Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 5 – 11 maggio 2015

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, ochaaraba ed ebraica; contengono ochainformazioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1

Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°117), basato su un riassunto del Rapporto.

31 palestinesi, tra cui sette minori, sono stati feriti dalle forze israeliane nei territori occupati. La maggior parte delle lesioni (23) sono avvenute durante vari scontri in Cisgiordania, tra cui: proteste settimanali contro la chiusura di lunga data di uno degli ingressi principali di Kafr Qaddum (Qalqiliya); operazioni di ricerca-arresto in Ramallah, Qalqiliya e Tubas; la demolizione di una infrastrutture in Hebron. Altri otto palestinesi, tra cui cinque pescatori, due agricoltori e un minore, sono stati colpiti con arma da fuoco e feriti nelle Aree ad Accesso Riservato (ARA), di terra e di mare, nella Striscia di Gaza; in almeno 18 occasioni, durante la settimana, le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili nelle ARA.

Dieci lavoratori palestinesi sarebbero rimasti asfissiati mentre lavoravano in un tunnel usato per far entrare in Gaza merci di contrabbando. In seguito alle misure adottate dall’Egitto dalla metà del 2013, solo un esiguo numero di tali gallerie pare sia rimasto in funzione.

A sud est di Gaza City, una bambina palestinese di 11 anni è stata ferita dall’esplosione di un residuato bellico che stava manipolando. Dal momento del cessate il fuoco, nel mese di agosto 2014, undici palestinesi, tra cui un minore, sono stati uccisi da esplosioni di residuati bellici, ed altri 48, di cui 22 minori, sono rimasti feriti.

Cisgiordania: le forze israeliane hanno effettuato 102 operazioni di ricerca-arresto ed hanno arrestato 97 palestinesi: la quota più alta di operazioni (30) è stata svolta nel Governatorato di Hebron, mentre il più alto numero di arresti (26) è stato registrato in Ramallah. Inoltre, 100 specifici posti di blocco “volanti” sono stati eretti dalle forze israeliane lungo le strade della Cisgiordania, soprattutto nel Governatorato di Gerusalemme.

Nel quartiere palestinese di Silwan, in Gerusalemme Est, coloni israeliani si sono impossessati di un edificio composto da tre appartamenti indipendenti, sfollando tre famiglie palestinesi. I coloni reclamano diritti di proprietà sull’edificio.

Le autorità israeliane hanno chiuso, per la durata di un anno, un Centro di Salute nel quartiere di Shu’fat, in Gerusalemme Est, poiché era affiliato all’Autorità Palestinese, fatto per cui, secondo la legge israeliana, gli è proibito di operare in Gerusalemme Est. Il Centro ha fornito i servizi sanitari a 62 scuole palestinesi in Gerusalemme Est ed ha anche funzionato come centro giovanile.

In Area C, le autorità israeliane hanno demolito otto strutture palestinesi per mancanza dei permessi di costruzione; il provvedimento colpisce almeno 51 famiglie in quattro Comunità. Almeno 3.000 metri di tubi sono stati confiscati per motivi analoghi; i tubi erano stati impiegati per il ripristino di due pozzi e di una rete idrica dietro la Barriera, nel villaggio di Habla (Qalqiliya), come parte di un progetto finanziato da donatori.

I media israeliani hanno riferito di quattro attacchi palestinesi con lesioni ad israeliani o danni alle loro proprietà, tra cui: il ferimento di un israeliano nei pressi del raccordo di Khan al Ahmar (Gerusalemme), a seguito di una aggressione con presunto accoltellamento; danni, causati da colpi di arma da fuoco e dal lancio di pietre a due veicoli e ad una struttura di proprietà di israeliani.

Durante la settimana le autorità egiziane hanno tenuto chiuso il valico di Rafah in entrambe le direzioni. Il valico è rimasto permanentemente chiuso dal 24 novembre 2014, a seguito di un attacco in Sinai, tranne che per 12 giorni, durante i quali è stato parzialmente aperto. Questa disposizione sta interessando almeno 30.000 persone che, su entrambi i lati, sono registrate per attraversare.

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