Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 15 luglio-4 agosto 2014

Ago 18, 2014 | Notizie, Rapporti Palestina OCHA

Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati

UNITED NATIONS –  Office for the Coordination of Humanitarian Affairs 

Office for the Coordination of Humanitarian Affairs: www.ochaopt.org

ocha

Riguardante il periodo:   22 luglio – 4 agosto 2014

Nota:

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informazio-ni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati.

ð  sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina:  http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano l’edizione inglese dei Rapporti (in caso di discrepanze, fa testo la versione in lingua originale); nella versione italiana non sono riprodotti i dati statistici ed i grafici. Nella prima pagi-na viene presentato uno stringato riassunto degli eventi settimanali descritti nel Rapporto.

ð  sono scaricabili dal sito Web della Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, alla pagina:

https://sites.google.com/site/assopacerivoli/materiali/rapporti-onu/rapporti-settimanali-integrali

Riassunto

Cisgiordania

  • 15 morti e 1.173 palestinesi feriti in Cisgiordania in 15 giorni di manifestazioni contro l’offensiva israeliana a Gaza.
  • Aumenta l’uso di armi da fuoco da parte israeliana (45% dei feriti). Riportato l’impiego di cecchini.
  • I palestinesi protestano con lancio di pietre, bottiglie incendiarie, fuochi d’artificio; in 2 casi usate armi da fuoco: 15 i soldati israeliani feriti.
  • Le proteste sono diffuse e partecipate: al checkpoint di Qalandiya, il 24 luglio,  erano in 10.000. Molti adulti.
  • A Gerusalemme Ovest un palestinese attacca un autobus con una scavatrice: ucciso un israeliano e feriti altri 5; ucciso anche il palestinese.
  • Violenze correlate ai coloni: 1 morto e 13 feriti palestinesi; feriti 8 coloni.
  • Ancora in vigore le limitazioni di accesso a Gerusalemme Est.

Striscia di Gaza

nota: i Rapporti OCHAoPt riguardanti la Striscia di Gaza, in questa fase densa di avvenimenti, vengono rilasciati con cadenza giornaliera. Sono reperibili (in lingua inglese) al seguente indirizzo: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=1010272&page=1

Dati (relativi al periodo 7 luglio – 10 agosto 2014) estratti dal Rapporto dell’11 agosto:

       1.960    palestinesi uccisi (di cui 1.395 civili, tra cui 458 minori);

            67    israeliani uccisi (di cui 64 soldati);

            25    scuole distrutte o gravemente danneggiate;

     16.700    abitazioni distrutte o gravemente danneggiate;

   386.000    persone attualmente ospitate da URNWA, rifugi governativi, famiglie;

                                                        di seguito il Rapporto completo

Testo completo del Rapporto ONU-OCHAoPt

riguardante il periodo:  22 luglio – 4 agosto 2014

 Cisgiordania (West Bank)

 Grave escalation di scontri durante le proteste contro l’offensiva israeliana a Gaza

Nel contesto delle proteste contro l’operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza, si sono intensificati in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, gli scontri tra civili palestinesi e forze israeliane. Nel corso delle ultime due settimane, le forze israeliane hanno ucciso 13 palestinesi, il maggior numero di decessi registrato in Cisgiordania in tale periodo dal maggio 2006, e ne hanno feriti almeno altri 1.173, tra cui 127 minori. Anche quindici membri delle forze israeliane sono stati feriti.

Con ciò il pedaggio di vittime palestinesi in Cisgiordania, a partire dalla inizio dell’offensiva di Gaza, sale a 15 morti e 1.846 feriti.

Nel corso delle ultime due settimane, in particolare durante l’ultima settimana di Ramadan (21- 27 luglio), il numero delle manifestazioni e delle persone ad esse partecipanti è stato tra i più alti registrati negli ultimi anni. Per esempio, alla manifestazione svoltasi al checkpoint di Qalandiya (Gerusalemme) il 24 luglio, secondo quanto riferito hanno partecipato ben 10.000 persone. In molte comunità, queste sono state le prime proteste tenute dopo molti anni. Inoltre, a differenza dei sistematici scontri che si registrano normalmente in tutta la Cisgiordania, dove sono coinvolti principalmente i minori e i giovani, una gran parte dei manifestanti e di coloro che sono stati feriti erano adulti.

