Dieci domande a Macron

LETTERA DI JEAN-GUY GREILSAMER AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE.

Inviata il 20 luglio 2017 e pubblicata sul sito dell’UJFP sabato 22 luglio.

Signor Presidente della Repubblica,

il 16 luglio il Vostro discorso in presenza di Benjamin Netanyahu Vi ha permesso di precisare meglio la vostra politica verso gli Ebrei e verso lo stato d’Israele.

Io sono Ebreo (e sono stato copresidente dell’UJFP, Unione Ebraica Francese per la Pace).

Permettetemi di porvi alcune domande, concernenti per lo più diversi punti di vista espressi da tempo e sui quali non vi siete pronunciato chiaramente.

Per me sarebbe un onore se rispondeste a queste domande.

Prima domanda

Ho fatto delle ricerche genealogiche sui miei antenati e ho avuto la fortuna di poter risalire indietro di tre secoli per tutta la mia famiglia. Durante questi tre secoli tutta la mia famiglia era ebrea e viveva in parte in Alsazia e in parte sull’altro lato del Reno.

Non ho potuto risalire più indietro, per cui non saprò mai se i miei lontani antenati appartenessero all’antico popolo ebraico. D’altra parte solo una porzione infinitesimale di Ebrei sa se i propri antenati appartenessero al popolo ebraico. Ne deduco quindi che non si possa accettare il mito del “ritorno dopo 2000 anni d’esilio”: cosa ne pensate?

Seconda domanda

Ci tengo a sottolineare che anche se si scoprisse che i miei antenati 2000 anni fa vivevano in mezzo agli Ebrei, ciò non giustificherebbe l’espulsione di abitanti palestinesi che vivevano su quel territorio prima della creazione dello Stato d’Israele (o di quelli che vi vivevano dopo il 1948). E’ come se lo Stato italiano rivendicasse la città di Nimes o quello greco la città di Marsiglia.

Cosa ne pensate?

Terza domanda

Quanto alla soluzione del conflitto israelo-palestinese, voi come i vostri predecessori ritenete che sia necessario negoziare. Ora tutti i “processi di pace” dopo gli accordi di Oslo sono falliti e non hanno avuto altro risultato che permettere a Israele di continuare la colonizzazione della Cisgiordania, poi il blocco di Gaza, e la discriminazione dei palestinesi che vivono in Israele.

Negate questa realtà? Se sì, potete fornire delle prove per contraddire il mio punto di vista?

Quarta domanda

Negate che Israele da molto tempo violi numerose risoluzioni dell’ONU, che si tratti di quelle che condannano la colonizzazione della Cisgiordania e dell’altopiano del Golan, di quelle che condannano il blocco di Gaza, o della risoluzione 194 sul diritto al ritorno dei rifugiati?

Quinta domanda

Uno stato che violi a lungo il diritto internazionale finirà per conformarsi solo se severamente sanzionato. Gli esempi di sanzioni che la Francia ha approvato sono numerosi: contro la Russia, la Birmania, l’Iran, ecc. Ammettete che risparmiare Israele è un cattivo servizio per la popolazione di questo Stato e per gli Ebrei di tutto il mondo perché non trattare Israele come qualsiasi altro Stato non può che favorire l’antisemitismo?

Sesta domanda

È nel contesto dell’impunità israeliana che la società civile palestinese ha lanciato il movimento BDS, Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni, contro Israele affinché si conformi al diritto internazionale, movimento che s’ispira al boicottaggio che aveva contribuito a porre fine all’apartheid in Sudafrica.

Questo movimento è nonviolento e antirazzista e si dà tre obiettivi: mettere fine a occupazione, colonizzazione e blocco di Gaza; ottenere l’uguaglianza dei diritti tra Ebrei israeliani e palestinesi d’Israele; e rendere concreto il diritto al ritorno secondo la risoluzione 194 dell’ONU.

