La nuova definizione di antisemitismo non include la maggior parte delle critiche a Israele o al sionismo

Mar 20, 2021 | Riflessioni

diArno Rosenfeld

Forward, 15 marzo 2021. 

Foto chroniclelive.co.uk

Lunedì, una task force promossa dai principali leader ebrei liberali ha pubblicato una nuova definizione operativa di antisemitismo che mette in discussione quella che viene promossa dai gruppi dell’establishment ebraico. La nuova definizione afferma che la maggior parte delle critiche a Israele e al sionismo non sono antisemite.

 “Se discorsi o azioni sul sionismo e su Israele siano antisemiti oppure no dovrebbe esser valutato in base agli standard usati per discorsi o azioni che riguardano il comportamento antisemita in generale”, afferma la definizione, che è stata redatta da un gruppo di studiosi e leader ebraici affiliati al Knight Program in Media & Religion della University of Southern California. Il lavoro del gruppo, chiamato Nexus Task Force, è stato approvato da più di 100 illustri leader ebrei in una lettera inviata a settembre al presidente Joe Biden.

La nuova definizione potrebbe servire come alternativa a quella dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) che è stata promossa da alcuni grandi gruppi ebraici americani che vogliono sia usata da Biden per applicare le leggi federali anti-discriminazione, anche se il gruppo promotore ha dichiarato che il nuovo documento non ha l’intento di sostituire quello dell’IHRA. 

“Il grande errore che le persone fanno riguardo all’IHRA è ritenere che quella sia la parola definitiva”, ha detto Jonathan Jacoby, che dirige il gruppo Nexus, “mentre ci sono molte altre parole e prospettive”.

La definizione dell’IHRA è stata approvata dall’American Jewish Committee, dalle Jewish Federations of North America e dalla Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations. Gruppi ebraici di sinistra, tra cui J Street, Bend the Arc e IfNotNow hanno criticato la formulazione dell’IHRA, dicendo che essa viene spesso usata per reprimere critiche legittime a Israele.

Altre organizzazioni, comprese l’Union for Reform Judaism e l’Anti-Defamation League, hanno ambedue pubblicamente sostenuto la definizione dell’IHRA, pur sollecitando cautela nella sua applicazione e affermando che non dovrebbe essere codificata in legge.

La definizione IHRA afferma che “negare al popolo ebraico il suo diritto all’autodeterminazione” e applicare a Israele criteri “non previsti o richiesti a nessun’altra nazione democratica” potrebbero essere esempi di antisemitismo.

La definizione Nexus, invece, affronta le stesse questioni fornendo maggiori specificazioni. Afferma che è antisemita “sostenere una soluzione politica che neghi agli Ebrei il diritto di definirsi un popolo, negando in tal modo a loro –poiché Ebrei– il diritto all’autodeterminazione”. Dichiara che trattare Israele con criteri speciali è antisemita quando viene applicato “solamente perché è uno Stato ebraico”, ma non in altri casi.

Per esempio, il documento Nexus afferma che “prestare un’attenzione sproporzionata a Israele” perché “ha una relazione speciale con gli Stati Uniti e riceve 4 miliardi di dollari in aiuti americani” non è necessariamente antisemita. “Un’aspra critica a Israele per le sue politiche e azioni”, dichiara il gruppo Nexus, “comprese quelle che portarono alla creazione di Israele” non sono automaticamente antisemite.

In un accenno alla crescente polarizzazione all’interno delle comunità ebraiche rispetto alla politica israeliana, la nuova definizione afferma inoltre che è antisemita negare “l’identità ebraica di alcuni Ebrei che si ritiene abbiano una posizione ‘errata’ su Israele”.

Jacoby ha detto che la definizione Nexus ha il solo intento di essere una risorsa per coloro che cercano di combattere l’antisemitismo e che né essa né la definizione IHRA dovrebbero essere trattate come la definizione primaria o esclusiva dell’intolleranza antiebraica.

“Si può pensare all’IHRA come alla mishnah [NdT, uno dei testi fondamentali dell’ebraismo] e alla Nexus come alla gemara [NdT, parte del Talmud contenente le discussioni sorte sull’interpretazione della mishnah], ha detto, riferendosi ai commentari rabbinici della Torah.

Il gruppo di 13 membri che ha redatto la definizione include il rabbino Jocee Hudson del Temple Israel di Hollywood e il professor Dov Waxman, direttore del Nazarian Center for Israel Studies della University of California, Los Angeles. Jacoby ha detto che tutti i membri erano volontari.

La task force fa parte di un sito web chiamato “Israel and Antisemitism” che ospita risorse volte a respingere quelli che sono considerati tentativi di “politicizzare e sfruttare l’antisemitismo e Israele” da parte della destra politica negli Stati Uniti. La lettera di settembre che sostiene il sito web e le sue risorse, che ora includono anche la definizione Nexus, è stata firmata da un ampio spettro di leader ebrei per lo più vicini alla sinistra o al Partito Democratico.

I firmatari della lettera comprendono politici come l’ex senatore Carl Levin; i leader del Jewish Democratic Council of America, del J Street e di T’ruah; entrambi gli inviati per combattere l’antisemitismo del presidente Barack Obama, i noti filantropi Charles Bronfman e Michael Adler; e religiosi come la rabbina Rachel Timoner della Congregation Beth Elohim di Brooklyn e la rabbina Sharon Brous dell’IKAR di Los Angeles.

La definizione non era stata ancora formulata quando questi leader hanno firmato la lettera a Biden e Jacoby ha detto che non la conoscevano.

https://forward.com/news/465890/with-backing-of-liberal-jewish-leaders-new-definition-distances-israel/?utm_source=rss&utm_medium=feed&utm_campaign=Main

Traduzione di Elisabetta Valento – AssoPacePalestina

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