Non moriremo in silenzio!

Venerdì 16 Ottobre ore 17.30 Piazza SS. Apostoli, Roma

Con il Popolo Palestinese che resiste

per la vita, la terra e la libertà

Non moriremo in silenzio! Lo dicono, nel loro appello alla comunità internazionale, i rappresentanti dei Comitati Popolari per la resistenza nonviolenta palestinese che in questi anni con la loro lotta, hanno gridato al mondo l’ingiustizia subita con la confisca delle terre, la costruzione del muro, la politica di colonizzazione e di apartheid messa in atto dal governo israeliano per costringere i palestinesi a lasciare la terra dove sono nati. E noi non vogliamo restare in silenzio, annichiliti dal senso di impotenza e contratti dal dolore di vedere ancora morti, donne, bambini, vecchi, ragazzi, uomini, persone.

Giovani palestinesi armati di un coltello uccidono o tentano di uccidere e vengono immediatamente linciati o assassinati. Certo compiono un atto criminale, ma è un atto di rivolta individuale che si è allargato, non fa parte di una strategia di un movimento o una forza politica organizzata. È la disperazione, è il non aver visto nella loro vita un giorno di libertà, ma solo restrizioni, discriminazioni, umiliazioni, carcere.

Sentono che hanno da perdere soltanto le loro catene!

I bombardamenti su Gaza, la sua distruzione e quella di tante vite umane nell’estate 2014 hanno lasciato un segno indelebile, così come la crescita delle colonie e gli attacchi dei coloni, a partire dall’assassinio di Mohammed Al Khudeir, bruciato vivo, alla morte a Duma, piccolo villaggio palestinesi circondato da colonie, del bimbo di 18 mesi, della madre e del padre, una famiglia bruciata nel loro letto da una molotov gettata da coloni attraverso la finestra e tanti tanti altri attacchi a case, alberi, persone, greggi, fatti da coloni che mai sono stati puniti per i loro crimini.

Con il nuovo governo di Netanyahu, ed in questi anni del dopo Oslo, la situazione per i palestinesi è diventata insostenibile. Un governo, quello israeliano, apertamente sostenitore dei coloni e delle colonie, con ministri che incitano alla violenza ed al razzismo non solo contro i palestinesi, ma anche contro gli africani e le minoranze. Nuove leggi estremamente punitive per i palestinesi, arresti di adolescenti, ministri del governo e rabbini pagati dallo Stato che incitano apertamente all’odio e al razzismo, che si vantano di aver ucciso arabi.

Sono i ragazzi di Gerusalemme a scendere nelle strade, insieme, cristiani, musulmani, atei, agnostici. Non è solo la rivolta per il luogo e i luoghi santi interdetti ai palestinesi, non è solo per salvare la moschea di Al Aqsa. I giovani che si rivoltano e scendono nelle strade sono i giovani dei quartieri di Silwan, di Sheik Jarrah e altri, che in questi anni hanno visto le loro case occupate dai coloni e dai religiosi, perfino le tende sono state confiscate insieme alle loro carte d’identità, alla demolizione delle case. Lottano come nella prima Intifadah per la loro libertà e indipendenza.

La maggioranza dei nostri media sono colpevoli della cattiva informazione e si adeguano alla narrativa israeliana; dei giovani che tentano di accoltellare o che vengono accusati di farlo sono lasciati morire o restano morti sui marciapiedi; non si dice che sono stati uccisi ma neutralizzati; i giovani palestinesi sono i terroristi, i coloni che terrorizzano e uccidono, sono coloni e basta. Non si va alla causa, non si dice della violazione permanente di Israele del diritto Internazionale.

Intanto Nethanyahu minaccia e attua punizioni collettive. Niente di nuovo nelle azioni: le case dei familiari di chi ha commesso attentati o tentato di commetterli, sono sempre state demolite, sempre è stata attuata la punizione collettiva. Ciò che cambia oggi è la tempestività, le case delle famiglie dovranno essere demolite entro le 72 ore.

Non possiamo restare in silenzio!

AssopacePalestina ,

chiama tutti alla mobilitazione, ad essere nelle strade per fare pressione sul nostro governo, sulla comunità internazionale per fermare la politica omicida e coloniale di Israele; sostenere gli appelli delle varie forze e istituzioni della società civile palestinese che chiedono la protezione delle Nazioni Unite per una popolazione lasciata indifesa di fronte all’oppressione di una occupazione militare di decine e decine di anni; il blocco di ogni commercio e cooperazione nel settore delle armi con Israele e la sospensione dell’accordo di Associazione Europa-Israele, cosi come viene chiesto anche dalla Rete per la Pace, dal Coordinamento per il Disarmo, da Sbilanciamo in Italia e dal Coordinamento Europeo per la Palestina (Eccp).

In ogni città, in ogni paese facciamo sentire la nostra voce per la libertà e la giustizia per i palestinesi e per tutti e tutte!

 

info: lmorgantiniassopace@gmail.com
AssopacePalestina – Via Cucovia, 2 – 03019 Supino (FR)
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