In molti casi, secondo quanto riferito, le forze israeliane hanno messo in atto modalità letali fin dall’inizio delle manifestazioni: alcune relazioni riferiscono dell’utilizzo dei cecchini. Lancio di bottiglie incendiarie e di fuochi d’artificio verso le forze israeliane è stato segnalato in alcuni scontri, accanto all’intenso lancio di pietre. Sono stati inoltre riportati due casi di uso di armi da fuoco verso le forze israeliane.

In uno dei più gravi incidenti, occorso il 25 luglio nel villaggio di Beit Ummar (Hebron) durante una manifestazione evolutasi in scontri con i soldati, tre palestinesi sono stati uccisi ed altri 52, tra cui 29 minori, feriti. Secondo testimoni oculari, i tre morti sono stati colpiti da cecchini posizionati su un tetto adiacente ad una torre militare. Uno degli uomini uccisi era un 45enne, padre di tre figli e membro del personale di Defense  Children  International, che, secondo diverse fonti, non stava lanciando pietre.

Le uccisioni delle altre dieci vittime, avvenute per la maggior parte nel contesto di scontri collegati a proteste per le operazioni militari israeliane a Gaza, sono state registrate nei seguenti incidenti:

  1. Il 22 luglio, nel villaggio di Husan (Betlemme), le forze israeliane hanno colpito con arma da fuoco un uomo di 34 anni, davanti al suo negozio, vicino al luogo di scontri con le forze israeliane. L’uomo è morto il giorno seguente per le ferite.
  2. Il 23 luglio, nel medesimo villaggio di Husan (Betlemme), un 19enne è morto, colpito alla testa da una bomboletta di gas lacrimogeno durante gli scontri avvenuti con le forze israeliane dopo il funerale della vittima indicata al precedente punto 1.
  3. Il 24 luglio, durante scontri al checkpoint di Qalandiya (Gerusalemme), le forze israeliane hanno colpito con arma da fuoco e ucciso un 25enne.
  4. Il 25 luglio, all’ingresso del Campo profughi di Al Arrub (Hebron), le forze israeliane hanno colpito con arma da fuoco al petto ed alle gambe, uccidendolo, un 27enne nel corso di una rissa, scoppiata perché gli era stato impedito di raggiungere la sua casa.
  5. Il 25 luglio, durante gli scontri presso il checkpoint di Al Jalama (Jenin), le forze israeliane hanno colpito con armi da fuoco e ucciso un 19enne.
  6. Il 25 luglio, nel villaggio di Huwwara (Nablus), le forze israeliane hanno ucciso un 22enne con arma da fuoco durante gli scontri scoppiati dopo che un colono israeliano aveva ucciso un palestinese 19enne e aveva ferito altre cinque abitanti del villaggio.
  7. Il 25 luglio, durante scontri all’ingresso del villaggio di Beit Fajjar (Betlemme), un 14enne è stato colpito al petto con arma da fuoco ed è morto.
  8. Il 29 luglio, un 21enne è morto a seguito delle ferite subite il giorno precedente durante gli scontri presso l’ingresso principale del villaggio di Idhna (Hebron).
  9. Il 1° agosto, durante scontri nel villaggio di Saffa (Ramallah), le forze israeliane hanno ucciso un 19enne con proiettili di arma da fuoco.
  10. Il 1° agosto, in Tulkarem, durante scontri presso la Barriera, un 22enne è stato ucciso con proiettili di arma da fuoco.

L’uso delle armi da fuoco da parte delle forze israeliane, rilevato nelle precedenti settimane, continua ad aumentare, arrivando ad essere la causa di almeno il 45% di tutti i ferimenti avvenuti nel periodo di osservazione (532 su 1173), mentre la maggioranza delle restanti lesioni è prodotta da proiettili di gomma o di metallo rivestito di gomma, e da inalazione di gas lacrimogeno.

Da notare che, sebbene la maggior parte delle proteste in Gerusalemme Est siano state di intensità simile a quelle avvenute nel resto della Cisgiordania, le misure di controllo della folla utilizzate dalla polizia israeliana in Gerusalemme, si sono limitate allo sparo di proiettili di gomma, al lancio di gas lacrimogeni e all’uso di cannoni ad acqua “skunk” [liquido maleodorante che impregna per tempi lunghi i vestiti e il cui odore causa nausea e, in casi estremi, vomito] e non ci sono state segnalazioni di uso delle armi da fuoco. Molte delle manifestazioni svolte in Gerusalemme Est si sono tenute per protestare sia contro le restrizioni di accesso alla Spianata delle Moschee (vedi altri dettagli più avanti) sia contro l’offensiva militare israeliana sulla Striscia di Gaza. Durante un episodio avvenuto nei pressi della Moschea di Al Aqsa, una stazione di polizia è stata data alle fiamme.

