Esperti legali di tutto il mondo chiedono alla UE di bandire i prodotti degli insediamenti.

Decine di autorevoli esperti legali di tutto il mondo hanno scritto alla UE e ai suoi Stati Membri sollecitandoli ad adempiere ai loro doveri legali costitutivi che impongono l’obbligo di non riconoscere e non assistere gli insediamenti israeliani e le loro attività economiche, e impongono quindi di vietare l’importazione di prodotti degli insediamenti.

Questi esperti legali avvertono che qualunque provvedimento di etichettatura, anche se consono alla legge europea, è una misura del tutto inadeguata perché non prende in considerazione gli obblighi degli stati terzi secondo la legge internazionale.

Sottolineano inoltre che essi chiedono soltanto che l’UE applichi coerentemente la politica di non-riconoscimento, come è stato fatto nel caso della Crimea, quando l’Unione Europea impose prontamente il bando alle importazioni in seguito all’annessione del territorio da parte della Russia.

I firmatari della lettera chiedono all’UE e ai suoi Stati Membri di far fronte ai loro obblighi, sia per aiutare efficacemente il processo di pace in Medio Oriente, sia per garantire il rispetto delle norme legali fondamentali che contribuiscono a salvaguardare la pace e la sicurezza.

Insediamenti

Tom Moerenhout del Geneva Graduate Institute of International and Development Studies, promotore della lettera, ha detto: “L’obbligo di non commerciare con gli insediamenti non è una sanzione: questo tipo di scambi semplicemente non deve esistere se si rispetta la legge internazionale”.

John Dugard, già Relatore Speciale dell’ONU sui Diritti Umani in Palestina, firmatario della lettera, ha detto: “Il fatto che gli Stati Europei non rispettino e non applichino la legge internazionale nei confronti di Israele solleva seri dubbi sul loro impegno per uno stato di diritto. Il minimo che possono fare per recuperare la loro credibilità è bandire completamente l’importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti”.

Tra i firmatari della lettera c’è il Prof. Richard Falk (già Relatore Speciale dell’ONU sui Diritti Umani in Palestina), il Prof. Georges Abi-Saab (già Giudice della Corte Penale Internazionale) e Domenico Gallo (giurista, giudice ed ex-senatore della Repubblica Italiana). La maggior parte dei firmatari sono autorevoli docenti accademici di diritto internazionale.

Nel 2013, sulla spinta dell’opinione pubblica e delle pressioni di organizzazioni palestinesi ed europee, l’UE ha approvato un provvedimento che vieta di concedere fondi a Israele o ammettere la sua partecipazione a progetti europei, se tale partecipazione configura un riconoscimento della sovranità israeliana sui territori occupati della Palestina e della Siria. Malgrado ciò, l’UE continua a commerciare con gli insediamenti illegali israeliani e, per mezzo del Programma Speciale di Ricerca Horizon 2020, eroga fondi a compagnie israeliane complici con gli insediamenti.

Il testo completo della lettera è disponibile qui.

Per ulteriori informazioni e interviste contattare:

tom.moerenhout@graduateinstitute.ch

Tel: (New York, USA): +1 929 375 18 52

Tel: (Ginevra, Svizzera): +41 76 735 43 48

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