Un appello all’Europa da Khan al Ahmar.

Khan al Ahmar, Periferia di Gerusalemme, Palestina Occupata

11 settembre 2018

Al Parlamentare Ivo Vajgl,

Portavoce del Gruppo ALDE 

Parlamento Europeo

Strasburgo, Francia.

Caro Ivo Vajgl,

Credo che ci siamo incontrati quando hai visitato il mio villaggio di Khan al Ahmar. Grazie per il tuo continuo sostegno: ne abbiamo bisogno ora più che mai.

Da un momento all’altro, l’unica casa che abito da 53 anni può essere demolita. Israele ci vuol trasferire vicino a un impianto di depurazione liquami o a un sito per lo smaltimento di rifiuti. Anche la scuola che rappresenta uno spazio sicuro per 180 ragazzi sarà distrutta. Ogni giorno i bambini domandano se la scuola sarà distrutta e ci chiedono cosa sarà di loro in quel caso. Io non so cosa rispondere. Dovrei dir loro che Israele ci vuole far vivere vicino a una discarica o a un impianto di depurazione? Dovrei dir loro che l’istruzione è un privilegio e non un diritto? Non so come dire a una bambina che la sua scuola e i suoi sogni saranno distrutti, o cosa dire sulle persone che vogliono farlo.

Noi vogliamo restare dove siamo, oppure tornare alle nostre terre nel deserto del Negev, da cui Israele ci ha cacciato nel 1952.

A noi piace vivere nel deserto e non vogliamo rinunciare alla nostra cultura beduina, ai nostri animali, al nostro stile di vita, per andare a vivere in una città, vicino a una discarica o a un impianto di depurazione.

Non siamo stupidi o arretrati. Sappiamo esattamente cosa vogliamo. Vogliamo poter fare le nostre scelte, da cittadini liberi. Perché l’esercito di qualcun altro dovrebbe continuare a decidere chi sono io? Cos’è bene per me e per il mio futuro?

Penso che, se saremo trasferiti con la forza, questo avrà molta importanza per tante altre persone. Se demoliscono la nostra comunità e la nostra scuola senza che nessuno li fermi, cominceranno a trasferire in siti di ricollocamento anche le comunità beduine delle altre tribù della Cisgiordania. E sappiamo che questo significa dire addio alla pace e a uno stato palestinese.

Credo che le proteste venute dall’UE negli ultimi anni siano il motivo per cui la mia comunità ha fin qui resistito alle minacce di demolizione. Ma dopo la sentenza della Corte Suprema, il governo di Israele è deciso a trasferire la nostra comunità. E son sicuro che lo faranno, a meno che l’UE non spieghi immediatamente e con chiarezza cosa Israele rischia di perdere se insiste ad andare avanti con la demolizione. Ora non bastano le parole per impaurirli, secondo me. Donald Trump, John Bolton e la Corte Suprema hanno cambiato molte cose.

Sono stato sfrattato molte volte in vita mia ed ho aspettato per 50 anni di vedere la giustizia, ma finora non no ho visto traccia.

Spero soltanto che le mie figlie Nisreedn e Iman, che vanno ancora a scuola, non debbano sopportare quest’incubo per molto altro tempo e che possano avere l’opportunità di realizzare i loro sogni.

Conto sul tuo sostegno per giovedì.

Grazie ancora. Shukran ktir.

Eid abu Khamis Jahalin

Leader della Comunità di Khan al Ahmar

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