Un giornalismo serio fa ricerca di verità e scende da cavallo!

Mag 10, 2021 | Notizie

Ai direttori, giornalisti, corrispondenti, ai responsabili esteri dei nostri media italiani

9 maggio 2921. 

Vorrete perdonarmi se solo ieri vi ho inviato una lettera, per denunciare il fatto che quasi tutti i media, tranne qualche lodevole eccezione come il Manifesto, non davano risalto o notizia dei gravi avvenimenti che si stanno protraendo dal 13 aprile a Gerusalemme Est

Oggi ve ne scrivo un’altra, ma prometto che non diventerò un assidua scrittrice di lettere aperte rivolte ai media italiani per sollecitare un giornalismo di ricerca di verità. 

Mi fermerò qui, ma vi pregherei però di leggere questa mia e in qualche modo di rispondere alle affermazioni e agli interrogativi che vi sono contenuti.

Oggi vedo che i media ed anche ieri le tv hanno dato notizia dei feriti negli scontri a Gerusalemme Est.

Nessuno riporta però che le Nazioni, Unite, l’Unione Europea e il nostro governo continuano a denunciare Israele per la violazione della legalità internazionale e a ribadire che Gerusalemme Est è occupata militarmente da Israele fin dal giugno 1967, mentre dovrebbe essere una città condivisa per due popoli e due stati. Ma Gerusalemme continua ad essere militarmente occupata e i Palestinesi di Gerusalemme non hanno un passaporto, sono considerati residenti temporanei nelle loro abitazioni, non vengono concessi loro permessi di costruire nuove case, da anni vengono scacciati e deportati. Basterebbe che i giornalisti e i corrispondenti leggessero i documenti ONU dell’OCHA (Ufficio Affari Umanitari) o guardassero i video e le denunce delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani israeliani come B’Tselem, Ir Amim o HaMoked, che parlano del sistema di apartheid instaurato da Israele. Naturalmente lo affermano e soprattutto lo vivono sulla loro pelle i Palestinesi e le loro organizzazioni per i diritti umani.

Nelle corrispondenze da Gerusalemme si parla della protesta dei Palestinesi per “case contese”; nei documenti e nella realtà, le case di Sheikh Jarrah dalle quali le famiglie palestinesi sono state evacuate o stanno per essere evacuate sono di loro proprietà. Erano state costruite dall’UNRWA per i profughi palestinesi che si sono riversati su Gerusalemme Est dopo che erano stati cacciati da quella che fino al 14 maggio 1948, data della fondazione dello Stato d’Israele, si chiamava Palestina.

La rivolta di Sheikh Jarrah è una rivolta contro l’occupazione militare israeliana, è una rivolta non solo per non essere cacciati dalle proprie case ma per riuscire ad essere liberi cittadini nella propria terra e non ospiti che possono essere cacciati ad ogni momento. E scalda l’anima sapere che giovani e non giovani Israeliani a Sheikh Jarrah, sono al fianco dei Palestinesi per dire no all’occupazione e ai coloni.

Perché non raccontate chi sono i coloni? Le loro aggressioni quotidiane contro le persone, le case, le greggi, gli alberi, del furto di terra, acqua risorse in tutta la Cisgiordania? Eppure le notizie ci sono, sono su tutti i social e nei documenti ufficiali delle Nazioni Unite.

Perché non dite che nel parlamento israeliano sono entrati estremisti fondamentalisti che sostengono che i Palestinesi devono essere tutti cacciati per far posto alla Grande Israele?

Perché non raccontate degli arresti e maltrattamenti dei minori, delle migliaia di Palestinesi incarcerati, della pratica della detenzione amministrativa?

Perché non trasmettete le immagini della violenza dei soldati contro pacifici manifestanti o le incursioni notturne nelle case?

Perché non mostrate film e documentari di registi palestinesi ma anche israeliani e internazionali? 

Potrei continuare all’infinito sulle ingiustizie subite dai Palestinesi.

Ma certamente sapete tutto questo; e allora perché non ne parlate e vi rendete complici delle violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani commessi da parte dello Stato Israeliano?

Luisa Morgantini

Presidente AssopacePalestina

già Vice Presidente Parlamento Europeo

lmorgantiniassopace@gmail.com

tel. 3483921465

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1 commento

  1. Sebastiano Comis

    Cara Luisa, è ora di cambiare nome al sito. Non c’è mai stata una guerra tra il sionismo e i palestinesi, ma solo una occupazione coloniale compiuta con le armi, alla quale i palestinesi resistono disarmati. Quindi non pace ma giustizia è quello cui i palestinesi hanno diritto.

    Rispondi

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