Sabato 27 marzo: nuova data del 3° evento online per Mahmoud Darwish

Mar 26, 2021 | Iniziative

COMUNICAZIONE NUOVA DATA

 “Buon compleanno Mahmoud Darwish poeta del mondo”

sabato 27 marzo 2021 ore 21

conducono 

Nabil Salameh (Radiodervish) e Massimo Colazzo

                                                  coordinano

                                     Luisa Morgantini e Stefano Casi,

                                     Wasim Dahmash e  Simone Sibilio.

In diretta sulle pagine di AssopacePalestina:

Evento fb  https://www.facebook.com/events/3837715739646613

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AssoPacePalestina ripropone per il 27 Marzo alle ore 21 il  terzo appuntamento che avrebbe dovuto tenersi il 21 Marzo, interrotto a causa di un violento nubifragio abbattutosi nella magica terra di Puglia (che tanto ricorda la Palestina e dove si teneva la diretta)) che ha fatto saltare la connessione internet,

impedendo, alle moltissime persone collegate la sera del 21, di  vivere le emozioni per il cuore e lanima che lascolto della immensa opera di MD generano.

Chi si metterà in ascolto Sabato  27 Marzo alle ore 21  avrà cosi modo di ascoltare e vedere tutti gli artisti, musicisti, poeti che hanno voluto (li ringraziamo sentitamente) esprimere  la loro condivisione agli eventi di Buon Compleanno Mahmoud Darwish Poeta del Mondo e donare a tutti noi la loro arte.

Eccoli : Mohammad Bakri, Nai Barghouti, Marcel Khalife, Tommaso di Francesco, Moni Ovadia, Giuliano Scabia, Alberto Masala, Donatella Allegro, Omar Suleiman,  Dalal Suleiman , Bayan Shbib, Ramzy Abu Radwan (AlKatmandjati) e Nabil Salameh che con Massimo Colazzo condurranno levento.

Vi aspettiamo, rassicurandovi che non vi sarà un altro nubifragio, abbiamo il senso del limite, non dipenderà da noi, ma abbiamo controllato il meteo. Più sotto trovate note su MD e dei partecipanti alla terza e ultima serata

Luisa Morgantini e Stefano Casi

Mahmoud Darwish è il più importante poeta palestinese e uno dei maggiori poeti contemporanei a livello internazionale. La sua poesia e le sue opere trascendono la sua identità ed hanno valore universale.

Per ricordarlo a ottant’anni dalla sua nascita e tredici anni dopo la sua morte, AssoPacePalestina ha promosso tre occasioni di incontro con la sua vita e la sua poesia. Nel primo incontro, il 13 marzo giorno della sua nascita nel 1941, si sono raccolte testimonianza di chi l’ha conosciuto e ha fatto un percorso della vita con lui, nel  secondo, la proiezione del docufilm “Mahmoud Darwich – Et la terre, comme la langue”, con e su Darwish, delle regista Simone hanno riscosso una grande partecipazione da parte del pubblico.

POETA DEL MONDO

Considerato uno dei massimi poeti arabi contemporanei, Mahmoud Darwish è la voce più nota della letteratura palestinese e araba.  Nato il 13 marzo 1941 a Birwa, un villaggio della Galilea nell’entroterra di Acri, ne fugge con la famiglia e il resto della popolazione all’età di sei anni, durante i convulsi eventi del ’48, riparando in un campo profughi del Libano. Vi fanno ritorno in clandestinità un anno più tardi per scoprire che il villaggio è stato raso al suolo e soppiantato da una colonia di popolamento israeliana.

Rimasto in Galilea assieme alla sua famiglia con uno statuto irregolare, comincia la sua militanza politica nel partito comunista israeliano. Negli anni ’60, mentre escono le sue prime raccolte di poesie, è ripetutamente imprigionato o costretto agli arresti domiciliari. Dopo un breve soggiorno di studio in Unione Sovietica, nel ’71, già divenuto celebre nel mondo arabo per alcune sue poesie, parte in esilio per il Cairo e poco dopo si trasferisce a Beirut, fino all’invasione israeliana del Libano nel 1982. Segue allora la dirigenza dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) nel suo esilio a Tunisi, per poi trascorrere dieci anni a Parigi con periodici spostamenti in altre città d’Europa e del Mediterraneo.

Sua è la dichiarazione d’indipendenza del popolo palestinese votata ad Algeri nel 1988.

Nel 1993 per dissenso nei confronti degli accordi di Oslo, si dimette dall’esecutivo dell’Olp ma nel 1966, tornerà dall’esilio parigino per stabilirsi nei Territori occupati, a Ramallah che diventa anche la sede della rivista al-Karmel, una delle riviste letterarie e culturali più prestigiose del mondo arabo, da lui diretta fin dagli anni ’70.

Nel 1997 è insignito dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura francese. Muore il 9 agosto 2008 a Houston (Usa), per le complicanze di un delicato intervento al cuore.

A Ramallah, è stato istituito il museo di Mahmoud Darwish.

