion/2022-06-26/ty-article/.premium/the-domestication-of-arabs-failed/00000181-a0ef-dca5-a5c1-b4efdc8c0000

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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