Israele non deve dimenticare che anche le alture del Golan sono territorio occupato

Dic 14, 2021 | Notizie

Editoriale di Haaretz,

Haaretz, 13 dicembre 2021. 

Le alture del Golan, nel 2018. Gil Eliyahu

I territori occupati sono territori occupati e l’annessione è annessione, anche quando si tratta delle alture del Golan e anche quando il piano di annessione è chiamato “un piano per incoraggiare la crescita demografica sostenibile”.

Tra circa due settimane il governo dovrebbe tenere una festosa riunione sulle alture del Golan, per approvare un piano di costruzione e sviluppo destinato a raddoppiare la popolazione della zona entro la fine del decennio.

La popolazione delle alture del Golan è attualmente di circa 52.000 persone. Per raggiungere l’obiettivo del raddoppio e fornire alloggi per la crescita artificiale pianificata della popolazione, saranno necessarie costruzioni massicce. E infatti il piano prevede la costruzione di circa 7.000 unità abitative nel territorio del Consiglio Regionale delle Alture del Golan e a Katzrin entro il 2026.

Inoltre, il governo approverà l’istituzione di due nuove comunità, Asif e Matar. E affinché le decine di migliaia di nuovi residenti possano mantenersi, occorre creare nuove zone industriali, commerciali e turistiche. Sono in programma numerosi grandi progetti di energia solare, compreso un campo solare nell’area di Emek Habacha.

Dobbiamo dire le cose come stanno. Questo è un progetto di espansione artificiale della popolazione, inteso a rafforzare la presa di Israele sulle alture del Golan e a creare fatti sul terreno che renderanno difficile per i futuri leader che potrebbero prendere in considerazione la possibilità di negoziare sul territorio. Per accelerare le cose, la Presidenza del Consiglio dei Ministri cerca di creare un “comitato speciale” con i poteri dei comitati di pianificazione e edilizia locali e regionali, ma senza la consueta inclusione di rappresentanti pubblici. Questo è un progetto nazionale. Come la cosiddetta giudaizzazione della Galilea. Come l’impresa di insediamento.

Un consenso interno sul fatto che le alture del Golan siano parte integrante di Israele non cambia il fatto che si tratta di un territorio occupato, mantenuto in violazione del diritto internazionale e del principio alla base della risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, secondo cui una acquisizione di territorio con la guerra è inammissibile. Anche se tutti gli israeliani chiamano “residenti” le persone che vivono sulle alture del Golan, in realtà sono coloni. E anche se le alture del Golan sono bellissime e c’è neve bianca sul monte Hermon, quello rimane territorio occupato. Anche se la Siria non ha cercato di riconquistare le alture del Golan dalla guerra dello Yom Kippur del 1973, e i negoziati con Damasco devono ancora dare i loro frutti, e c’è da anni una guerra civile –terreno fertile per l’Iran e l’organizzazione dello Stato Islamico per mettervi radici– e anche se Donald Trump “ha dato” a Benjamin Netanyahu il “dono” del riconoscimento statunitense della sovranità israeliana sulle alture del Golan – tutto questo non cambia il fatto che questo è territorio occupato.

Ma finora le uniche obiezioni al piano si basano su considerazioni di conservazione della natura (gli insediamenti incontrollati distruggeranno le aree aperte) e di pianificazione urbana (le nuove comunità comprometteranno i piani per rafforzare città come Katzrin e la vicina Kiryat Shmona). Nessuno cita considerazioni di politica estera. Questa è precisamente la voce che Meretz dovrebbe far sentire. I membri del partito che sono nel gabinetto non devono dare una mano all’espansione degli insediamenti nelle alture del Golan.

https://www.haaretz.com/opinion/editorial/israel-must-not-forget-that-the-golan-heights-are-occupied-territory-1.10460012?fbclid=IwAR1cUOOpJT09QMSLC2eneEWBu39gqh55MUH1K2M6NB_KHHgWidSqgwy6-Ao

 Traduzione a cura di AssopacePalestina

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