Il sistema sanitario a Gaza non può sopportare altre guerre.

Una nuova guerra a Gaza porterebbe al collasso di un’infrastruttura medica già debilitata, avvisano le autorità sanitarie palestinesi.

di Amjad Yaghi

+972 Magazine, 13 novembre 2018.

Un manifestante palestinese ferito viene trasportato e assistito nell’ospedale di Al-Awda della Città di Gaza, dopo il tentativo della marina israeliana di bloccare una flottiglia che cercava di contrastare l’assedio decennale con armi da fuoco e il lancio di gas lacrimogeni il 24 settembre 2018. (Abed Rahim Khatib/ Flash90)

CITTÁ DI GAZA — Negli ultimi giorni la paura a Gaza è stata tangibile, non solo nelle case ma anche negli ospedali e nelle cliniche mediche. Da anni il personale ospedaliero mette in guardia contro l’imminente collasso delle infrastrutture sanitarie. Se il nuovo cessate il fuoco negoziato martedì scorso dall’Egitto non resiste, le infrastrutture sanitarie di Gaza ne usciranno devastate, avvertono le autorità sanitarie palestinesi.

Lunedì gli abitanti di Gaza hanno vissuto una delle notti più sanguinose dalla guerra del 2014. La sparatoria seguita al fallimento di un’operazione segreta delle forze speciali israeliane all’interno della Striscia, ha quasi scatenato una vera e propria guerra. A inasprire ulteriormente la situazione, sono intervenute la raffica di attacchi aerei israeliani e la risposta dei razzi di Hamas.

Non solo le infrastrutture ospedaliere e le cliniche di Gaza sono malmesse: tali strutture sono ancora impegnate a curare i feriti delle precedenti spirali di violenza, le ultime avvenute nel corso della Marcia del Grande Ritorno. I cecchini israeliani hanno colpito migliaia di manifestanti, che hanno sovraffollato gli ospedali di Gaza tanto da costringere centinaia di persone a ricevere le cure mediche nei corridoi degli ospedali, e a volte anche sul pavimento.

Le strutture sanitarie di Gaza hanno subito un ulteriore sovraccarico agli inizi di novembre, con l’arrivo di 12 persone colpite da un’epidemia di febbre suina, sei delle quali, purtroppo, hanno perso la vita. A Gaza non è disponibile un vaccino per questo virus, né nei magazzini del Ministero della Salute né nelle cliniche private, un dato, questo, sintomatico di un problema ben più grande.

Un Palestinese cammina tra le macerie di un edificio danneggiato dagli attacchi aerei israeliani a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, il 13 novembre 2018. (Abed Rahim Khatib/Flash90)

La carenza di farmaci e mezzi sta minacciando interi programmi di assistenza sanitaria, ha dichiarato Maher Shamieh, Direttore Generale per le cure primarie del Ministero della Salute di Gaza. Dei 143 farmaci attualmente a disposizione, Gaza ne ha esauriti circa 100 e si prevede di esaurirne altri 16 nel corso del mese prossimo. Una guerra a Gaza porterebbe a uno “stato di emergenza incontrollabile”, ha aggiunto.

Alla mancanza di farmaci si aggiunge la mancanza di specialisti, secondo il direttore degli ospedali del governo di Gaza, il Dr. Abdel Latif al-Hajj. Sono 12 gli ospedali governativi a Gaza e in essi lavorano circa 2.000 medici, di cui 800 specialisti, ha spiegato al-Hajj. Parte del problema, ha aggiunto, deriva dalla divisione politica esistente tra l’Autorità Palestinese di al-Fatah e il Governo di Gaza guidato da Hamas, divisione che ha disincentivato i medici più giovani dall’entrare nel personale degli ospedali governativi.

Dal giugno 2007, con l’entrata di Hamas al potere nella regione, Israele ha imposto un embargo terrestre, aereo e marittimo sulla Striscia di Gaza. Secondo le stime delle Nazioni Unite, la limitazione alla libertà di spostamento di persone e merci ha portato a una situazione in cui più dell’80% degli abitanti della Striscia devono affidarsi all’assistenza umanitaria. Con gli aiuti essenziali per i Palestinesi ai minimi storici, la crisi umanitaria a Gaza si è drasticamente aggravata negli ultimi mesi.

https://972mag.com/public-health-system-gaza-handle-another-war/138640/

Traduzione di Giulia Incelli

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