Sì, è giusto che L’Aia indaghi Israele per crimini di guerra

Mar 9, 2021 | Riflessioni

di: Larry Derfner, 

Mondoweiss, 4 marzo 2021. 

Netanyahu condanna la decisione della procuratrice della Corte Penale Internazionale di indagare Israele per crimini di guerra in Palestina. Immagine da video.

C’è una naturale resistenza a dire che il tuo paese merita di essere indagato per crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale (CPI) de L’Aia. Ma se si crede che l’occupazione israeliana a tempo indeterminato, gli insediamenti e gli attacchi letali a Gaza siano moralmente indifendibili, come si può evitare quella conclusione?

Gli argomenti contro l’indagine, annunciata formalmente mercoledì dalla Procuratrice Capo della CPI, Fatou Bensouda, non stanno in piedi. Ad esempio, l’argomento che tale indagine sia inappropriata perché ci sono molti paesi che fanno cose peggiori d’Israele: “La CPI rifiuta di indagare brutali stati dittatoriali come Iran e Siria,” ha detto il Primo Ministro Benjamin Netanyahu in risposta alla decisione presa dalla Corte il mese scorso con cui si apriva la strada all’indagine e ha definito l’ordinanza “puro antisemitismo”. Ha usato le stesse parole per definire la decisione di mercoledì di dare il via alle indagini. 

Ho l’impressione che Netanyahu conosca la vera ragione per cui la CPI non indaga Iran o Siria, o Cina, Korea del Nord, Zimbabwe, Eritrea, Arabia Saudita, Yemen o altri regimi la cui criminalità supera o fa impallidire quella israeliana. È perché il male che questi regimi commettono non danneggia stati che rientrano nella giurisdizione della CPI per aver firmato il Trattato di Roma. 

Né l’ Iran, né la Siria, né alcun altro dei paesi sopra menzionati seminano terrore in stati firmatari dello Statuto di Roma; fanno del male alla loro stessa gente che vive in uno stato che non ha firmato quello statuto. Perciò purtroppo la Korea del Nord, lo Zimbabwe ecc. sono liberi di tormentare quanto vogliono le loro popolazioni, restando fuori dalla competenza della CPI. In alcuni casi, come le azioni dell’Arabia Saudita e dell’Iran in Yemen, le loro vessazioni avvengono in uno stato straniero che non ha riconosciuto la giurisdizione de L’Aia, per cui la corte non può fare niente. (Fa eccezione il caso di un paese che sia stato deferito alla CPI dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, come accadde al Sudan per aver commesso genocidio nella sua regione del Darfur, tanto che la CPI lo sta indagando anche se il Sudan non ha firmato il Trattato di Roma). La Corte fu creata da un accordo tra varie nazioni e questo determinò il suo limite. 

Neppure Israele ha firmato il Trattato di Roma, ma in questo caso la differenza è che la Palestina lo ha fatto. La Palestina –riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’ONU come l’insieme della Cisgiordania, Gerusalemme Est e Gaza– è il territorio dove Israele ha fatto le sue persecuzioni. È stato il governo della Palestina, l’Autorità Palestinese, che ha chiesto alla CPI di indagare Israele per crimini di guerra. 

Questo è il motivo per cui la corte sta indagando Israele e non l’Iran, la Siria e molti altri stati criminali. 

L’argomento fondamentale di Israele contro le indagini per crimini di guerra è, naturalmente, che Israele non sta commettendo alcun crimine contro i Palestinesi. Tutto quello che Israele fa, ha detto Netanyahu è che “si difende dal terrorismo che uccide i nostri figli e lancia razzi sulle nostre città.” 

Vediamo. L’Aia definisce i crimini di guerra soprattutto come “gravi violazioni” della Convenzione di Ginevra, che sono:

“1) uccidere deliberatamente; 2) infliggere torture o trattamenti disumani, inclusi esperimenti biologici; 3) causare volutamente gravi sofferenze o serie lesioni al corpo o alla salute; 4) fare estese distruzioni e appropriazioni di proprietà che non siano giustificate da scopi militari, in modo illegale e arbitrario; 5) obbligare un prigioniero di guerra o altre persone protette (civili) a servire nell’esercito di una potenza nemica; 6) privare volutamente un prigioniero di guerra o altre persone protette (civili) del diritto a un giusto e regolare processo;  7) deportare o trasferire illegalmente o fare segregazioni illegali; 8) prendere ostaggi”. 

