dalla Redazione,
Mondoweiss, 11 maggio 2021.
Foto di ieri a Gaza, dove 28 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi aerei israeliani.
Nelle ultime 24 ore, 28 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi aerei israeliani a Gaza e 3 israeliani sono morti per il lancio di razzi, senza alcun segno di pausa al calar della notte. A partire da lunedì notte, oltre 400 razzi sono stati lanciati da Gaza, mentre Israele ha dichiarato di aver colpito circa 150 siti a Gaza, segnando la più alta escalation di fuoco incrociato negli ultimi anni, che potrebbe anche sfociare in una fase di conflitto più ampia.
Matthias Schmale, direttore delle operazioni dell’UNRWA nella Striscia di Gaza e Lucia Elmi, rappresentante speciale dell’UNICEF nello Stato di Palestina, fanno il conto delle vittime, in una dichiarazione rilasciata questa sera:
“Quattro dei bambini erano fratelli e molti frequentavano la stessa scuola dell’UNRWA. Si ha la conferma di almeno 25 bambini feriti, ma sono stati segnalati molti altri bambini feriti. Le Nazioni Unite stanno attualmente verificando questi rapporti. Nel sud di Israele, nella città di Ashkelon, è stato confermato almeno un bambino ferito. Almeno tre scuole sono state segnalate come danneggiate, una in Israele e due nella Striscia di Gaza”.
Questa ondata di violenza ha preso il via dagli episodi di Gerusalemme, dove le forze israeliane sono state accusate di eccesso di forza negli scontri avvenuti alla moschea di Al-Aqsa, durante il periodo particolarmente delicato del mese sacro musulmano del Ramadan. Appena oltre le mura della Città Vecchia, quasi 30 palestinesi sono a rischio imminente di espulsione dalle loro case nel quartiere di Sheikh Jarrah, un punto caldo nelle ultime settimane.
All’inizio di quest’anno, i tribunali israeliani hanno iniziato ad accogliere gli appelli delle organizzazioni di coloni che hanno intentato causa per rimuovere i palestinesi dalle case, citando una legge sulla terra che consente ai proprietari ebrei di reclamare edifici che possedevano prima del 1948. Tuttavia, la legge non estende lo stesso diritto ai palestinesi, provocando rinnovate tensioni all’interno della città.
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