Ancora in Gerusalemme Est, il 4 agosto, un soldato israeliano è stato colpito con arma da fuoco e gravemente ferito. Secondo quanto riferito, lo sparatore, la cui identità rimane sconosciuta, è fuggito in motocicletta. Le forze israeliane hanno condotto più operazioni di ricerca nella zona; eretto molti checkpoint volanti ed intensificato le procedure di controllo in tutti i posti di blocco che portano a Gerusalemme Est.

Dalla fine di aprile 2014, in seguito al fallimento dei negoziati di pace, è in corso in tutta la Cisgiordania una tendenza all’aumento degli scontri e delle vittime.

Violenze dei coloni: un palestinese ucciso e 13 feriti

Nel corso delle ultime due settimane sono stati registrati 12 attacchi di coloni con vittime palestinesi e danni alle loro proprietà. Nel complesso, un palestinese è stato ucciso e altri 12, tra cui due minori, feriti, insieme a diversi episodi in cui sono state danneggiate proprietà agricole.

L’uccisione del palestinese e cinque dei ferimenti sono stati provocati nel corso di due episodi in cui coloni israeliani hanno fatto uso di armi da fuoco. L’incidente più grave è avvenuto il 25 luglio sulla strada principale del villaggio di Huwwara (Nablus), quando un colono è sceso dal suo veicolo ed ha aperto il fuoco contro un gruppo di residenti, presumibilmente dopo che il suo veicolo era stato preso a sassate, uccidendo un palestinese 19enne e ferendo altre quattro persone, tra cui un minore. L’incidente ha innescato scontri con le forze israeliane durante i quali è stato ucciso un residente 22enne (vedi capitolo precedente). La strada principale, che porta a tre insediamenti colonici nella parte nord-orientale del Governatorato di Nablus, passa attraverso il centro del villaggio.

In un altro incidente, il 31 luglio, accanto al villaggio di Al Khadr (Betlemme), un colono israeliano, a seguito del lancio di pietre a veicoli israeliani durante una protesta contro l’operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza, ha sparato e ferito alla schiena un 19enne palestinese.

A differenza dei civili palestinesi, una parte rilevante di coloni israeliani è autorizzata a portare armi da fuoco. Dall’inizio del 2014, nove palestinesi sono stati feriti da coloni israeliani con armi da fuoco e uno di essi è morto, rispetto a quattro feriti e nessun morto sia nel 2012 che nel 2013. Sette delle vittime di quest’anno sono state colpite nel mese di luglio.

In vari episodi altri otto palestinesi sono stati fisicamente aggrediti e feriti da israeliani, per lo più coloni, in Cisgiordania e in Gerusalemme Ovest. In questi è incluso un episodio avvenuto il 1° agosto, quando due 14enni palestinesi sono stati fisicamente aggrediti da coloni nella zona della città di Hebron controllata da Israele (H2).

Durante il periodo considerato da questo Rapporto, 85 alberi di ulivo, secondo quanto riferito, sono stati bruciati o in altro modo danneggiati da coloni israeliani. In uno di questi episodi, testimoni oculari hanno visto coloni gettare una bottiglia incendiaria su un terreno palestinese situato vicino ad Al Minya (Betlemme), causando danni a 30 ulivi.

I residenti del quartiere di Shu’fat, in Gerusalemme Est, hanno riferito che, durante il periodo di riferimento di questo Rapporto, ci sono stati tre tentativi, falliti, di rapire bambini e giovani, tra cui un bambino di quattro anni, presumibilmente da parte di israeliani. Sale così a cinque il numero di tali segnalazioni effettuate negli ultimi due mesi, aumentando l’ansia e la paura tra i residenti di questo quartiere.

Preoccupazione in merito al crescente incitamento pubblico, anche attraverso i social media, alla violenza contro i palestinesi è stata espressa da Navy Pillay, l’Alto Commissario per i Diritti Umani, il ​​23 luglio, e di nuovo il 24 luglio da parte dei Consiglieri Speciali del Segretario Generale per la Prevenzione del Genocidio e la Responsabilità della Protezione.

