La Rete delle ONG palestinesi risponde all’Unione Europea sulla recente aggressione israeliana alla Striscia di Gaza.

13 maggio 2019

La Rete delle ONG palestinesi (PNGO) è estremamente contrariata per la dichiarazione dell’Unione Europea rilasciata domenica 5 maggio 2019 dall’Alto Rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini, in cui si afferma: “Gli indiscriminati lanci di razzi da parte di militanti palestinesi di Gaza devono cessare immediatamente: l’Unione Europea ribadisce il suo radicale impegno per la sicurezza di Israele. Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie di tutte le vittime e al popolo israeliano, mentre auguriamo una pronta guarigione ai feriti. Questi attacchi provocano indicibili sofferenze agli Israeliani e servono solo la causa di una violenza senza fine e di un conflitto interminabile.”

Bisogna ricordare all’Unione Europea che sono i Palestinesi quelli che vivono sotto occupazione. La Striscia di Gaza vive sotto blocco da 12 anni, con una perdita di 50 milioni di dollari all’anno nel settore agricolo, a causa delle restrizioni di accesso imposte da Israele. Il 35% della terra coltivabile e l’85% delle zone di pesca sono inaccessibili. Nell’ultimo anno a Gaza l’elettricità è mancata per 20 ore al giorno. Il 90% dell’acqua della rete idrica di Gaza non è potabile e il 74% della costa è inquinato da scarichi fognari. Inutile ricordare che la maggior parte della popolazione è fatta di rifugiati che dovettero lasciare la loro terra e le loro case nel 1948 e sono ora rinchiusi nella grande prigione chiamata Striscia di Gaza, impediti a muoversi per terra, per aria e per mare.

Da venerdì 3 maggio 2019, le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno ucciso 29 Palestinesi, tra cui la piccola Saba Arar di 14 mesi. Anche la mamma Falastine al quinto mese di gravidanza è stata uccisa dall’IOF insieme al figlio nascituro Abdullah. E anche la nonna della piccola Saba, Ma’azouzah Mohammed Abu Arar, di 72 anni, è stata uccisa. L’occupazione israeliana uccide continuamente donne, bambini e intere famiglie palestinesi, mentre la comunità internazionale non intende porre fine l’occupazione israeliana e continua a sostenere Israele.

Tra il 4 e il 6 maggio, gli attacchi su Gaza hanno causato: 121 Palestinesi feriti, 520 sfrattati con la forza, 75 case palestinesi completamente distrutte, 420 parzialmente distrutte. Anche 5 uffici stampa, 10 edifici pubblici, 4 strutture mediche e una moschea sono stati attaccati dalle incursioni aeree dell’IOF.

La Rete delle ONG palestinesi esorta l’Unione Europea a prendere una posizione di giustizia e a porre Israele di fronte alle proprie responsabilità, invece di sostenere la sua attuale politica di occupazione. Sono in gioco le vite dei Palestinesi e il loro diritto a vivere in dignità e libertà. Chiediamo all’Unione Europea di:

  • condannare le ricorrenti incursioni aeree israeliane contro i civili e le strutture palestinesi, così come l’uso delle armi come mezzo di rappresaglia collettiva, cosa che costituisce una grave violazione delle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e si configura come un crimine di guerra;
  • proteggere i civili palestinesi dai crimini di guerra israeliani e dall’aggressione militare di Israele;
  • mobilitare sforzi umanitari congiunti per rispondere alle disperate necessità umanitarie della Striscia di Gaza, fornendo in particolar modo adeguati servizi sanitari per i Palestinesi feriti.

La Rete delle Organizzazioni Non-Governative Palestinesi (PNGO)

Ramallah , Jerusalem Main Street

Tel : +970 2 2975320

Fax: +970 2 2950704

www.pngo.net

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