SCHEDE BIO DEI PARTECIPANTI

Ramzy Abu Radwan (1979) è nato nel campo profughi di Al Amari, compositore e arrangiatore palestinese, suona la viola e il buzuq. Ha fondato nel 2002 il centro musicale Al Kamandjâti, prima in Francia (dove ha perfezionato lo studio della viola) e poi nel 2004 in Palestina. Lo scopo principale del centro, di cui Abu Radwan è presidente, è creare scuole di musica per i bambini palestinesi, in special modo per quelli più vulnerabili, nei campi profughi. Il centro vanta inoltre una vasta rete di collaborazioni con numerosi e noti musicisti internazionali. Inoltre, Abu Radwan è il fondatore e il leader del Dal’Ouna Ensemble e il fondatore e direttore artistico del Palestine National Ensemble of Arabic Music.

Donatella Allegro (1981) attrice, speaker, regista e formatrice con teatri nazionali e compagnie private. Attiva nell’ambito dell’associazionismo femminista, nella divulgazione storica e sui temi dei diritti. È attualmente impegnata in una produzione di teatro-documentario con Lola Arias e in diversi progetti della compagnia Cantieri Meticci. È socia fondatrice di Amleta.

Mohammad Bakri (1953) attore, regista e sceneggiatore palestinese con cittadinanza israeliana. Ha lavorato come protagonista in numerosi film diretti da registi israeliani, palestinesi, italiani ed europei. Bakri per anni è stato considerato uno dei pochi attori ad aver goduto di un ampio successo sia in Israele sia in Palestina. Nel 2002, il suo documentario Jenin, Jenin, girato nel campo profughi raso al suolo dall’invasione militare israeliana, gli ha causato problemi legali durati più di 19 anni fino alla condanna alla distruzione dei cd e la proibizione alla proiezione del suo docu-film in Israele.

Nai Barghouti, cantante, compositrice e suonatrice di flauto. L’artista palestinese giovanissima, a soli 14 anni, ha iniziato la sua carriera di cantante. Barghouti è famosa soprattutto per aver iniziato a esplorare la relazione tra il canto arabo classico (tarab) e il jazz. “Trovo che l’influenza dei suoni mediorientali sul jazz non sia mai discussa, ma esiste. Ora, non sto cercando solo di mescolare le due cose. Sto lavorando per creare un terzo suono che armonizzi i due suoni dalle loro radici invece di forzarli insieme”.

Stefano Casi (1962) vicepresidente di AssoPacePalestina, ha curato il libro Ci conducono gli ulivi. Diario di viaggio in Palestina (ed. AssoPacePalestina, 2014) ed è stato direttore artistico della prima edizione del Nazra Palestine Short Film Festival (2017). È saggista, giornalista, sceneggiatore e direttore artistico di Teatri di Vita di Bologna, dove nel 2013 ha realizzato il festival “Cuore di Palestina”.

Massimo Colazzo (1970) eclettico raccontastorie: radio, audiolibri, voice over in documentari storici e naturalistici. Ideatore e organizzatore, con Pangea Arti e Culture, del “Transmediterranea Festival”. Tra le tante iniziative di cui è stato ideatore e promotore si segnalano Reading Chain – letture per (r) esistere, iniziativa web di promozione e diffusione della lettura, e la serie, di cui è anche conduttore, in sei puntate intitolata “Sensi”, incursioni monografiche artistico-letterarie in musica sui cinque sensi, in onda su Tradiradio, la radio della Rete Italiana di Cultura Popolare.

Wasim Dahmash (1948) palestinese, si occupa di editoria, dirige le Edizioni Q che, nella collana Zenit, pubblicano opere di autori palestinesi tradotte in italiano. Di recente è stato ristampato Stato d’assedio di Mahmud Darwish.

Tommaso Di Francesco (1948) poeta, scrittore e giornalista. Lavora per “Il Manifesto”, quotidiano del cui collettivo editoriale fa parte fin dalla fondazione nel 1969 e di cui è stato redattore di politica estera, fino a diventarne condirettore nel 2014. Poeta e romanziere, autore di decine di poesie e racconti pubblicati su riviste italiane e straniere, ha curato inoltre importanti antologie.

Marcel Khalife (1950) compositore, cantante e suonatore di oud. L’artista libanese ha svolto anche attività di insegnante presso il conservatorio di Beirut. Nel 1976 ha creato Al Mayadeen Ensemble in cui la musica araba tradizionale si unisce a elementi occidentali, come il pianoforte, e alla poesia araba moderna. Una straordinaria combinazione che l’ha reso celebre in tutto il mondo anche grazie a canzoni quale Ummī (Madre mia) e Jawāz al-safar (Passaporto), basate sulle poesie di Mahmoud Darwish. Nel 2011, una nuova collaborazione familiare debuttò al Beirut Music & Art Festival sotto il nome di “Marcel, Rami & Bachar Khalife”. Il concerto mostrò una fusione di musica orientale, elettronica, classica e percussiva composta dal trio. Nel 2005, Khalife è stato nominato Artista per la Pace dall’UNESCO.

