Un recente sondaggio mostra il sostegno dei Palestinesi alla resistenza armata e all’intifada, sulla scia della presunta vittoria di Hamas

Lug 1, 2021 | Notizie

di Philip Weiss,

Mondoweiss, 30 giugno 2021.   

Manifestanti palestinesi prendono parte a una protesta contro il recente avamposto di coloni israeliani Eviatar nella città di Beita, vicino a Nablus nella Cisgiordania occupata, il 24 giugno 2021. Foto Shadi Jarar’ah (C) Apa Images

Due settimane fa, la principale organizzazione di sondaggi palestinesi ha rilasciato dati sorprendenti sugli atteggiamenti dei cittadini a seguito degli 11 giorni di conflitto a maggio tra Israele e militanti di Gaza. Vorrei riassumere i risultati che non ho visto trattati negli Stati Uniti.

I Palestinesi vedono in gran maggioranza Hamas come il vincitore della guerra; vedono in gran maggioranza i razzi come una difesa dei quartieri di Gerusalemme e della moschea di Al-Aqsa; approvano in gran maggioranza le rivolte palestinesi nelle città israeliane in solidarietà con i Palestinesi sotto occupazione; e in larga maggioranza sostengono la resistenza armata e l’intifada come risposta alla dominazione israeliana.

In effetti, il sostegno alla resistenza armata è aumentato vertiginosamente sulla scia delle azioni di Hamas.

Queste opinioni –di 1200 Palestinesi intervistati in Cisgiordania e Gaza– dovrebbero essere ampiamente condivise negli Stati Uniti perché rivelano la crisi attuale: questa è la risposta delle vittime dell’apartheid. Queste persone non si accontentano di aspettare che i politici americani scoprano come fare per mettere ancora nel dimenticatoio il conflitto. Vogliono i loro diritti e la maggioranza è disposta a imbracciare le armi per ottenerli. Come farebbe qualsiasi persona sottoposta a una simile persecuzione.

A mio modesto parere, le risposte sottolineano l’urgenza per le organizzazioni americane di uscire allo scoperto a favore della campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni). Questo è un modo non violento di agire per i diritti dei Palestinesi; e per costringere Israele a smantellare l’apartheid. Le alternative sono l’oppressione e lo spargimento di sangue.

Ecco alcuni dei risultati del Centro Palestinese per i Sondaggi e la Ricerca Politica in un’indagine pubblicata il 15 giugno.  

Hamas ha vinto. E ha fatto sì che Israele smettesse di sfrattare i Palestinesi a Gerusalemme.

“La stragrande maggioranza dei Palestinesi (77%) crede che Hamas sia uscito vincitore nella sua ultima guerra con Israele, mentre solo l’1% pensa che Israele ne sia uscito vincitore… Inoltre, il 65% pensa che Hamas abbia raggiunto il suo obiettivo dichiarato lanciando razzi in Israele: costringere Israele a fermare l’espulsione delle famiglie a Shaikh Jarrah e a porre fine alle restrizioni israeliane all’accesso dei musulmani ad al Aqsa…”

I Palestinesi hanno la massima ammirazione per i residenti palestinesi di Gerusalemme e di Israele che sono insorti, seguiti dall’ammirazione per Hamas.

In una valutazione delle prestazioni di 10 attori locali e regionali durante gli scontri di Gerusalemme e la conseguente guerra tra Israele e Hamas, la stragrande maggioranza descrive come prestazione eccellente quella dei residenti di Gerusalemme e dei suoi giovani (89%), seguita da quella degli Arabi palestinesi cittadini di Israele (86%), e poi da quella di Hamas (75%).

L’Iran ha più prestigio dell’Autorità Palestinese.

Circa un quinto descrive come eccellente la performance di ciascuno dei seguenti governi: Egitto (22%), Turchia (21%), Giordania (21%) e Iran (18%). Infine, solo il 13% descrive come eccellente la performance di Fatah, l’11% del governo dell’AP e l’8% di Abbas.

Hamas vincerebbe a mani basse le elezioni, a giudicare da questi risultati.

Alla luce dei recenti scontri con Israele, una maggioranza del 53% pensa che Hamas meriti di più di rappresentare e guidare il popolo palestinese, mentre solo il 14% pensa che Fatah sotto il presidente Abbas sia il più meritevole di rappresentare e guidare i Palestinesi.

Il governo israeliano dovrebbe capire che ulteriori sforzi per pulire etnicamente Gerusalemme saranno accompagnati dalla violenza, affermano gli intervistati.

Se Israele espelle le famiglie di Shaikh Jarrah o impone nuove restrizioni all’accesso alla moschea di al Aqsa, il 68% ritiene che la risposta in questo caso dovrebbe essere il lancio di razzi contro le città israeliane, mentre il 18% pensa che dovrebbe essere una resistenza non violenta e il 9% ritiene che i Palestinesi dovrebbero rispondere presentando una denuncia alle Nazioni Unite e alla Corte Penale Internazionale (CPI).

Guardate l’orgoglio travolgente nelle azioni degli abitanti di Gaza, dei civili e dei militanti.

Il 94% afferma di essere orgoglioso della performance della Striscia di Gaza durante il confronto di maggio con Israele, mentre il 6% afferma di non esserlo. Alla domanda sul motivo principale per essere orgoglioso, il 39% ha affermato di essere orgoglioso perché Gaza ha lanciato un attacco militare e missilistico in difesa di Gerusalemme che ha dimostrato la debolezza dell’esercito israeliano; un altro 39% si è detto orgoglioso perché Gaza ha riportato la causa palestinese in primo piano nella politica araba e internazionale; e il 13% ha affermato che il motivo per cui sono orgogliosi è perché Gaza ha sacrificato e sopportato tutta la morte e la distruzione esprimendo pazienza e dignità in difesa di Gerusalemme.

