Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 12-18 aprile 2016

da | Apr 19, 2016 | Rapporti Palestina OCHA

Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informazioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°159images), basato su un riassunto del Rapporto.

Il 18 aprile, a Gerusalemme Est, 20 israeliani, tra cui almeno due minori, sono rimasti feriti a causa di un’esplosione su un autobus del trasporto pubblico israeliano. Anche un palestinese 19enne, del Campo profughi di Ayda (Betlemme), sospettato di aver fatto esplodere un ordigno sul bus, è rimasto ferito ed è morto in seguito per le lesioni. Ancora in questa settimana, nel governatorato di Hebron e in Gerusalemme Est, un veicolo israeliano, un autobus e la metropolitana leggera hanno subito danni per il lancio di pietre da parte di palestinesi.

Le forze israeliane hanno ucciso un 54enne palestinese all’ingresso del Campo profughi di Al Arrub (Hebron) dopo che, secondo quanto riferito, aveva aggredito con un’ascia soldati israeliani, nessuno dei quali ha riportato lesioni. L’episodio ha innescato scontri che hanno portato al ferimento di 14 palestinesi, tra cui un minore, e di un soldato israeliano.

Un totale di 70 palestinesi, tra cui 24 minori, sono rimasti feriti nei Territori palestinesi occupati durante scontri con le forze israeliane. La maggior parte di questi scontri sono scoppiati durante proteste: quella contro la recinzione di una strada che serve insediamenti colonici nel governatorato di Salfit e che separa i contadini del villaggio di Deir Istiya dalla loro terra, la manifestazione settimanale a Kafr Qaddum (Qalqiliya) e dimostrazioni presso la recinzione che separa Israele da Gaza. I feriti di questa settimana includono 19 studentesse, curate per aver inalato gas lacrimogeno durante due diversi scontri avvenuti vicino alle loro scuole, nella città di Hebron e nel villaggio di Jaba’ (Jenin). Nel villaggio di Jit (Qalqiliya), un bambino di nove anni è stato ferito durante un’operazione di ricerca-arresto.

Gaza: in almeno 12 casi, le forze israeliane hanno aperto il fuoco in Aree ad Accesso Riservato di terra e di mare. In almeno quattro occasioni, le forze israeliane sono entrate nella Striscia di Gaza ed hanno eseguito operazioni di spianatura del terreno e di scavo.

In Cisgiordania, le forze israeliane hanno condotto 104 operazioni di ricerca-arresto ed hanno arrestato 140 palestinesi. Il numero più alto di operazioni (23) è stato svolto nel governatorato di Gerusalemme, con l’arresto di 44 persone, tra cui 16 anziani (di oltre 59 anni) che sono stati arrestati in relazione a proteste contro l’entrata di gruppi israeliani e di coloni nel Complesso di Haram al Sharif / Monte del Tempio.

Il 18 aprile, l’esercito israeliano ha annunciato di aver scoperto un tunnel sotterraneo da Gaza verso Israele. In conseguenza le autorità israeliane hanno prolungato il divieto di ingresso di cemento in Gaza per il settore privato. Tale divieto è in vigore dal 3 aprile 2016, a seguito dell’accusa di aver dirottato cemento dai destinatari autorizzati ai membri di gruppi armati. Questo prolungamento del divieto farà ritardare la ricostruzione delle case distrutte e la riparazione di quelle gravemente danneggiate durante le ostilità del 2014, prolungando il disagio di circa 75.000 persone ancora senza casa.

Il 14 aprile, secondo quanto riferito, un palestinese 64enne di Gerusalemme Est, autista di autobus, è stato fisicamente aggredito e ferito da un gruppo di civili israeliani vicino alla stazione centrale degli autobus di Gerusalemme Ovest. Nel corso della settimana, nei governatorati di Ramallah, Nablus, Qalqiliya ed Hebron, sono stati segnalati almeno cinque episodi di cui sono stati protagonisti coloni israeliani: impedimento dell’accesso palestinese alla terra, tentativo di furto, lancio di pietre ed invasione di terra palestinese; non ci sono state vittime né danni materiali.

Durante la settimana, le forze israeliane hanno revocato il divieto di transito attraverso due checkpoint che controllano l’accesso alla zona H2 della città di Hebron; il divieto era stato imposto il 22 marzo e riguardava i maschi palestinesi tra i 15 ed i 25 anni. L’accesso dei palestinesi alle zone di Ash Shuhada Street e Tel Rumeida continua, dal mese di ottobre 2015, ad essere limitato ai residenti registrati presso le autorità israeliane. Durante la settimana, l’ingresso nord del villaggio di Aqraba (Nablus), chiuso da ottobre 2015, è stato aperto per diversi giorni, ma poi di nuovo chiuso in seguito alle accuse di lancio di pietre contro veicoli israeliani. Per lo stesso motivo, le forze israeliane hanno ordinato ai negozi sulla strada principale del villaggio di Huwwara (Nablus) di chiudere per un giorno (14 aprile).

Per la mancanza dei permessi edilizi israeliani, le autorità di Israele hanno demolito sette strutture: tre case in costruzione nel villaggio di Al Walaja (Betlemme), in una zona all’interno dei confini espansi del comune di Gerusalemme; due strutture di sostentamento in Barta’a ash Sharqiya (Jenin); un parco, finanziato da un donatore, in Za’tara (Nablus); un muro di contenimento vicino al Campo profughi di Al Arrub (Hebron). Le demolizioni hanno colpito 191 palestinesi, tra cui 108 minori.

Nel quartiere Silwan di Gerusalemme Est, le autorità israeliane hanno consegnato almeno 30 ordini di arresto lavori e di demolizione, per la maggior parte in una zona in cui il comune di Gerusalemme ha pianificato un complesso turistico (Al Bustan). Se questo piano andrà avanti, più di 1.000 palestinesi, residenti in circa 90 case, perderanno le loro abitazioni. I residenti palestinesi di Silwan soffrono di sovraffollamento, servizi inadeguati e minaccia di demolizione e sfollamento a causa di edificazione non autorizzata.

Durante il periodo di riferimento, il valico di Rafah, sotto controllo egiziano, è stato chiuso in entrambe le direzioni. Il valico è rimasto chiuso, anche per l’assistenza umanitaria, dal 24 ottobre 2014 ad eccezione di 42 giorni di aperture parziali. Le autorità di Gaza hanno segnalato che sono registrati e in attesa di attraversare oltre 30.000 persone con bisogni urgenti, tra cui circa 3.500 malati.

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