Mohammad Allan nuovamente arrestato riprende lo sciopero della fame

Addameer Prisoner Support e la Human Rights Association condannano il ri-arresto di Mohammad Allan avvenuto mercoledì mattina subito dopo l’uscita dall’ ospedale Barzilai di Asqalan.

L’ Unità di Documentazione di Addameer ha riferito che verso le ore 9 le forze di occupazione israeliana sono arrivate all’ospedale Barzilai, poco dopo il direttore dell’ospedale ha firmato per far uscire Allan, ed infine l’hanno arrestato di nuovo e l’hanno trasferito alla clinica della prigione di Ramleh.

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Il portavoce della polizia israeliana ha annunciato che Allan è stato arrestato per ordine amministrativo e continuerà il resto del fermo amministrativo originale fino al 4 novembre 2015. Allan ha subito ripreso lo sciopero della fame in segno di protesta.

La Israeli Occupation’s High Court ha sospeso il 19 agosto 2015 la detenzione amministrativa di Allan dopo che la sua salute si è deteriorata a seguito di uno sciopero della fame di 64 giorni che ha intrapreso per protestare contro la sua detenzione senza accusa né processo. Allan ha perso conoscenza e sofferto di danni cerebrali derivanti da carenza di vitamina B1.

Il nuovo arresto di Allan, nonostante la sua condizione di salute instabile, e dopo la sospensione dell’ ordine di detenzione amministrativa per settimane, non fa che confermare il carattere arbitrario dell’arresto. Con questo ri-arresto si dimostra inoltre la complicità delle amministrazioni dell’ospedale con le forze di occupazione israeliana e con il sistema giudiziario che mirano a tenere i palestinesi in detenzione il più a lungo possibile, anche senza accusa o processo.

Inoltre, l’uso della detenzione amministrativa, come previsto dal diritto internazionale, è consentito soltanto come misura precauzionale per prevenire eventuali future minacce. Allan, nella sua attuale condizione di salute non avrebbe potuto comportare alcun tipo di minaccia che possa giustificare la sua detenzione.

Addameer ribadisce la sua posizione in cui afferma che la decisione della High Court dello scorso agosto di sospendere l’ordine amministrativo di Allan e non di cancellarlo viola il diritto internazionale e in particolare la Quarta Convenzione di Ginevra .

La decisione del tribunale afferma semplicemente che i palestinesi non possono richiedere alcuna forma di giustizia o di risarcimento dal sistema giudiziario israeliano.

Nella sua decisione, la High Court ha utilizzato in modo sistematico la detenzione amministrativa in violazione dell’articolo 78 della Quarta Convenzione di Ginevra. L’articolo 78 limita la detenzione di persone protette dalla potenza occupante, in caso di minacce alla sicurezza, per periodi di tempo limitati ed all’interno di garanzie procedurali che, sebbene prescritte dalla forza occupante, devono corrispondere a quelle previste della Quarta Convenzione di Ginevra.

La corte non è riuscita inoltre ad affrontare le violazioni del diritto ad un processo equo, di fronte ad un giudice indipendente ed imparziale, che i detenuti amministrativi affrontano andando a giudizio alla corte militare, oltre alla violazione dei ditti a procedure di garanzia stipulate sotto l’artico 75 del protocollo addizionale della convenzione di Ginevra.

Addameer chiede alle Alte Parti Contraenti delle quattro Convenzioni di Ginevra di prendere seri provvedimenti per fare pressione in modo che l’occupazione israeliana rispetti i suoi obblighi come potenza occupante nei confronti dei palestinesi, come previsto ai sensi della Convenzione di Ginevra.

Addameer richiede di rilasciare Mohammad Allan immediatamente e senza alcuna condizione.

Addameer Prisoner Support and Human Rights Association

O. Box: 17338, Jerusalem

Tel: +972 (0)2 296 0446 / 297 0136

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