Israele: Ancora diritti negati del Silwan War Child

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Negli ultimi anni, gli arresti e le detenzioni hanno preso sempre più parte alla realtà di tutti i giorni per i bambini palestinesi attraverso tutta la Cisgiordania inclusa Gerusalemme est. A Silwan, un quartiere di Gerusalemme est, l’arresto di 283 bambini è stato documentato nel 2011 e 2012. In media, vengono arrestati più di 11 bambini ogni mese.
Bambini di 7 anni sono stati arrestati e continuano ad essere a rischio di arresto a Silwan e in altri quartieri di Gerusalemme est.
I bambini vengono arrestati nel mezzo della notte. Vengono ammanettati, interrogati in assenza dei loro genitori o di un avvocato, subiscono abusi fisici e verbali, minacciati e costretti a firmare confessioni in una lingua che non capiscono.
Gli ufficiali che hanno commesso queste violazioni non sono storicamente stati ritenuti responsabili delle loro azioni.
La pratica è contraria al diritto internazionale e ha un grave impatto psicologico sui bambini, sulle famiglie e sulla comunità.
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È stato necessario modificare il video della presentazione del libro Ebrei arabi: terzo incomodo?– svoltasi nel dicembre scorso a Torino – poiché conteneva affermazioni errate della curatrice che lei stessa ha voluto smentire. Infatti non avrebbero potuto i soli ebrei iracheni (che erano, in tutto, 120.000) sostituire i palestinesi in fuga dalle loro case e terre, come viene spiegato nel testo – anche questo corretto – che accompagna il video. La curatrice si scusa con il pubblico per il suo errore.

Susanna afferma che dopo la pulizia etnica palestinese del ’48 e la fuga di 750.000 palestinesi, fra la fine degli anni ’40 e la metà dei ’50 le loro case vennero occupate da altrettanti ebrei di origine araba in arrivo dai paesi mediorientale e nordafricani. Parla di attentati alle sinagoghe in Iraq, ad opera di agenti del Mossad, per creare il panico e spingere gli ebrei iracheni a emigrare in Israele; racconta di rapimenti di bambini ebrei appena arrivati con le famiglie nel nuovo stato (alcuni dati parlano di 2000 bambini, altri arrivano a 4500), fra cui molti yemeniti, da affidare a famiglie ebraiche facoltose ma soprattutto di origine occidentale; definisce Israele stato coloniale etnocratico e spiega come sia stato creato “l’odio” degli ebrei arabi verso i palestinesi; quei palestinesi, e in particolare quelli di Gaza, che secondo Susanna sono considerati dalle gerarchie israeliane carne da cannone.

Si ringrazia il Centro di documentazione Invicta Palestina  per la segnalazione

 

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