Rapporto OCHA 30 luglio – 19 agosto 2019.

Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi occupati

per il periodo:  30 luglio – 19 agosto 2019.

La versione in italiano dei rapporti ONU OCHA è a cura dell’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli: https://sites.google.com/site/assopacerivoli/materiali/rapporti-onu/rapporti-settimanali-integrali

Nota per chi ha poco tempo: gli aspetti salienti di ciascuna notizia sono scritti in grassetto

In una serie di scontri a fuoco con forze israeliane, verificatisi su entrambi i lati della recinzione perimetrale tra Gaza e Israele, sono stati uccisi nove palestinesi; secondo quanto riferito erano tutti armati [segue il dettaglio]. Due palestinesi sono stati uccisi l’1 e l’11 agosto, nel corso di due separati scontri; negli stessi episodi sono rimasti feriti tre soldati israeliani. Altri quattro palestinesi sono stati uccisi il 10 agosto, ad est di Deir al Balah, durante uno scontro con forze israeliane dislocate lungo la Barriera. Il 17 agosto, a nord di Beit Lahiya, le forze israeliane hanno aperto il fuoco dall’alto contro un gruppo di palestinesi, alcuni dei quali armati a quanto riferito, che si stavano avvicinando alla recinzione, uccidendone tre e ferendone due. In diversi altri episodi, le forze israeliane hanno arrestato quattro palestinesi che, dopo aver aperto una breccia nella recinzione, erano entrati in Israele.

Il 17 agosto, palestinesi hanno lanciato missili da Gaza verso il sud di Israele; nella città di Sderot, due civili israeliani sono rimasti feriti mentre correvano verso un rifugio. Un altro razzo, sparato il giorno precedente, era stato intercettato in volo. Secondo fonti israeliane, nel periodo di osservazione è stato registrato anche un incremento di lanci di palloni incendiari da Gaza verso il sud di Israele; alcuni palloni hanno innescato incendi in aree agricole. Nonostante l’aumento del numero di “incidenti” e scontri, la tregua tra Israele e Hamas ha complessivamente retto.

In prossimità della recinzione sono continuate le manifestazioni della “Grande Marcia di Ritorno”, risultanti nel ferimento di 268 palestinesi da parte delle forze israeliane. Per il 9 agosto, ricorrendo la festività musulmana di Al Adha [Festa del Sacrificio di Abramo], le manifestazioni sono state cancellate. Dei 268 feriti registrati durante il periodo di riferimento, 191 (tra cui 97 minori) sono stati ricoverati in ospedale: 62 erano stati colpiti con armi da fuoco. Fonti israeliane hanno riferito che contro le forze israeliane sono state lanciate diverse bottiglie incendiarie e dispositivi esplosivi; inoltre ci sono stati diversi tentativi di sfondare la recinzione. Nessun israeliano è rimasto ferito.

In almeno 39 occasioni, in aree di Gaza adiacenti alla recinzione israeliana ed in zone di mare al largo della costa, le forze israeliane hanno aperto il fuoco di avvertimento allo scopo di far rispettare le restrizioni di accesso [imposte ai palestinesi]. In un caso un pescatore è stato arrestato e la barca è stata confiscata, mentre in un altro caso un minore è stato ferito. In tre occasioni le forze israeliane sono entrate [nella Striscia] ed hanno effettuato operazioni di spianatura del terreno vicino alla recinzione.

In Cisgiordania, in tre distinti episodi, un soldato israeliano fuori servizio è stato ucciso e altri tre israeliani sono stati feriti da palestinesi; due degli autori, di cui uno minore, sono stati uccisi e altri due palestinesi sono stati feriti. Il corpo del soldato israeliano, con segni di accoltellamento, era stato ritrovato l’8 agosto, vicino all’incrocio di Gush Etzion (Hebron); al momento dell’uccisione era fuori servizio e non in uniforme. Due palestinesi, sospettati dell’accoltellamento, sono stati arrestati durante un’operazione [israeliana] condotta nel villaggio di Beit Kahil. Sempre all’incrocio di Gush Etzion, il 16 agosto, un palestinese ha lanciato la sua auto contro un gruppo di coloni israeliani in attesa alla fermata dell’autobus, ferendo due fratelli di 17 e 19 anni. Un poliziotto israeliano ha sparato contro l’autista appena uscito dal veicolo, uccidendolo. Il giorno precedente, nella Città Vecchia di Gerusalemme, due minori palestinesi avevano accoltellato e ferito un poliziotto israeliano; uno dei minori (14enne) era stato colpito ed ucciso subito, mentre l’altro (16 anni) era stato gravemente ferito e trasferito in un ospedale, dove rimane sotto la custodia della polizia. Nello stesso contesto, anche un passante palestinese è rimasto ferito dagli spari.

In Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, in numerosi scontri le forze israeliane hanno ferito 173 palestinesi. 67 di questi ferimenti (circa il 40%) si sono verificati a Gerusalemme, in scontri scoppiati l’11 agosto, in seguito all’ingresso di un gruppo di israeliani nel Complesso di Haram Ash Sharif / Monte del Tempio; in tale data hanno coinciso la festività musulmana di Al Adha e la ricorrenza ebraica di Tisha B’Av [giorno di lutto per gli esili del popolo ebraico]. Un terzo dei [173] ferimenti sono stati registrati durante due operazioni di ricerca-arresto condotte nella città di Al ‘Eizariya (Gerusalemme), dove vivevano i ragazzi coinvolti nell’accoltellamento di cui sopra. Altre 32 persone sono rimaste ferite, nella città di Nablus, durante uno scontro con forze israeliane che scortavano un gruppo di israeliani in visita ad un sito religioso (la Tomba di Giuseppe) e nel villaggio di Ein Samiya (Ramallah) durante una protesta contro l’espansione degli insediamenti [colonici israeliani]. Oltre la metà dei [173] feriti è stata curata per inalazione di gas lacrimogeno; circa un terzo è stato colpito da proiettili di gomma, sei persone colpite con armi da fuoco ed i rimanenti sono stati feriti con altri mezzi.

Nei villaggi e nelle città della Cisgiordania le forze israeliane hanno condotto 178 operazioni di ricerca-arresto; di queste, 37 nel Governatorato di Gerusalemme, 35 in quello di Hebron e 26 in quello di Ramallah. Le operazioni hanno portato all’arresto di almeno 190 palestinesi.

In 14 distinti episodi, aggressori (ritenuti coloni israeliani) hanno ferito quattro palestinesi, tra cui un minore, ed hanno danneggiato proprietà palestinesi [segue il dettaglio]. In tre casi, verificatisi nella parte della città di Hebron sotto controllo israeliano (area H2), coloni israeliani hanno aggredito e ferito fisicamente due palestinesi ed un attivista internazionale; all’attivista ferito durante l’aggressione è stato proibito di entrare nell’area per 15 giorni. In quattro casi, nei villaggi di Burqa e ‘Urif (Nablus) gli assalitori (si presume si tratti di coloni) hanno dato fuoco a 10 ettari di terra e a decine di alberi; ad Ar Rifa’iyya (Hebron) hanno dato fuoco a balle di fieno, e nel villaggio di Dar Faza’a (Ramallah) hanno tagliato 20 alberi. Circa 20 auto sono state vandalizzate in altri cinque episodi verificatisi nei villaggi di Nahhalin e Al Manshiya (Betlemme), Yatma (Nablus), Az Zawiya (Salfit) e Turmus’ayya (Ramallah). In ‘Urif, coloni hanno lanciato pietre contro una abitazione e a Nahhalin hanno fatto irruzione in un’altra abitazione, danneggiando mobili e altre proprietà.

In Cisgiordania, per mancanza di permessi rilasciati da Israele, sono state demolite 24 strutture di proprietà palestinese; nove persone sono state sfollate e almeno altre 80 sono state diversamente coinvolte. Quest’anno, ad oggi, il numero di sfollati a causa di demolizioni (almeno 480), ha già superato il numero registrato in tutto il 2018 (472). Dieci [delle 24] strutture sono state demolite a Gerusalemme Est; le rimanenti [14] si trovavano in quattro Comunità dell’Area C ed erano state fornite (tutte tranne una) come aiuti umanitari; sette di queste si trovavano in Khirbet ar Ras al Ahmar, una Comunità di pastori nella valle del Giordano settentrionale a rischio di trasferimento forzato.

Secondo fonti israeliane, in tre occasioni, palestinesi hanno lanciato pietre contro veicoli israeliani che percorrevano strade della Cisgiordania, vicino a Gerusalemme, Hebron e Ramallah. Almeno tre auto sono state danneggiate. Secondo quanto riferito, una bottiglia incendiaria è stata lanciata in un centro commerciale israeliano a Gerusalemme Est, causando lievi danni.

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