Ora andiamo al grande e defunto processo di pace. I Palestinesi hanno poca fiducia che la soluzione dei due stati si possa realizzare. Ma la vedono ancora come l’esito preferibile.

La fiducia nella possibilità di una soluzione a due Stati è del 39% e la sfiducia del 58%. Nessuna descrizione o dettaglio è stato fornito per definire il concetto.

Quando al pubblico viene chiesto quale sceglierebbe tra le tre soluzioni seguenti, il 46% sceglie la soluzione a due stati basata sulle linee del 1967, il 10% sceglie una confederazione israelo-palestinese e solo il 6% sceglie un unico stato per Ebrei e Arabi.

Non pensano che accadrà:

Una maggioranza del 61% ritiene che la soluzione a due stati non sia più praticabile o fattibile a causa dell’espansione degli insediamenti israeliani, mentre il 33% ritiene che la soluzione rimanga praticabile. Inoltre, il 67% ritiene che le possibilità per la creazione di uno stato palestinese accanto allo stato di Israele nei prossimi cinque anni siano scarse o inesistenti mentre il 29% ritiene che le probabilità siano medie o alte.

Veniamo ora alla resistenza armata. Notare l’inversione avvenuta nei numeri di quelli che sostengono la negoziazione rispetto a coloro che preferiscono la lotta armata.

La via d’uscita più preferita dall’attuale status quo è “raggiungere un accordo di pace con Israele” secondo il 27% del pubblico, mentre il 39% preferisce intraprendere “una lotta armata contro l’occupazione israeliana”. L’11% preferisce “condurre una resistenza non violenta” e il 18% preferisce mantenere lo status quo. Tre mesi fa, il 36% dichiarava di preferire un accordo di pace con Israele e il 26% dichiarava di preferire una lotta armata.

Questo sembrerebbe ovviamente riflettere il punto di vista di chi pensa che Hamas abbia vinto. La metà dei Palestinesi ora considera la lotta armata il mezzo più efficace per porre fine all’occupazione.

Alla domanda sui mezzi più efficaci per porre fine all’occupazione israeliana, il pubblico si è diviso in tre gruppi: il 49% ha scelto la lotta armata, il 27% i negoziati e il 18% la resistenza popolare. Tre mesi fa, il 37% aveva scelto la lotta armata e il 36% aveva scelto i negoziati.

Notare le percentuali elevate per la resistenza armata, ma anche per i metodi nonviolenti e la solidarietà internazionale:

Alla domanda sul sostegno a scelte politiche specifiche, il 66% ha sostenuto l’adesione a un sempre maggior numero di organizzazioni internazionali; il 58% è favorevole al ricorso alla resistenza non violenta; il 60% ha sostenuto il ritorno agli scontri armati e all’intifada; il 47% ha sostenuto lo scioglimento dell’Autorità Palestinese; e il 20% ha sostenuto l’abbandono della soluzione a due stati e l’adozione di una soluzione a uno stato per Palestinesi e Israeliani. Tre mesi fa, il 43% aveva sostenuto un ritorno agli scontri e all’intifada armata, il 42% aveva sostenuto lo scioglimento dell’AP e il 33% aveva sostenuto l’abbandono della soluzione a due Stati a favore di una soluzione a uno Stato.

Quindi il sostegno all’intifada è passato dal 43 al 60 per cento in due mesi.

Alcuni altri dati. Ai Palestinesi non piacciono gli Stati Uniti come intermediari.

Il 54% è contrario, e il 39% è favorevole, a un ritorno al dialogo con la nuova amministrazione statunitense sotto il presidente Joe Biden. Inoltre, il 63% è contrario e il 29% è favorevole a un ritorno ai negoziati israelo-palestinesi sotto la guida degli Stati Uniti… Inoltre, il 52% non crede, e il 38% crede, che l’elezione di Biden e la ripresa degli aiuti americani all’AP aprano le porte a un ritorno ai negoziati israelo-palestinesi nel quadro della soluzione a due Stati.

Un quarto dei Palestinesi sostiene la decisione di Mansour Abbas di entrare nel governo israeliano con altri due membri del partito Ra’am. Ma i più – il 45 per cento – sono contrari alla partecipazione dei partiti palestinesi alle coalizioni di governo in Israele, il 21 per cento né a favore né contro.

Poca fiducia in Naftali Bennett: “Circa un quinto (19%) pensa che un governo israeliano guidato da Naftali Bennett sarà migliore per le relazioni israelo-palestinesi di un governo guidato da Netanyahu; una grande maggioranza del 69% non è d’accordo su questo.”

Infine, obiettivi palestinesi.

Il 47% crede che il primo e più vitale obiettivo palestinese dovrebbe essere quello di porre fine all’occupazione israeliana nelle aree occupate nel 1967 e costruire uno stato palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, con Gerusalemme Est come capitale. Al contrario, il 34% ritiene che il primo e più vitale obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere il diritto al ritorno dei rifugiati nelle loro città e villaggi del 1948; il 10% ritiene che il primo e più vitale obiettivo dovrebbe essere quello di costruire individui pii o morali e una società religiosa che applichi tutti gli insegnamenti islamici, mentre l’8% ritiene che dovrebbe essere quello di stabilire un sistema politico democratico che rispetti le libertà e i diritti dei palestinesi.

https://mondoweiss.net/2021/06/palestinian-support-for-armed-resistance-and-intifada-surge-in-wake-of-perceived-hamas-victory-poll/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=daily -email-mailpoet 

Traduzione di Donato Cioli – AssoPacePalestina

Non sempre AssoPacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.

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