Israele attacca le istituzioni culturali di Gerusalemme

da | Lug 31, 2020 | Notizie

Dichiarazione del Centro culturale Yabous e della Jerusalem Society for Music Education “The National Conservatory of Music”

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Rania Elias e Suhail Khoury

Mercoledì 22 luglio 2020 alle 8:40, una squadra della polizia israeliana e personale dell’agenzia delle imposte hanno fatto irruzione nella casa del direttore della Jerusalem Society for Music Education (National Conservatory of Music), il compositore Suhail Khoury e sua moglie Rania Elias, direttrice del Centro culturale Yabous.

Ai loro figli è stato ordinato di rimanere in una stanza mentre la polizia perquisiva la loro camera da letto e confiscava i loro passaporti, documenti, computer, telefoni e auto; dopo di che hanno portato Rania al Centro Yabous e Suhail al centro interrogatori di Jabal Abu Ghneim.

Allo stesso tempo, una squadra della polizia israeliana e personale delle imposte hanno fatto irruzione nei luoghi del Conservatorio e del centro Yabous e nella casa di Daoud Al Ghoul, l’ex direttore della rete di organizzazioni culturali Shafaq di Gerusalemme, dove hanno confiscato documenti, file di computer e apparecchiature TVCC. Rania è stata quindi portata al centro interrogatori di Abu Ghneim dove lei e Suhail sono stati sotto interrogatorio fino alle 8:40 di sera, dopo di che sono stati rilasciati su cauzione. Daoud Al Ghoul, è stato arrestato.

I consigli di amministrazione delle due organizzazioni denunciano la dichiarazione della polizia di mercoledì 22 luglio 2020 che falsamente accusa i due direttori e tenta di rovinare la reputazione di quelle due eccezionali organizzazioni culturali che sono governate da volontari e consiglieri di grande reputazione e sono amministrate da direttori e personale competenti. L’integrità e l’impegno decennale dei direttori e del personale nella missione di promozione della cultura e nell’offerta di eventi pubblici di alta qualità, hanno guadagnato loro la fiducia della comunità. Il consiglio denuncia anche la confisca di documenti e computer e il modo in cui è stata fatta irruzione nella casa dei Khoury, terrorizzando i loro figli.

Entrambe le organizzazioni culturali smentiscono completamente tutte le accuse e le affermazioni presentate come un “Esperimento”, secondo la dichiarazione del ministero della Giustizia israeliano. In particolare, i loro conti finanziari sono controllati dalle rinomate società internazionali di revisione PricewaterhouseCoopers (PwC) e Deloitte.

Sia il centro Yabous che il Conservatorio Nazionale di Musica invitano tutte le organizzazioni per i diritti umani e l’UNESCO, nonché l’Unione Europea e i rappresentanti dei consolati e dei diplomatici a sostenere queste organizzazioni di Gerusalemme e a chieder conto alle forze di occupazione delle loro violazioni quotidiane dei diritti dei Palestinesi e delle loro organizzazioni e a fermare tutti gli attacchi a studiosi, artisti e musicisti e tutti quelli che sono impegnati nella vita culturale.

Il Centro culturale Yabous è considerato il più importante e il più grande della città, ed ospita eventi culturali e attività artistiche tra cui musica, danza, teatro, poesia e letteratura, nonché cinema, e si rivolge a vari gruppi di età, soprattutto ai giovani.

Per quanto riguarda il Conservatorio Nazionale di Musica, si tratta di una scuola di musica di spicco che insegna musica classica ai bambini e organizza concerti durante l’anno. La scuola gestisce cori, gruppi musicali e orchestre.

28 luglio 2020

Sullo stesso argomento, una lettera del direttore Suhail Khoury:

Amare Beethoven e il tuo paese sembra che sia una combinazione pericolosa

29 luglio 2020

Oltre ai provvedimenti quotidiani che gli Israeliani cercano di imporre a Gerusalemme Est, non sappiamo cosa abbia dato il via all’attacco, nella mattina del 22 luglio, alla Società per l’Educazione Musicale “National Conservatory of Music” di Gerusalemme e al Centro Culturale Yabous, due delle più importanti istituzioni culturali della città. L’attacco è stato concomitante con l’assalto al nostro appartamento e al mio arresto insieme a mia moglie Rania, che dirige Yabous. Il vescovo Attallah crede che l’obiettivo sia la leadership cristiana della città. Rania e io abbiamo considerato la possibile relazione con il processo in corso per il nostro ricongiungimento familiare. Le autorità israeliane cercano di negarci di vivere insieme a Gerusalemme anche dopo 22 anni di matrimonio. E ci sono diverse altre teorie, che potrebbero essere tutte vere. Tuttavia, credo che la colpa sia di Beethoven e vi dirò il perché.