Alberto Masala (1950) poeta e scrittore plurilingue, ha pubblicato volumi in Italia, Usa e Francia; sue poesie sono presenti in numerose antologie in vari paesi. Nelle sue performance spesso agisce insieme a musicisti di diverse provenienze. È traduttore di autori come Kerouac, Ferlinghetti, Pey, Malina, Mereu, Hawad, Zurita. Nel suo percorso, oltre la direzione di progetti artistici in Europa (Berlino, Amsterdam, Salonicco, Bologna, Sardegna), anche performance, teatro, cinema, radio.

Luisa Morgantini (1940) fondatrice e presidente di AssoPacePalestina. Prima donna eletta, nel 1974, nella segretaria del sindacato metalmeccanico (FLM). Dal 1980 al 1990 è stata coordinatrice dell’associazione Italia-Nicaragua. Dal dicembre 1980 e per circa un anno è stata volontaria per la FLM a Teora nel terremoto dell’Irpinia, dove ha fondato la Coop di Donne la metà del Cielo. Dal 1999 al 2009 al Parlamento Europeo è stata Presidente Commissione Sviluppo, della delegazione con la Palestina e Vicepresidente del Parlamento Europeo. A partire dal 1982, ossia dal massacro di Sabra e Chatila, la questione palestinese è entrata prepotentemente nella sua vita. Nel 2004 ha ricevuto il premio di Archivio Disarmo, Colombe per la pace, nel 2005 è stata candidata dal governo svizzero con altre 1000 donne del mondo al Nobel per la Pace.

Moni Ovadia (1946) attore, cantante, musicista e scrittore. Dopo una laurea in scienze politiche diede avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nei primi anni ’70 fonda il Gruppo Folk Internazionale, poi Ensemble Havadià, dove suona il violino, la chitarra e la tromba, suonando un nuovo (per l’epoca) genere musicale, che oggi potremmo definire folk-progressivo. Esordisce a teatro nel 1984 prima in collaborazione con artisti della scena internazionale e poi proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vasta produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui si sente figlio e rappresentante.

Nabil Salameh (1962) cantautore e giornalista palestinese fondatore prima del gruppo musicale Al Darawish (1988-97) e poi, nel 1997, di Radiodervish. Dal 1998 al 2007 ha lavorato come corrispondente in Italia per l’emittente internazionale Al Jazeera. Docente di Etnomusicologia e Culture Europee ed Extraeuropee al conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. Traduttore di diverse opere poetiche della letteratura araba e relatore in molte conferenze sulla cultura e sulla musica del mondo arabo.

Giuliano Scabia (1935) scrittore, poeta e drammaturgo che ha narrato i propri testi a teatro, è stato uno dei protagonisti della nascita del Nuovo Teatro in Italia, librettista per Luigi Nono, ideatore delle grandi esperienze di animazione (come Marco Cavallo all’ospedale psichiatrico di Trieste) e del Teatro Vagante. È autore di numerosi volumi di poesie e narrativa (tra cui il romanzo “Nane Oca”, 1992). Ha insegnato Drammaturgia all’Università di Bologna.

Bayan Shbib, regista teatrale, insegnante e attrice palestinese dell’ASHTAR Theatre, un’organizzazione no-profit fondata nel 1991 a Gerusalemme e che è stata la prima organizzazione di formazione teatrale per i giovani in Palestina. Nel 2014 ha diretto The Gaza Monologues.

Simone Sibilio (1979) ricercatore di lingua e letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Le sue principali aree di ricerca sono la letteratura contemporanea, la questione palestinese, la traduzione letteraria. Tra le sue maggiori pubblicazioni, Nakba. La memoria letteraria della catastrofe palestinese (Edizioni Q, II, 2015); In guerra non mi cercate. Poesia araba delle rivoluzioni e oltre (in collaborazione con O. Capezio, E. Chiti e F.M. Corrao, Le Monnier, 2018). Ha tradotto numerosi poeti arabi contemporanei tra cui Muhammad al-Fayturi, Talal Haidar e i palestinesi Ghassan Zaqtan e Fatena al-Ghurra. È in uscita un suo volume sulla poesia araba moderna e contemporanea per l’Istituto per l’Oriente di Roma. È il direttore artistico del Nazra Palestine Short Film Festival.

Dalal Suleiman, attrice napoletana di origini palestinesi, studia recitazione a Napoli con Carlo Cerciello. Successivamente inizia a lavorare al teatro stabile Mercadante e contemporaneamente lavora su testi di autori palestinesi portando in scena storie della terra di origine. Si trasferisce a Roma dove lavora anche nel doppiaggio.

Omar Suleiman, nato a Nisfjubeil un paesino rurale vicino Nablus. Da molti anni vive a Napoli, è da sempre impegnato nella diffusione della cultura palestinese prediligendo le arti del teatro e della cucina. In particolare da anni porta in scena come attore e produttore riadattamenti ispirati alle opere di scrittori e poeti palestinesi. È proprietario e gestore del “Caffè Arabo” e del relativo ristorante.

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