La verità vi renderà liberi

Gen 6, 2022 | Riflessioni

di Gideon Levy,

Haaretz, 6 gennaio 2022. 

Yair Lapid ha detto che non farà negoziati con i palestinesi quando sarà primo ministro. Credit: Gil Eliyahu

È sempre più probabile che Yair Lapid venga ricordato come un ministro degli esteri migliore di Yisrael Katz. Questa settimana, Lapid ha effettivamente detto la verità: “Anche quando sarò primo ministro, non faremo negoziati con i palestinesi”.

Questa affermazione non ha avuto grandi titoli, il che non sorprende, dal momento che non c’è nulla di nuovo, a parte lo spettacolo di un ministro che dice la verità, anche se solo per un momento. Lapid ha il merito di aver rivelato qualcosa che è noto da tempo: non esiste un partner israeliano. Nessun partner israeliano per porre fine all’occupazione, nessun partner israeliano per alcuna soluzione, e nemmeno un partner israeliano per i negoziati. In verità, non c’è mai stato, ma ora l’Israele ufficiale, per la prima volta nella sua storia, lo sta riconoscendo. La spiegazione, come al solito, viene dalla politica interna. “Gli accordi di coalizione impediscono progressi in questa direzione”, ha spiegato il primo-ministro-in-attesa.

Chi fa lo sciopero della fame dovrà aspettare, così come le migliaia di prigionieri, le famiglie dilaniate, le famiglie in lutto, i disoccupati, i profughi, le persone a cui viene negata la dignità, negata la terra, negato un presente e un futuro: tutti dovranno aspettare, un governo dopo l’altro. Poi ci saranno sicuramente accordi di coalizione che sveltiranno il lavoro per porre fine all’occupazione.

Se un ministro degli esteri israeliano avesse detto una cosa del genere anni fa, sarebbe caduto il cielo. Nessuna trattativa? Nessuno? Gli americani avrebbero emesso condanne, gli europei si sarebbero infuriati, l’ONU avrebbe approvato una risoluzione, Labor e Meretz avrebbero minacciato di lasciare il governo. Ma ora nessuno batte ciglio.

Lapid ci ha risparmiato tutto questo. Ha annunciato la fine del rituale del processo di pace che ha facilitato i molti anni di occupazione. Nessuno pensa davvero che Israele avrà un governo più moderato di questo nei prossimi anni, e comunque i 50 anni di governi moderati e di pace  che abbiamo avuto dovrebbero essere stati sufficienti per farci vedere che in Israele non c’è nessuno con cui parlare, non importa chi è al potere. Lapid sta facendo un piccolo ma importante passo verso il riconoscimento di questo fatto. Ora una cosa deve essere completamente metabolizzata: non ci sarà alcuna soluzione, sicuramente non una soluzione a due stati.

La possibilità che i palestinesi saranno condannati ad altri cento anni di apartheid non può essere esclusa. In effetti, è la possibilità più probabile. Infatti, chi li tirerà fuori da questo apartheid, e come potrebbero tirarsene fuori da soli? Hanno già provato di tutto. Adesso almeno capiscono, e anche il mondo intero capisce, che non c’è possibilità che abbiano un partner, perché Israele ha accordi di coalizione.

Gli americani non continueranno a infastidirci con i loro inviati speciali, gli europei non continueranno a rilasciare vuote dichiarazioni di condanna, né lo farà l’ONU, e anche il Quartetto morirà. I leader mondiali non dovranno più sprecare il loro tempo e il loro onore in inutili discussioni sulla questione palestinese; perché non c’è nessuno con cui parlarne in Israele. Possono solo parlare di Iran, di NSO e di relazioni bilaterali, subito dopo aver deposto una corona a Yad Vashem e un bigliettino nel Muro Occidentale, senza riempirsi la bocca con la parola pace.

Speriamo che le previsioni del ministero degli Esteri siano corrette: gli esperti del ministero prevedono che a Israele sarà impedito di partecipare a eventi sportivi e culturali internazionali. Questo è il vero contributo di Lapid al discorso internazionale. Ora che ha tolto dall’agenda la diplomazia a causa degli accordi di coalizione, l’era dell’aria fritta sulla questione palestinese è finita.

A quanto pare, ora è arrivato il momento di agire. Ma rimane un’importante domanda aperta: la dichiarazione del ministro degli esteri israeliano sarà abbastanza convincente per il mondo da convincerlo ad agire? La verità rivelata da Lapid, sul fatto che Israele non ha intenzione di fare passi verso una soluzione, sarà percepita a Washington e Bruxelles come abbastanza irremovibile da far trarre le necessarie conclusioni? O forse questo non sarà ancora abbastanza per il mondo, e ci si occuperà di nuovo dell’ultimo assalitore che cerca di accoltellare una guardia a un posto di blocco per accusare i palestinesi di terrorismo, e di nuovo si inviteranno entrambe le parti a tornare al tavolo dei negoziati.

Promemoria per il mondo: ascoltate Lapid. Non c’è nessun partner israeliano. Comportatevi di conseguenza.

https://www.haaretz.com/opinion/.premium-the-truth-will-set-you-free-1.10518295

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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1 commento

  1. Sebastiano Comis

    Sette milioni di ebrei israeliani, col sostegno di altrettanti milioni di ebrei della diaspora, tengono in condizioni di duro servaggio 6 milioni di palestinesi in quanto appartenenti a una razza inferiore. Con loro non c’è niente da discutere, dice senza infingimenti il ministro degli esteri del governo israeliano democraticamente eletto. Quindi Israele è una democrazia.
    D’altra parte, le affermazioni del ministro si possono leggere in un giornale che si pubblica a Tel Aviv. Dunque Israele è un paese libero.

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