Sono stato cresciuto ascoltando musica classica. All’età di quattro anni, mi racconta mia madre, stavo in piedi davanti al grammofono e muovevo le mani seguendo la musica come se fossi il grande Karajan che dirigeva la Quinta di Beethoven. La mia dipendenza da Ein Klein Nachtmusic di Mozart era intensa, come suggerisce mia madre. Sono stato anche educato ad amare il mio paese e a prendermi cura del suo popolo e del suo benessere. Ho dedicato la mia vita a cercare di instillare questi due valori nelle giovani generazioni palestinesi.

Il solo amore per Beethoven non sembra infastidire le autorità israeliane. Anche il solo amore per il proprio paese non sembra infastidirle perché se si ama il proprio paese occupato e non si fa nulla al riguardo, non c’è nulla di preoccupante per loro. Se agisci per questo amore con violenza, Israele ha molta esperienza nel disumanizzarti e rappresentarti al mondo come un terrorista. Ma amare il proprio paese e agire per esso eseguendo Beethoven sembra essere pericoloso, dato che le autorità israeliane non possiedono regole su come comportarsi con questa “minaccia”. Improvvisamente si diviene umani agli occhi del mondo, e Israele deve odiare questa umanizzazione. Come si può disumanizzare una colta e talentuosa generazione di Palestinesi? Come si può condannare una Palestine Youth Orchestra forte di 80 elementi che ha ricevuto una standing ovation da circa 2.000 spettatori olandesi al famoso Concertgebouw di Amsterdam o da 4.000 al Royal Albert Hall di Londra?

Nella dichiarazione rilasciata dalla polizia israeliana il giorno dell’attacco, hanno affermato di aver preso di mira due istituzioni che promuovono la cultura palestinese. Ci dichiariamo colpevoli. Ma ciò che promuoviamo è anche la speranza. Insegniamo la tolleranza, il rispetto dell’altro, l’uguaglianza di genere, la libertà di parola, lo scambio culturale e i fondamentali diritti umani.

Insegniamo ai bambini ad amare Beethoven, Mozart, Sibelius, Bizet, Rossini, Albeniz e tutti i grandi classici europei e mondiali. Ma insegniamo anche la musica di Abdul Wahab, Rahbanis, Said Darwish e tutti i grandi compositori palestinesi e arabi del XX secolo.

E allora, come possono silenziarci? Hanno scelto di tentare di macchiare la nostra reputazione mediante la falsificazione di prove per riciclaggio di denaro sporco, un’accusa oltraggiosa e infondata. Affinché un giudice israeliano conceda un mandato alla polizia, devono far sospettare qualcosa di pericoloso; quindi, il riciclaggio di denaro sporco doveva servire a sostenere il terrorismo. Ecco perché l’attacco è stato accompagnato da una campagna mediatica israeliana estremista tesa a screditare il lavoro di centinaia di artisti e l’apprendimento musicale di migliaia di bambini.

Sebbene le nostre organizzazioni amino il loro Paese e ne rispettino i partiti politici e la loro lotta per l’indipendenza, posso assicurarvi che nessuno dei dieci membri della rete dei centri d’arte Shafaq di Gerusalemme è affiliato ad alcun partito politico. I più fanatici media israeliani hanno inventato questi collegamenti.

Il livello amatoriale di questa invenzione giornalistica israeliana non ha saputo distinguere tra Suhail Khoury, il politico palestinese affiliato al FPLP che vive da qualche parte nella diaspora, e Suhail Khoury, il compositore e direttore di coro di Gerusalemme, che vi sta scrivendo questa lettera.

Ciò nonostante, lo scopo di questo tentativo di diffamazione è grave e potrebbe portarci alla chiusura. È per questo che esortiamo tutti i nostri amici a muoversi prontamente e rapidamente per salvaguardare il Conservatorio Nazionale di Musica e le nostre istituzioni culturali a Gerusalemme. Vi preghiamo di organizzare concerti per sensibilizzare l’opinione pubblica. Potete anche fare pressione sui vostri politici affinché inducano Israele a togliere le mani dalla nostra scuola di musica e dal Yabous Cultural Center. Anche mandare lettere di condanna ai diplomatici israeliani nei vostri paesi potrebbe essere d’aiuto. Il vostro sostegno in questo momento è cruciale affinché si possa continuare a insegnare l’amore per Beethoven e l’amore per la nostra musica araba. Chiedete alle autorità israeliane di togliere il piede dai nostri colli così da consentirci di cantare in libertà.

Sinceramente vostro,

Suhail Khoury

Direttore generale

Conservatorio Nazionale di Musica

Traduzioni di Donato Cioli ed Elisabetta Valento – AssopacePalestina

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