Un israeliano ucciso e cinque feriti in un attentato a Gerusalemme Ovest; otto coloni feriti in Cisgiordania

Durante il periodo di riferimento, un israeliano è stato ucciso e cinque feriti in un attacco effettuato da un palestinese in Gerusalemme Ovest, e altri otto coloni israeliani sono stati feriti da palestinesi in vari episodi in Cisgiordania.

Il 4 agosto, un israeliano è stato ucciso e altri cinque feriti da un palestinese che ha attaccato un autobus con una scavatrice meccanica a Gerusalemme Ovest. Il guidatore palestinese ha investito la vittima israeliana prima di ribaltare il bus ed è stato poi ucciso sul posto da una guardia carceraria. L’autista del bus è stato ferito insieme ad altri quattro passanti.

Il 22 luglio, secondo quanto riportato da media israeliani, un colono israeliano è stato ferito con arma da fuoco mentre guidava lungo la strada 60, nei pressi dell’insediamento colonico di Rechalim, a Nablus. In un altro episodio, avvenuto il 1° agosto sulla strada 375, nei pressi del villaggio di Husan (Betlemme), un colono è stato ferito a causa di una bottiglia incendiaria lanciata contro il suo veicolo. Il restanti sei ferimenti di coloni israeliani sono avvenuti in vari episodi di lancio di pietre, da parte di palestinesi, a veicoli con targa israeliana che viaggiavano sulle strade della Cisgiordania meridionale.

Registrate tre demolizioni; l’esecuzione delle demolizioni punitive in attesa della decisione del tribunale

Durante il periodo sono state registrate tre demolizioni in Area C. Il 4 agosto le forze israeliane hanno demolito tre locali agricoli nel villaggio di Qilqis, Hebron, a motivo della mancanza dei permessi di costruzione rilasciati da Israele. Le demolizioni hanno colpito due famiglie composte da 14 persone, tra cui sette minori.

Una petizione contro la demolizione delle case dei famigliari dei tre palestinesi sospettati del rapimento e successiva uccisione dei tre giovani israeliani a Hebron, nel giugno 2014, è pendente presso l’Alta Corte di Giustizia di Israele.

Sono continuate le severe restrizioni all’accesso a Gerusalemme Est

Il numero stimato di musulmani palestinesi che hanno attraversato i checkpoint della Barriera intorno a Gerusalemme Est (Qalandiya, Gilo, Shu’fat, Zeytoun, As Sawahira ash Shariqiya e Ash Sheikh Sa’d) per accedere alla Moschea di Al Aqsa nel quarto venerdì del Ramadan è stato, quest’anno, significativamente più basso rispetto all’anno scorso. Le autorità israeliane stimano che venerdì 25 luglio abbiano attraversato circa 8.000 persone, meno della metà di coloro che avevano attraversato il venerdì precedente (16.300) e circa l’8% di coloro che attraversarono nella stesso occasione lo scorso anno (104.500).

L’accesso alla Moschea di Al Aqsa è stato consentito ai palestinesi a condizione che si trattasse di maschi ultra 50enni o donne ultra 40enni, indipendentemente dal fatto che fossero titolari di documenti identificativi di Gerusalemme o della Cisgiordania. Inoltre, come è avvenuto la scorsa settimana, i palestinesi con meno di 50 anni che, essendo titolari di permessi di lavoro o di commercio, erano riusciti ad attraversare i posti di blocco, sono stati poi respinti ad altri checkpoint volanti istituiti attorno alla Città Vecchia di Gerusalemme. Come conseguenza, migliaia di fedeli hanno pregato nelle strade circostanti la Città Vecchia di Gerusalemme, con la pesante presenza dei soldati israeliani. Le autorità israeliane hanno continuato a imporre severe restrizioni di accesso a Gerusalemme Est nonché alla Moschea di Al Aqsa, compresa la notte del 24-25 luglio (Laylat al Qader), festività importante per i musulmani. Durante quella notte, solo poche migliaia di fedeli dalla Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, sono stati in grado di raggiungere la Moschea di Al Aqsa, rispetto ai circa 400.000 nella stessa notte dello scorso anno.