In gran numero autorità, organizzazioni e giuristi riconoscono che questo movimento abbia diritto alla libertà d’espressione. Perché la Francia dovrebbe essere timorosa davanti alla libertà d’espressione?

Settima domanda

Il 16 luglio verso la fine del vostro discorso in ricordo del 75° anniversario del rastrellamento del Vél d’Hiv, avete detto: “… noi non cederemo nulla all’antisionismo, perché è la forma rielaborata dell’antisemitismo”. Ora l’antisionismo è semplicemente l’opposizione all’ìdeologia sionista, che afferma che gli Ebrei possono smettere di essere vittime dell’antisemitismo solo se creano essi stessi il proprio Stato. Vi sono sempre stati degli Ebrei antisionisti da quando esiste l’ideologia sionista. Oggi possiamo constatare il risultato della politica sionista: Israele è tra gli Stati quello in cui gli Ebrei sono meno sicuri e per giunta la politica d’Israele contribuisce a un clima d’insicurezza per molti Ebrei che vivono in altri paesi. Da qui la domanda: ben lungi da essere una barriera contro l’antisemitismo, il sionismo, al contrario, non lo favorisce?

Ottava domanda

Per voi, gli Ebrei di Francia sono rappresentati dal CRIF (Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche di Francia), che vi chiede continuamente di sostenere la politica d’Israele e di reprimere i suoi oppositori. Non solo il CRIF non rappresenta che una parte, lungi dall’essere maggioritaria, dell’opinione degli Ebrei di Francia, ma ridurre l’opinione degli Ebrei di Francia a quella del CRIF significa considerare i francesi Ebrei come dei cittadini a parte, come sottolinea il comunicato dell’Unione Ebraica Francese per la Pace. Francamente, perché non riconoscete che la popolazione ebraica francese, come ogni altra popolazione, è attraversata da diverse correnti d’opinione?

Nona domanda

A margine delle risposte alle altre domande, potete precisare, per favore, qual è la vostra idea di Stato palestinese di cui voi dite di sostenere l’esistenza? Con quali confini? Vi includete anche Gaza? Sostenete veramente una parità di diritti tra gli Stati d’Israele e di Palestina, una parità di diritti economici e militari? In particolare, se lo Stato d’Israele è armato, è impensabile che uno Stato palestinese possa esistere se disarmato.

Decima domanda

Infine, un’ultima domanda. Voi aderite, come molti politici, alla formula “contro il razzismo e l’antisemitismo” Vuol dire che secondo voi l’antisemitismo è un razzismo a parte? Superiore agli altri? E che la popolazione ebraica deve essere più protetta contro il razzismo rispetto alle altre popolazioni prese di mira dal razzismo? Voi sapete che altre popolazioni sono vittime di pratiche o di pregiudizi razzisti: i musulmani o supposti tali, i rom, i giovani arabi che vivono nelle banlieue, certi migranti, ecc. Mettere in evidenza gli Ebrei apre alla concorrenza tra le vittime, e finisce per ritorcersi contro gli Ebrei stessi. E se voi ritenete che gli ‘Ebrei non sono una razza, permettetemi di rispondervi che non solo la nozione di razza è controversa da molto tempo, ma che se voi voleste dissociare gli Ebrei dalla nozione di razza, perché non optare per una formula come “contro il razzismo, l’antisemitismo e l’islamofobia”?

Signor Presidente, mi piacerebbe che malgrado i vostri numerosissimi impegni rispondeste alla mia lettera, che a mio parere solleva gravi questioni su cui molti cittadini si arrovellano. Nell’attesa, posso assicurarvi che continuerò a definirmi come Ebreo antisionista e continuerò a impegnarmi nella campagna BDS, perché sono fermamente dedito alla giustizia, all’uguaglianza e alla dignità dei popoli.

Signor Presidente della Repubblica, vogliate accettare l’espressione della mia alta considerazione,

Jean-Guy Greilsamer

Tradotto in italiano da un amico che desidera restare anonimo e rivisto da Anissa Manca

 

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