Punti generali dell’accordo sul cessate il fuoco a Gaza

Set 2, 2014 | Notizie

Di seguito sono riportati i punti generali elaborati dai negoziatori palestinesi (Olp e Hamas) e israeliani durante i negoziati indiretti al Cairo nel corso degli ultime settimane.

Gaza Under Attack

Nell’ambito dell’accordo, le due parti hanno convenuto di affrontare le questioni più complicate di disputa, tra cui il rilascio dei prigionieri palestinesi e le richieste per la creazione di porti in Gaza, nel corso di ulteriori negoziati indiretti che inizieranno tra un mese.

Per quanto riguarda le misure immediate, esse comprendono:

– Hamas e altri gruppi attivi a Gaza decidono di fermare il lancio di razzi e mortai contro Israele

– Israele accetta di fermare tutte le operazioni militari, tra cui gli attacchi aerei e le operazioni di terra

– Israele accetta di aprire altri valichi di frontiera con Gaza per permettere un migliore flusso di merci tra cui l’assistenza umanitaria, le attrezzature e i materiali di ricostruzione a Gaza.

– Nel quadro di un accordo bilaterale distinto, l’Egitto accetta di aprire il valico di Rafah al suo confine con Gaza.

– L’Autorità Palestinese sotto il Presidente Mahmoud Abbas assumerà da Hamas la responsabilità di amministrare il confine di Gaza.

– L’Autorità Palestinese avrà un ruolo guida nel coordinamento degli sforzi di ricostruzione di Gaza con i donatori internazionali, tra cui l’UE.

– Nel caso in cui la tregua dovesse reggere, Israele dovrebbe ridurre la zona cuscinetto all’interno dei confini della Striscia di Gaza da 300 metri a 100 metri, il che consentirebbe ai palestinesi di accedere a un più esteso territorio agricolo vicino al confine.

– Israele amplierà la zona di pesca al largo della costa di Gaza da tre a sei miglia nautiche, con la possibilità di progressiva espansione nel caso in cui la tregua dovesse tenere. I palestinesi vogliono tornare in ultima istanza allo standard internazionale di 12 miglia nautiche.

 Per quanto riguarda le questioni a lungo termine da discutere, queste includono:

– Hamas vuole il rilascio da parte di Israele di centinaia di palestinesi arrestati in Cisgiordania dopo il rapimento e l’uccisione di tre giovani israeliani nel mese di giugno.

– Il Presidente Abbas vuole il rilascio dei palestinesi imprigionati da lungo tempo, il cui rilascio è stato annullato dopo il blocco dei colloqui di pace tra Israele e l’Autorità Palestinese.

– Israele vuole il rilascio da parte di Hamas e degli altri gruppi presenti a Gaza dei resti dei suoi soldati uccisi in guerra.

– Hamas vuole costruire un porto a Gaza che permetterebbe il trasferimento di merci e persone da e per la Striscia.

– Hamas vuole il rilascio di fondi che consentano di pagare gli stipendi di 40.000 impiegati governativi e della polizia che nella maggior parte dei casi non hanno ricevuto i propri stipendi dalla fine dello scorso anno.

– I palestinesi vogliono anche la ricostruzione dell’aeroporto Yasser Arafat a Gaza, distrutto da Israele nel 2000 (Al Quds)

 IL PRESIDENTE: D’ORA IN POI NON ACCETTEREMO ” NEGOZIATI VAGHI”;  FORMULEREMO UNA VISIONE PER UNA SOLUZIONE DALLA A ALLA Z

Il Presidente Mahmoud Abbas ha annunciato ieri sera che i palestinesi non potranno più accettare di essere parte di «negoziati vaghi” con Israele. Prima dell’inizio della riunione della leadership palestinese ieri sera a Ramallah, il Presidente ha detto: “Cosa avverrà dopo l’annuncio del cessate il fuoco?” Ha continuato con il dire che Gaza è stata sottoposta a tre guerre – 2008, 2012 e 2014 – “dovremmo aspettarci una nuova guerra in un o due anni? Per quanto ancora questa situazione potrà rimanere senza soluzione?” ha chiesto, aggiungendo che “oggi metteremo la nostra visione prima della leadership. Questa visione deve essere molto precisa e molto dettagliata dalla A alla Z. Riguardo ai negoziati non possiamo più accettare di condurre “negoziati vaghi” “(Al Ayyam)

LE QUESTIONI SUL TAVOLO DELLA LEADERSHIP. CINQUE DECISIONI

La leadership palestinese ha confermato ieri la necessità di onorare la decisione del cessate il fuoco, dicendo che nel corso della riunione di ieri sera è emersa anche la necessità di lavorare su un piano nazionale palestinese che porterà alla fine dell’occupazione e all’assunzione da parte della comunità internazionale e del Consiglio di Sicurezza delle loro responsabilità in questo senso.

1. La necessità di onorare il cessate il fuoco.

2. La necessità di un piano nazionale che porterebbe ad una fine dell’occupazione ed all’impegno al rispetto del diritto internazionale da parte della comunità internazionale.

3. Una richiesta alla popolazione di unità e di opposizione contro tutte le cospirazioni volte a scardinare quest’unità nazionale da realizzare sotto la leadership dell’OLP.

4. La necessità di continuare con la lotta popolare contro gli insediamenti, soprattutto a Gerusalemme.

5. Continuare il lavoro per la liberazione dei prigionieri, compresi quelli arrestati nel recente attacco israeliano a Gaza e il rifiuto di qualsiasi forma di deportazione. (Http://www.maannews.net/arb/ViewDetails.aspx?ID=723613)

Traduzione di Elisa Reschini

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