Israele priva la popolazione di Gaza del vaccino Covid-19

Feb 17, 2021 | Notizie

dal: Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR),

16 febbraio 2021. 

Lunedì 15 febbraio 2021, le autorità israeliane hanno negato l’ingresso di 2000 dosi di vaccino contro il coronavirus nella Striscia di Gaza. Queste dosi sono state inviate dal Ministero della Salute palestinese (MOH) di Ramallah, ma le autorità israeliane hanno rifiutato il loro ingresso poiché la leadership politica in Israele non aveva ancora approvato la richiesta dell’Autorità Palestinese di trasferire il vaccino a Gaza.

La ministra della Salute palestinese, dottoressa May Al-Kailah, ha sottolineato in un comunicato stampa che le autorità israeliane hanno impedito l’ingresso nella Striscia di Gaza di 2000 dosi di vaccino russo Sputnik V contro il coronavirus. Ha aggiunto che le autorità israeliane hanno la piena responsabilità di questa azione arbitraria contraria a tutte le usanze, leggi e convenzioni internazionali. Al-Kailah ha anche affermato che queste dosi sono destinate al personale medico che si prende cura dei pazienti con Covid-19 nelle unità di terapia intensiva (ICU) e al personale medico dei reparti di emergenza. Al-Kailah ha affermato che il governo palestinese e il MOH sono in contatto con organizzazioni internazionali per fornire alla Striscia di Gaza il vaccino Covid-19 il più rapidamente possibile.

Questa decisione delle autorità israeliane arriva in un momento in cui il settore sanitario di Gaza si sta sgretolando e il coronavirus si sta diffondendo; ad oggi, 53.593 persone hanno contratto il virus, mentre 537 sono morte (50.505 guarite e 2.551 casi attivi).

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) mette in guardia sulle gravi conseguenze del rifiuto israeliano di consentire l’ingresso del vaccino Covid-19 nella Striscia di Gaza e ricorda che le strutture sanitarie di Gaza sono allo stremo a causa di 14 anni di politica israeliana di chiusura, con una carenza persistente di farmaci di base, di dispositivi medici e di personale medico specializzato, rendendo il sistema sanitario incapace di soddisfare i bisogni sanitari di base della Striscia di Gaza anche in tempi normali e di fornire i servizi medici necessari per la popolazione della Striscia di Gaza.

Lo stato delle strutture sanitarie a Gaza si è aggravato in seguito alla comparsa del coronavirus per la carenza di materiali per i test, unità di terapia intensiva, respiratori e apparecchiature diagnostiche per il coronavirus, medicinali, materiali di consumo medici e equipaggiamento protettivo per combattere il coronavirus.

Temendo che tutti gli sforzi volti a frenare l’epidemia di Covid-19 nella Striscia di Gaza possano fallire a causa del divieto israeliano di ingresso del vaccino, il PCHR:

•  ribadisce che la responsabilità principale per la fornitura di materiali medici alla popolazione della Striscia di Gaza, compreso il vaccino Covid-19, è di Israele, per quanto stabilito negli articoli 55 e 56 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949;

•  invita la comunità internazionale e l’OMS a fare pressione su Israele per costringerlo a rispettare i suoi obblighi e consentire l’ingresso di tutte le forniture mediche nella Striscia di Gaza, in particolare il vaccino Covid-19.

http://www.pchrgaza.org

Traduzione di Donato Cioli – AssopacePalestina

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