La forza militare e le leggi ingiuste di Israele che soffocano la vita nei territori occupati

Mag 18, 2021 | Riflessioni

di padre Francesco Cavallini sj,

BergamoNews, 18 Maggio 2021. 

Lo scontro militare tra Israele e Palestina visto da padre Francesco Cavallini, padre gesuita bergamasco. Da vent’anni padre Francesco segue pellegrinaggi e attività di volontariato nei territori occupati e in Terra Santa

Getty Images

Quello che sta succedendo in Israele/Palestina in questi giorni è drammatico, ma è solo l’ultimo capitolo di una lunga storia di violenze e soprusi.

E come sempre sulla questione Israele-Palestina l’opinione pubblica si schiera in modo ideologico senza analizzare i dati oggettivi e le cause storiche. La stampa mediamente è anche peggio e contribuisce alla disinformazione piuttosto che alla spiegazione e all’approfondimento contribuendo ad alimentare gli approcci ideologici che spesso i nostri politici cavalcano.

Sappiamo come si è espresso il Patriarcato Latino di Gerusalemme e gli innumerevoli commenti di giornalisti, politici, analisti, associazioni, religiosi, ecc.

Io vorrei contribuire con una mia testimonianza e segnalare poi dei siti di informazione specifici in cui poter approfondire in modo più oggettivo la situazione. Da ormai più di vent’anni passo l’estate in Terra Santa organizzando pellegrinaggi alternativi per giovani, in tenda e sacco a pelo e con attività di volontariato. Attraverso queste esperienze ho conosciuto ogni angolo di Israele e dei Territori Occupati (o West Bank come li chiamano loro in modo più edulcorato), conosco personalmente molti ebrei di varie correnti politiche e religiose e tanti palestinesi. Ed ancora associazioni umanitarie di entrambe le provenienze, associazioni, religiosi e religiose presenti sul territorio da tantissimi anni.

La testimonianza che voglio portare è che negli ultimi anni e con i governi israeliani di Ariel Sharon e Bibi Netanyahu la violenza, il sopruso, le demolizioni, le umiliazioni perpetrate da Israele nei Territori Occupati hanno avuto un’escalation drammatica. C’è una colpevole, intenzionale e criminale continua disinformazione e mistificazione dei fatti.

E qualcuno deve pur dire che nei Territori Occupati l’esercito di “difesa” israeliano assume modalità terroristiche e incentiva l’azione violenta illegale dei coloni che occupano e sequestrano terreni, case, sorgenti d’acqua. Migliaia di persone arrestate, detenute (e torturate) senza processo compreso migliaia di minorenni e ragazzini. Che la potenza di fuoco devastante dei jet supersonici israeliani e delle moderne bombe di Israele sono immensamente più devastanti dei missili artigiani di Hamas e dei sassi lanciati dai ragazzini o dei coltelli da cucina con i quali si cercano di ferire i soldati israeliani. Che le migliaia di morti causate a Gaza ed in Palestina dalla potenza militare israeliana non ha giustificazione alcuna con il diritto alla difesa e alla sicurezza di Israele (ma i Palestinesi lo hanno questo diritto?). Anzi sono categorie strumentalizzate da Israele per continuare una sistematica violazione dei diritti umani ed esercitare una violenza che arriva agli omicidi extragiudiziali ai vari check-point fino al negare il soccorso sanitario a feriti che muoiono inermi.

Qualcuno deve pur denunciare questi fatti!

Qualcuno deve pur gridare che il linguaggio dei media è volutamente mistificante. Come sarebbe riportare le notizie definendo l’esercito di Israele Forza Occupante e i militanti di Hamas, partigiani? Come sarebbe definire Israele uno stato terroristico che commette crimini di guerra (certamente è così nei Territori Occupati) piuttosto che l’unica “democrazia” in Medio Oriente (per altro da anni in una crisi profonda con presidenti del consiglio e presidenti dello stato indagati per corruzione e abuso)? Come sarebbe chiamare la West Bank, Territori Occupati?

Non si vuole definire i torti e le ragioni, chi è buono e chi è cattivo (la complessa storia della regione dice che i torti e le ragioni li hanno tutti) ma semplicemente denunciare che in questo momento storico la forza militare di Israele e la politica aggressiva degli ultimi governi sta soffocando, con la violenza militare e leggi ingiuste, la vita nei territori occupati.

Qualcuno deve pur dirlo e gridarlo in questi giorni! Io da bergamasco testimone oculare di tutto questo lo grido dalle colonne di Bergamonews ed invito chiunque volesse davvero conoscere la situazione a venire con me in Israele e nei Territori Occupati senza precomprensioni ideologiche.
Segnalo inoltre ai lettori di Bergamonews dei siti di informazione più oggettivi in cui conoscere i dati concreti della situazione e l’approfondimento di autorevoli commentatori anche israeliani.

www.bocchescucite.org che riporta notizie e riflessioni dai Territori Occupati;
https://www.btselem.org/ questo è il Centro d’informazione israeliano a supporto dei diritti umani nei territori occupati. È un’organizzazione israeliana che scrive e denuncia la violazione dei diritti umani da parte del governo israeliano;
https://www.breakingthesilence.org.il/ sito di ex militari israeliani;
http://www.rete-eco.it/2012/home/chi-siamo.html rete di Ebrei contro l’occupazione che manifestano e denunciano le azioni illegali delle forze israeliane;
http://nena-news.it/ su questo sito trovi le notizie aggiornate sul Medio Oriente e su Israele/Palestina

Francesco Cavallini, padre gesuita bergamasco, conosce molto bene la situazione che si vive nei territori occupati in Israele. Da vent’anni segue pellegrinaggi e attività di volontariato con i giovani. 

https://www.bergamonews.it/2021/05/18/la-forza-militare-e-le-leggi-ingiuste-di-israele-che-soffocano-la-vita-nei-territori-occupati/441653/

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