Striscia di Gaza (Gaza Strip)

nota: mentre il soprastante Rapporto OCHAoPt, riguardante gli eventi accaduti in Cisgiordania, è relativo ad un periodo di due settimane (22 luglio-4 agosto 2014), i Rapporti OCHAoPt riguardanti gli eventi della Striscia di Gaza, in questa fase densa di avvenimenti, vengono rilasciati con cadenza giornaliera. Sono reperibili (in lingua inglese) al seguente indirizzo:http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=1010272&page=1

 Il testo seguente è estratto dal più recente di tali Rapporti (11 agosto, ore 8.00):

  • Un cessate il fuoco di 72 ore è entrato in vigore alla mezzanotte e finora sta tenendo.
  • Nessun ulteriore aumento del numero di sfollati interni: almeno 386.000 persone sono ancora in rifugi di emergenza o presso famiglie ospitanti.
  • Nuova stima sulla portata della distruzione: 16.700 unità abitative sono state distrutte o gravemente danneggiate durante le ostilità: ciò comporta più di 100.000 persone senza tetto.
  • È stata lanciata una campagna straordinaria di distribuzione di cibo destinato alle famiglie che non ricevono regolarmente assistenza alimentare (730.000 persone).
  • 25 scuole sono state distrutte o gravemente danneggiate dall’inizio dell’emergenza; l’inizio del nuovo anno scolastico sarà ritardato.
  • L’aumento della fornitura di energia elettrica da parte di Israele può consentire di erogare energia per 12 ore/giorno, tranne nelle zone che hanno subito gravi danni alla rete elettrica interna.

Riguardante il periodo:   15 – 21 luglio 2014

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informazio-ni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati.

ð  sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina:  http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano l’edizione inglese dei Rapporti (in caso di discrepanze, fa testo la versione in lingua originale); nella versione italiana non sono riprodotti i dati statistici ed i grafici. Nella prima pagi-na viene presentato uno stringato riassunto degli eventi settimanali descritti nel Rapporto.

ð  sono scaricabili dal sito Web della Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, alla pagina:

https://sites.google.com/site/assopacerivoli/materiali/rapporti-onu/rapporti-settimanali-integrali

Riassunto

Cisgiordania

  • Scontri tra civili palestinesi e forze israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme Est, durante le proteste contro le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza: palestinese 22enne ucciso e 464 feriti (143 da arma da fuoco); tra i feriti 69 minori (35 da arma da fuoco); 9 membri delle forze di Israele feriti da pietre, bottiglie incendiarie e fuochi d’artificio.
  • 21 i palestinesi uccisi in Cisgiordania nel 2014.
  • Diminuiti gli episodi di violenza dei coloni. L’episodio più grave ad Hebron dove 6.000 palestinesi sono soggetti a vessazioni e violenze da parte di coloni israeliani.
  • Non sono state effettuate demolizioni in area C; emessi, tuttavia, ordini di demolizioni punitive per le case dei famigliari dei tre palestinesi sospettati dell’uccisione dei tre giovani israeliani.
  • Ancora restrizioni per l’accesso a Gerusalemme Est: nel 3° venerdì del Ramadan solo 16.300 riescono ad entrare nella Spianata delle Moschee (114.416 l’anno scorso). Migliaia di fedeli pregano nelle strade circostanti.

Striscia di Gaza

nota di Assopace:

La completezza dell’informazione sugli attuali, drammatici eventi riguardanti la Striscia di Gaza richiede una frequenza di aggiornamento più elevata di quella settimanale: OCHAoPt, a partire dal 9 luglio, pubblica giornalmente specifici Rapporti dedicati alla situazione nella Striscia di Gaza.

Tali Rapporti (in lingua inglese) sono reperibili sul sito di OCHAoPt, a questa pagina:

http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=1010272&page=1

e sono integrati da queste mappe aggiornate in base all’evolvere della situazione:

http://www.ochaopt.org/mapstopic.aspx?id=20&page=1

di seguito il Rapporto completo

Testo completo del Rapporto ONU-OCHAoPt

Riguardante il periodo:  15 – 21 luglio 2014 – Cisgiordania (West Bank)

 Intensificazione degli scontri durante le proteste contro le operazioni militari israeliane a Gaza

Durante la settimana si sono intensificati gli scontri tra civili palestinesi e forze israeliane nell’ambito delle proteste contro le operazioni militari israeliane in corso nella Striscia di Gaza. Una tendenza al rialzo del numero di scontri, e di vittime, è in corso dal 13 giugno: dapprima nel contesto delle massicce operazioni di ricerca-arresto che hanno fatto seguito al rapimento e uccisione dei tre giovani israeliani (2 minori e un giovane), che le autorità israeliane hanno attribuito ad Hamas, e poi nel contesto delle proteste all’indomani del rapimento e uccisione di un minore palestinese da parte di israeliani.

