Ministro israeliano vuole annettere metà della Cisgiordania e cacciarne i Palestinesi.

di William Booth

GERUSALEMME. Un importante ministro israeliano dice che il governo deve prendere pieno controllo di più della metà della Cisgiordania e trasferire altrove i Palestinesi che ci risiedono.

The Washington Post

8 giugno 2016

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Durante il viaggio per una visita di stato in Russia insieme al primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro per l’agricoltura Uri Ariel ha detto martedì scorso al Times of Israel che il mondo si deve scordare l’idea di uno stato palestinese.

“Dobbiamo puntare all’annessione dell’area C, che è la zona dove non ci sono affatto Arabi”, ha detto Ariel. “Ne dovremo trasferirne qualche migliaio, che non è un numero significativo.”

Secondo gli Accordi di Oslo, la Cisgiordania è divisa in tre aree. L’area C comprende più del 60% della Cisgiordania ed è sotto il completo controllo militare di Israele, sia riguardo alla sicurezza che agli affari civili.

Le stime sul numero dei Palestinesi che risiedono nell’area C sono un argomento controverso e misterioso. Secondo l’Agenzia dell’ONU che coordina le questioni umanitarie in Palestina, nel 2014 c’erano 297.500 Palestinesi nell’area C. Il gruppo israeliano per i diritti umani Bimkom stima che ci vivano tra i 150.000 e i 180.000 Palestinesi. La divisione militare israeliana che controlla l’area C fornisce una stima di 50.000 Palestinesi.

L’area C, che comprende circa 3400 chilometri quadrati disseminati nella Cisgiordania, è la zona in cui si trovano le colonie israeliane. Più di 350.000 Israeliani vivono in 125 insediamenti e circa 100 avamposti. Secondo la comunità internazionale gli insediamenti sono illegali; secondo gli Stati Uniti sono illegittimi e sono un ostacolo alla pace; il governo israeliano contesta queste definizioni.

Ariel ha sempre difeso il movimento dei coloni e vive lui stesso in un insediamento a Kfar Adumin, a Est di Gerusalemme.

Il Times of Israel non ha detto come Ariel pensi di trasferire i Palestinesi dall’area C. “Ariel non ha specificato come i Palestinesi sarebbero rimossi né dove sarebbero trasferiti,” ha detto la fonte.

Non è la prima volta che Ariel ha proposto l’annessione dell’area C. Lo ha fatto varie volte e in gennaio ha detto che era l’ora di prendere pieno possesso della zona.

“Se poi qualcuno chiede dell’area A o B, allora dico che verrà anche il loro momento. Resta da vedere quando sarà,” ha detto Ariel. “Per il momento, mettiamoci d’accordo per l’area C. Si tratta di oltre il 60% del territorio, con 50.000 Arabi che non rappresentano alcun problema per lo stato di Israele.”

Ariel è uno dei leader della corrente di ultra-destra del partito Jewish Home, che fa parte del governo. Anche altri leader del Jewish Home, come il ministro dell’istruzione Naftali Bennett, hanno richiesto l’annessione dell’area C, ma non hanno proposto di cacciare i Palestinesi dall’area.

A seconda del piano adottato per l’annessione, ha detto Bennett, ai Palestinesi potrebbe essere offerta la cittadinanza o la residenza israeliana, oppure potrebbero essere messi sotto l’egida della Giordania.

Queste non sono voci isolate. L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, è favorevole all’annessione. Il ministro della giustizia Ayelet Shaked vuole applicare la legge israeliana all’area C, un primo passo verso l’annessione.

Le dichiarazioni di Ariel giungono mentre Netanyahu, il capo del governo, assicura di essere favorevole alla soluzione a due stati per il conflitto israelo-palestinese.

I Palestinesi hanno condannato le dichiarazioni di Ariel. Jamal Dajani, un portavoce dell’ufficio del primo ministro dell’Autorità Palestinese, ha definito la proposta “una provocazione” oltre ad essere “vergognosa, razzista e disumana.”

https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2016/06/08/israeli-minister-wants-to-annex-half-of-west-bank-and-kick-out-the-palestinians/

Traduzione di Donato Cioli

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