Il coordinatore di un centro universitario arrestato a Gaza per le sue attività di ricerca.

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) protesta per l’arresto del coordinatore del Centro Studi per lo Sviluppo della Birzeit University.

Il General Intelligence Service (GIS) [Servizio Informazioni] della Striscia di Gaza ha arrestato Ghassan Abu Hatab, coordinatore del Centro Studi per lo Sviluppo della Birzeit University. Abu Hatab è stato interrogato e sottoposto a un trattamento umiliante a causa di uno studio-inchiesta sulla realtà dei giovani, da lui preparato senza il permesso del Revisore Generale del Ministero dell’Interno.

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) protesta fermamente per l’arresto di Abu Hatab e sottolinea che la libertà di ricerca scientifica è garantita dalle leggi locali e internazionali. Il PCHR fa notare che le ricerche scientifiche non hanno bisogno del permesso di alcuna autorità per essere intraprese; imporre agli istituti di ricerca una qualunque trafila procedurale contraria a questa libertà sarebbe una flagrante violazione del diritto alla ricerca scientifica e al libero accesso all’informazione.

In una nota successiva, il PCHR riporta quanto detto da Abu Hatab a un suo ricercatore: “Il martedì 19 febbraio 2019, ho ricevuto una telefonata da una persona che lavora nell’ufficio del Revisore Generale del Ministero dell’Interno, in cui mi si chiedevano informazioni su uno studio-inchiesta per il quale, il 28 gennaio 2019, avevo richiesto il permesso al Ministero dell’Interno di Gaza, secondo le procedure prescritte dal Ministero stesso. Ho detto che lo studio era stato svolto tra il 10 e il 12 febbraio, ma per tutta risposta mi è stato detto che ‘avrei dovuto attendere la risposta alla mia richiesta di permesso prima di svolgere lo studio’. Un’ora dopo, sono stato chiamato da un’altra persona che si è qualificata come un funzionario del GIS (General Intelligence Service) che mi ha ordinato di presentarmi al suo ufficio il giorno successivo. Gli ho chiesto di mandare una lettera ufficiale al nostro Centro, ma mi è stato risposto: ‘Noi mandiamo ordini di comparizione, non lettere’. Al mio rifiuto di presentarmi, sono stato prelevato con la forza dal mio ufficio e portato alla sede del GIS di Gaza. L’impiegato mi ha ordinato di consegnare il mio computer portatile e il mio cellulare. Sono stato messo in una cella finché non è arrivato un funzionario. Mentre questo mi parlava, il suo assistente mi ha detto: ‘alzati in piedi quando il funzionario ti parla’ e il funzionario stesso mi ha detto in modo offensivo che ero una persona sgarbata e mi ha obbligato a mettermi in piedi contro la parete. Sono stato poi portato in un altro ufficio dove sono stato interrogato per 4 ore sui contenuti dello studio e sulle domande del questionario da noi usato, che il mio interrogatore ha definito molto gravi. Mi ha detto che sarei stato detenuto dai 7 ai 10 giorni. Mi ha ordinato di dargli i numeri dei ricercatori che avevano partecipato allo studio e i risultati dello studio che il Centro non doveva comunque pubblicare. Sono stato poi rilasciato dopo che il computer portatile contenente i risultati della ricerca e i relativi questionari erano stati consegnati.”

Il PCHR ribadisce che la libertà della ricerca accademica e scientifica è fondamentale e non può essere compromessa in alcun modo. È una libertà che fa parte della più generale libertà di espressione e di accesso all’informazione. Inoltre, la libertà della ricerca scientifica ha un particolare rilievo rispetto alle altre forme di espressione, visto che tutte le leggi e gli standard internazionali confermano che questa libertà deve essere la più ampia possibile e non deve essere in alcun modo limitata.

Il PCHR protesta per la violazione da parte del funzionario del GIS della dignità di Ghassan Abu Hatab e di una importante realtà accademica palestinese e nazionale come la Birzeit University; quanto accaduto è senza precedenti.

Il PCHR dichiara il suo netto rifiuto dell’idea che occorra un qualunque tipo di permesso prima di svolgere studi di sondaggio o altri lavori di giornalismo o di ricerca. Il PCHR mette in guardia dal violare la legge nazionale e gli obblighi internazionali assunti dalla Palestina in base all’articolo 19 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, e relativo Commento Generale n° 34 approvato dalla Commissione sui Diritti Umani dell’ONU.

Il PCHR rigetta inoltre la decisione del GIS di vietare la pubblicazione dello studio con la motivazione che non ha ottenuto il permesso del Ministero dell’Interno. Il PCHR ribadisce che questa è una procedura illegale che rappresenta una repressione delle libertà politiche.

Il PCHR sottolinea che la libertà di ricerca di rispettabili istituzioni accademiche e scientifiche, senza alcuna interferenza, è uno degli strumenti più importanti per il progresso dei cittadini e della nazione. E questo si ottiene mettendo in evidenza fatti e situazioni che condizionano il raggiungimento di quei risultati che sono necessari per migliorare gli standard di vita e ottenere uno sviluppo sostenibile.

Il PCHR fa appello al Procuratore Generale di Gaza affinché apra una rigorosa inchiesta sull’arresto di Abu Hatab e sulle responsabilità di chi ha condotto il suo arresto e partecipato al suo trattamento vessatorio.

Il PCHR fa appello al Ministro dell’Interno affinché sia abolita la procedura secondo cui occorre ottenere un permesso dal Ministero prima di svolgere uno studio-inchiesta o un sondaggio.

Il PCHR fa appello ai servizi di sicurezza della Striscia di Gaza affinché siano rispettate le leggi palestinesi e gli obblighi internazionali assunti dalla Palestina con le convenzioni a cui ha aderito.

Traduzione di Donato Cioli

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