Inoltre, sotto la dicitura di crimini di guerra, la CPI elenca “serie infrazioni delle leggi e delle usanze che sono in vigore nei conflitti armati internazionali”. Compreso quanto segue:

“Il trasferimento, direttamente o indirettamente da parte della Potenza Occupante di parte della propria popolazione civile nei territori occupati…” Proprio come succede negli insediamenti della Cisgiordania, non vi pare? 

Dunque se si toglie il 2 (esperimenti biologici) e il 5 (coscrizione forzata) dalle “gravi violazioni della Convenzione di Ginevra” è davvero cosi oltraggioso indagare Israele per crimini di guerra contro i Palestinesi? 

In un certo senso, sembra ingiusto che cosi tanti criminali anche peggiori o molto peggiori non siano considerati tali dai tribunali, semplicemente perché commettono i loro crimini in luoghi dove quei tribunali non arrivano.

Ma solo per il fatto che la CPI, non certo per sua scelta, non può seguire tutti i criminali di guerra del mondo o almeno i peggiori, dovrebbe allora gettare la spugna anche per quelli che può investigare? Oltre a Israele la corte sta già indagando Congo, Uganda, Sudan, Repubblica Centro Africana, Kenya, Libia, Costa D’Avorio, Mali, Georgia, Burundi, Bangladesh/Myanmar e Afghanistan. Dovrebbe lasciar perdere questi casi perché potrebbero esserci criminali di guerra paragonabili o addirittura peggiori in Siria, Nigeria, Eritrea, Cina o altri paesi irraggiungibili da L’Aia? Poiché non si può portare ogni criminale davanti alla giustizia, la CPI dovrebbe lasciarli andare tutti? 

Sebbene sia ingiusto per Israele (e non solo per Israele) essere indagato mentre regimi peggiori restano impuniti, in senso più ampio un’indagine della CPI sulle azioni di questo paese contro i Palestinesi è un caso di giustizia molto, molto tardiva che livella in qualche misura il terreno di gioco. Perché? Perché se è vero che Israele non è certamente il peggior criminale del mondo, è sicuramente quello più generosamente viziato.

Netanyahu si lamenta che la CPI non indaga la Siria e l’Iran, ma gli piacerebbe che il mondo trattasse Israele come vengono trattati quei paesi?

Israele riceve 3,8 miliardi di dollari all’anno e protezione politica sconfinata dalla potenza mondiale n.1, incluse leggi contro il BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni). Ha accordi commerciali di libero scambio con l’Europa e i suoi confini vengono rispettati. Iran e Siria sono stati paria, economicamente tagliati fuori dal mondo, e vengono ogni tanto bombardati dalla potenza mondiale n. 1 o con il suo pieno appoggio.

Gli Stati Uniti impongono sanzioni a 24 paesi, l’Europa a 31, e non solo a regimi dittatoriali in Africa ed Asia ma anche a Belarus, Bosnia/Erzegovina, Moldavia, Montenegro, Nicaragua, Russia, Serbia, Venezuela. La cosa che più si avvicina ad una “sanzione” occidentale è che l’Europa richieda a Israele di etichettare le merci prodotte nei territori occupati, cosa che comunque non viene fatta rispettare

La Russia ha perso centinaia di miliardi di dollari a causa delle sanzioni occidentali per aver annesso la Crimea (che comunque era stata parte della Russia) con una mossa approvata almeno all’inizio da larghe porzioni degli abitanti. Israele nel 1967 ha imposto una dittatura militare di tipo coloniale alla Palestina, allargandosi progressivamente in Cisgiordania, mentre si è “accontentato” di porre un assedio a Gaza, distruggendo qualsiasi realistica speranza di libertà e indipendenza per la Palestina, mentre dall’occidente continuano ad arrivare privilegi per Israele.

È giusto che la Corte Criminale Internazionale indaghi Israele per crimini di guerra? In senso strettamente legale è giusto. In senso più ampiamente morale è più che giusto. 

Traduzione Giuliana Bonosi – AssopacePalestina

1 commento

  1. Sebastiano Comis

    Commento sempre io.
    Articolo condivisibile in tutto e per tutto. Ma è perché articoli così chiari e lucidi li scrivono solo gli ebrei?

    Rispondi

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