“Si restringe lo spazio di libertà per la società civile”: un seminario organizzato dai gruppi palestinesi per i diritti civili.

“Si restringe lo spazio di libertà per la società civile”: un seminario organizzato dai gruppi palestinesi per i diritti civili.

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR), l’organizzazione al-Haq e il Centro al-Mazan per i Diritti Umani hanno organizzato il 6 agosto 2019 un seminario congiunto dal titolo “Si restringe lo spazio di libertà per la società civile” al ristorante Lighthouse in Gaza Sea. Il seminario, a cui hanno partecipato molti rappresentanti di Organizzazioni della Società Civile (CSOs) ed esperti sui problemi della società civile palestinese, hanno discusso le politiche e i provvedimenti che sono stati messi in atto contro le CSOs e le organizzazioni per i diritti umani in Palestina alla scopo di ridurre i loro spazi di libertà e danneggiare il loro lavoro e la loro credibilità.

Il seminario è stato promosso da Hamdi Shaqourah, vice-direttore del PCHR per gli Affari Programmatici, che ha illustrato le crescenti restrizioni contro le CSOs in un momento in cui ci sarebbe un disperato bisogno di un più ampio spazio d’azione per superare le sfide imposte da Israele a queste organizzazioni. Shaqourah ha anche ricordato le forsennate campagne lanciate da Israele e dalle organizzazioni di estrema destra nell’intento di condannare la società civile palestinese per il solo fatto che critica le politiche israeliane. Ha aggiunto che queste campagne si aggiungono alle crescenti restrizioni imposte alle CSOs dall’Autorità Nazionale Palestinese (PNA).

Raji Sourani ha aperto il seminario ricordando che le CSOs sono nate in una situazione di grande difficoltà e in un’atmosfera tutt’altro che favorevole, a causa dell’occupazione israeliana e prima dell’istituzione dell’Autorità Nazionale Palestinese (PNA). Ha sottolineato che, malgando i tentativi di stroncare ogni loro sviluppo e ogni loro progresso e malgrado arresti e persecuzioni, le CSOs sono riuscite a superare tutte queste sfide che le hanno anzi incoraggiate a difendere i diritti dei Palestinesi. Sourani ha aggiunto che il sostanziale ed efficace ruolo svolto svolto dalle organizzazioni palestinesi per i diritti umani nel denunciare i leader israeliani nei tribunali internazionali ha avuto l’effetto che Israele lanciasse ultimamente campagne diffamatorie per incitare a non sovvenzionare queste stesse organizzazioni. Sourani ha anche passato in rassegna le misure e le restrizioni illegali imposte dal PNA ai danni delle CSOs fin dal momento della sua istituzione, e ha ricordato le recenti misure prese dal governo palestinese a Ramallah contro le organizzazioni no-profit, in particolare la decisione del governo palestinese del 2016 e le misure successive tese a limitare la loro attività e a restringere i loro spazi di libertà. Sourani ha sottolineato che tutto questo non frenerà mai le CSOs, ma le incoraggerà anzi a mobilitare tutti i loro sforzi per affrontare queste sfide.

Maha Abdullah, ricercatrice legale e delegata alla promozione per Al-Haq a Ramallah, ha parlato delle “Campagne israeliane di diffamazione e di minaccia nei confronti delle organizzazioni palestinesi per i diritti umani” basandosi sul suo lavoro che consiste nel denunciare i leader israeliani nei tribunali internazionali per quanto riguarda la loro sistematica istigazione a non sovvenzionare le organizzazioni palestinesi distorcendo le informazioni sul loro lavoro. Ha sottolineato il fatto che queste campagne sono orchestrate dal Ministero israeliano per gli Affari Strategici e dalle organizzazioni di destra affiliate, ed hanno proprio lo scopo di minare la credibilità delle organizzazioni palestinesi e di sottrare loro ogni finanziamento. Maha ha parlato anche dell’articolo pubblicato sul sito web del Ministero per gli Affari Strategici contro il direttore di Al-Haq Sha’wan Jabarin, contenente tra l’altro espliciti inviti a uccidere Jabarin fatti da organizzazioni di destra. Maha ha aggiunto che le organizzazioni di destra attaccano le CSOs accusandole di aver legami col movimento BDS. Ha anche ricordato le misure israeliane per limitare la libertà di movimento degli attivisti per i diritti umani, documentando in particolare le violazioni israeliane contro i civili palestinesi nei Territori Palestinesi Occupati (TPO). Ha infine auspicato la creazione di una banca dati comune che raccolga le violazioni israeliane e palestinesi contro le CSOs.

Nel suo intervento dedicato alle “Restrizioni del governo sul lavoro delle associazioni,” Samir Zaqout, vice-direttore del Centro al-Mezan per i Diritti Umani, ha sottolineato il ruolo fondamentale della società civile e il suo contributo storico nel fornire servizi anche prima della fondazione dell’Autorità Nazionale Palestinese (PNA). Zaqout ha ricordato le varie pratiche del Ministero dell’Interno in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, oltre alle sue interferenze nel lavoro delle associazioni. Ha fatto presente che le suddette pratiche del Ministero cercano di screditare e mettere in dubbio senza alcuna prova il lavoro delle associazioni e del loro personale. Ha insistito sulla necessità di restare uniti per contrastare simili interferenze da parte del governo.

Mohammed Abu Hashim, ricercatore legale del PCHR, ha presentato un intervento dal titolo “Restrizioni governative sul finanziamento di enti no-profit rispetto agli standard internazionali”. Ha analizzato innanzitutto la terminologia “enti no-profit” sottolineando che si tratta di una forma particolare del diritto di associazione sancito dagli standard internazionali; questi enti sono quindi protetti dalle convenzioni internazionali, e in modo particolare da quegli accordi internazionali sui diritti umani che sono vincolanti per l’Autorità Palestinese in quanto stato aderente a queste convenzioni. Abu Hashim ha spiegato in che modo le restrizioni finanziarie sugli enti no-profit sono state legalizzate ed ha spiegato anche che tali enti devono sottostare a sette passi procedurali prima di poter ricevere versamenti bancari. Abu Ashem ha insistito poi sulla necessità che siano abolite tutte le decisioni del governo che limitano il diritto di ricevere finanziamenti.

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Traduzione di Donato Cioli

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