In totale, questa settimana, le forze israeliane hanno ucciso un palestinese e ne hanno feriti almeno altri 464, tra cui 69 minori, in diversi episodi avvenuti in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Il numero dei feriti è raddoppiato rispetto al il periodo di riferimento precedente, quando le proteste cominciarono.

In questa settimana si è anche registrato un forte aumento dei ferimenti causati da proiettili di arma da fuoco: 143 (contro 56 della precedente settimana), pari a quasi un terzo di tutti i ferimenti; 35 dei feriti da arma da fuoco sono minori. Delle lesioni rimanenti, 249 (54%) sono state causate da proiettili di gomma o di metallo gommato, mentre la maggior parte delle restanti sono state causate da aggressione fisica o inalazione di gas lacrimogeno.

Secondo fonti dei media israeliani, durante gli scontri i palestinesi hanno lanciato pietre e, in alcuni casi, bottiglie incendiarie e fuochi d’artificio, causando il ferimento di nove membri delle forze di Israele.

Durante uno degli scontri, avvenuto il 21 luglio all’ingresso nord della città di Ar Ram (Gerusalemme), le forze israeliane hanno colpito con proiettili di arma da fuoco un 22enne palestinese, uccidendolo. I primi rapporti riportano che, quando si è verificato l’episodio, i palestinesi stavano lanciando bottiglie incendiarie. Questo decesso porta a 21 il numero dei palestinesi uccisi in Cisgiordania dall’inizio del 2014, rispetto ai 9 del corrispondente periodo del 2013.

L’episodio in cui c’è stato il maggior numero di feriti (61) è avvenuto il 18 luglio a Gerusalemme Est, nel complesso della Moschea di Al Aqsa (Spianata delle Moschee), in scontri seguiti alle proteste contro l’operazione militare a Gaza.

Diminuzione del numero di episodi di violenza dei coloni; grave attacco registrato nella città di Hebron

In questo settimana il numero di aggressioni di coloni a palestinesi con conseguenti lesioni o danni ai loro beni sono diminuite rispetto alla media settimanale dall’inizio del 2014 (3 contro 7). È continuato invece il lancio di pietre da parte di palestinesi a veicoli israeliani.

Il 19 luglio, un gruppo di circa 40 coloni israeliani ha lanciato pietre contro tre case palestinesi nella parte di Hebron controllata da Israele (H2) ed ha successivamente aggredito fisicamente i loro residenti e li ha spruzzati con spray al peperoncino: sei palestinesi, tra cui due minori e un anziano sono rimasti feriti. Circa 6.000 palestinesi che vivono in prossimità di insediamenti colonici israeliani nella città vecchia di Hebron, sono soggetti a vessazioni sistematiche e violenze da parte di coloni israeliani, aggravando l’impatto delle restrizioni di accesso all’area ed all’interno di essa imposte dalle autorità israeliane.

In un altro episodio, il 15 luglio, coloni israeliani hanno lanciato pietre contro un veicolo a targa palestinese che percorreva la Strada 60, vicino Sinjil (Ramallah), ferendo un uomo di 62 anni e provocando danni al suo veicolo.

Sempre nella settimana di riferimento, in quattro episodi distinti, quattro coloni israeliani, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti dal lancio di pietre da parte di palestinesi contro veicoli con targa israeliana in viaggio sulle strade nei Governatorati di Gerusalemme, Ramallah ed Hebron.

Non sono state registrate demolizioni; tre famiglie ricevono ordini di demolizione punitiva

Nessuna demolizione è stata registrata, in questa settimana, nell’Area C o in Gerusalemme Est. Negli anni precedenti, il mese di Ramadan aveva visto l’arresto o la significativa riduzione delle demolizioni.

