Appello Amnesty: detenuto palestinese, in sciopero della fame, è in pericolo di vita

FIRMATE LA PETIZIONE LANCIATA DA AMNESTY INTERNATIONAL

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Il giornalista palestinese Muhammed al-Qiq è stato arrestato senza accusa né processo dalla polizia israeliana. È detenuto da quasi tre mesi ed è in sciopero della fame dal 25 novembre del 2015. Secondo gli avvocati e altre persone che lo hanno incontrato nell’ospedale HaEmek di Afula, Israele, nei giorni scorsi, è cosciente, ma le sue condizioni fisiche sono estremamente gravi e i suoi organi vitali potrebbero collassare in qualsiasi momento. Muhammed continua a rifiutare le cure mediche perchè confinato all’ospedale HaEmek.

Al-Qiq chiede il suo trasferimento in un ospedale palestinese a Ramallah, nei Territori occupati palestinesi. Il 12 febbraio 2016 i suoi avvocati hanno presentato una petizione alla Corte Suprema di Israele per chiederne il trasferimento. All’udienza del 15 febbraio i suoi avvocati hanno presentato atti alla Corte che dimostrano che l’ospedale  scelto a Ramallah era disposto a riceverlo. I giudici hanno suggerito che potesse essere trasferito all’ospedale di Al Makassed nella Gerusalemme Est occupata, che è sotto il pieno controllo israeliano ed è stata oggetto,  più volte,  di numerosi raid da parte delle forze israeliane negli ultimi mesi. In un’altra udienza, il 16 febbraio, gli avvocati hanno informato la Corte che al-Qiq ha rifiutato le cure dell’ospedale HaEmek. La sera stessa i giudici hanno emesso una decisione dando parere contrario alla sua richiesta di trasferimento.

Le decisioni dei tribunali israeliani su Muhammed al-Qiq, compresa l’ultima della Corte suprema, va collocata in uno schema più ampio. I tribunali israeliani hanno fallito, per molti anni, nel fornire la possibilità di un efficace ricorso legale alle migliaia di detenuti amministrativi palestinesi, detenuti senza accusa né processo, sulla base di “prove” segrete nascoste agli imputati e ai loro avvocati, con l’ordine che la detenzione può essere rinnovata a tempo indeterminato. Essendo un detenuto non dichiarato colpevole, al-Qiq ha il diritto di essere curato da medici di sua scelta. Dato il suo stato di salute critico, le autorità israeliane devono rispettare i suoi desideri e trasferirlo subito nello ospedale di sua scelta.

imagesAnche se la Corte suprema il 4 febbraio 2016 ha decretato di “sospendere” temporaneamente l’ordine di detenzione amministrativa per al-Qiq a causa del deterioramento della sua salute, le condizioni previste per tale sospensione lo limitano all’ospedale  HaEmek.  Le forze israeliane hanno bloccato un tentativo da parte di attivisti, il 10 febbraio, di trasferirlo in ambulanza in un ospedale di Ramallah. Gli avvocati di al-Qiq sostengono che essendo il suo ordine di detenzione amministrativa sospeso, le autorità israeliane non hanno fondamento giuridico nel confinarlo  in un certo luogo o limitare la sua libertà in alcun modo.

Amnesty International teme che le autorità israeliane – come hanno fatto in molti altri casi – stiano usando la detenzione amministrativa per punire Mohammed al-Qiq. Le autorità israeliane dovrebbero annullare il suo ordine di detenzione e liberarlo, a meno che non sia accusato di un reato riconoscibile a livello internazionale e in conformità con gli standard  internazionali del giusto processo.

Amnesty International rinnova la sua richiesta di lunga data al governo israeliano di porre fine alla pratica della detenzione amministrativa e condanna il drammatico aumento del suo uso durante da ottobre 2015.

Qui potete leggere l’appello lanciato Amnesty

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