Il 16 luglio, le autorità israeliane hanno notificato ordini di demolizione punitiva per le case dei famigliari dei tre palestinesi sospettati del rapimento e successiva uccisione dei tre giovani israeliani in Hebron, nel giugno del 2014. Gli ordini di demolizione specificano che la misura “intende scoraggiare i potenziali terroristi da attacchi ed aiutare a mantenere la sicurezza nell’area”. Due di questi tre sospettati devono ancora essere trovati e interrogati e per nessuno di loro vi è la prova o l’accusa di essere connessi con il delitto

Poco dopo la scoperta dei corpi dei ragazzi israeliani il 30 giugno, le forze israeliane evacuarono dai loro appartamenti le famiglie di due dei presunti colpevoli e produssero delle esplosioni in entrambi gli appartamenti, distruggendoli parzialmente. Sei persone, tra cui quattro minori, furono di conseguenza sfollati. Secondo un portavoce dell’IDF (Israel Defense Forces), citato nei media israeliani, le esplosioni vennero effettuate allo scopo di far saltare le porte, temendo che potessero esserci trappole esplosive. Se attuate, le demolizioni comporteranno lo sfollamento di ulteriori 28 persone, tra cui 13 minori.

Questi ordini di demolizione punitiva seguono la sanzione di demolizione punitiva dell’Alta Corte di Giustizia di Israele, effettuata il 1° luglio 2014, di parti della casa della famiglia di un palestinese del villaggio di Idhna, Hebron, sospettato di aver ucciso un agente della polizia israeliana, nel mese di aprile 2014.

Ad eccezione di una analoga demolizione, in Gerusalemme Est, nel 2009, le demolizioni punitive vennero interrotte nel 2005, seguendo le raccomandazioni di una commissione militare che aveva trovato che tale pratica non aveva funzionato come deterrente.

Continuano le rigide restrizioni all’accesso dei fedeli a Gerusalemme Est per la preghiera del Ramadan

Secondo le autorità israeliane, il numero di musulmani palestinesi che hanno attraversato i posti di blocco (Qalandiya, Gilo, Shu’fat, Zeytoun, As Sawahira ash Shariqiya e Ash Sheikh Saad) per accedere alla Spianata delle Moschee il terzo venerdì del mese di Ramadan è stato, quest’anno, significativamente più basso di quello dell’anno scorso. Le autorità israeliane stimano che, venerdì 18 luglio, circa 16.300 persone abbiano attraversato i checkpoint che conducono a Gerusalemme Est, contro le 114.416 che attraversarono nella stessa occasione l’anno scorso.

La forte diminuzione è attribuibile alle rigorose limitazioni di accesso imposte dalle autorità israeliane. L’accesso è stato limitato ai maschi palestinesi ultra 50enni ed alle donne ultra 40enni. Nel 2013, i maschi sopra i 40 anni, le donne e le ragazze di tutte le età, ed i ragazzi sotto i 12 vennero autorizzati ad accedere senza permesso. Inoltre, come è avvenuto la scorsa settimana, i palestinesi sotto i 50 anni che hanno potuto attraversare i posti di blocco con permessi di lavoro o per commercio, nonché i maschi titolari di carte d’identità di Gerusalemme, sono stati sistematicamente respinti ai numerosi posti di blocco volanti, collocati entro ed attorno alla Città vecchia di Gerusalemme. Come risultato, migliaia di fedeli hanno pregato nella strade che circondano la Città Vecchia di Gerusalemme.

Il 15, 16 e 17 luglio, coloni israeliani ed altri gruppi israeliani, accompagnati dalle forze israeliane, sono entrati nella Spianata delle Moschee. Il 16 luglio, le forze israeliane, per diverse ore, hanno impedito ai musulmani palestinesi di entrare nella Spianata mentre coloni e israeliani vi sono stati ammessi.

Striscia di Gaza (Gaza Strip)

nota di Assopace:

La completezza dell’informazione sugli attuali, drammatici eventi riguardanti la Striscia di Gaza richiede una frequenza di aggiornamento più elevata di quella settimanale: OCHAoPt, a partire dal 9 luglio, ha cominciato a pubblicare giornalmente specifici Rapporti dedicati alla situazione nella Striscia di Gaza.

Tali Rapporti (in lingua inglese) sono reperibili sul sito di OCHAoPt, a questa pagina:

http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=1010272&page=1

e sono integrati da queste mappe aggiornate in base all’evolvere della situazione:

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