Israele rifiuta di rilasciare il quarto lotto di prigionieri, lega il rilascio a nuove condizioni

Venerdi’ 28 Marzo 2014

Articolo pubblicato su Maan News

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Il vice ministro agli affari dei prigionieri Ziad Abu Ain ha confermato oggi che l’incontro tra la leadership palestinese e l’inviato USA Martin Indyk sul rilascio del quarto lotto di prigionieri si e’ conclusa stamani senza alcun risultato. Abu Ain ha detto che Israele sta rifiutando di rilasciare il quarto gruppo di prigionieri, programmati per il rilascio domani, 29 Marzo, legando il loro rilascio alla condizione di estendere i negoziati e di applicare le condizioni per un accordo quadro. In una dichiarazione sulla sua pagina Fb, Abu Ain ha detto che come risultato delle sue crisi interne, “Israele vuole far saltare l’accordo e gli americani promettono alla leadership palestinese, su cui hanno precedentemente concordato e che non e’ connesso al corso delle negoziazioni. L’accordo era che non ci saremmo rivolti alle istituzioni internazionali in cambio del rilascio di tutti i 104 prigionieri pre-Oslo”. Ha continuato dicendo che Israele ha concordato, ma a condizione che i negoziati siano estesi e possibilmente {si abbiano} anche maggiori condizioni come un accordo quadro. Ha detto che la leadership ha considerato questo una “grande violazione” del principio dell’accordo e dell’impegno preso, aggiungendo che Israele sta cercando di ricattare i palestinesi con nuove condizioni.

Abu Ain ha anche riaffermato il rifiuto della leadership di queste condizioni, dicendo: “Non pagheremo il prezzo due volte. Abbiamo gia’ pagato il prezzo di otto mesi in cui l’espansione delle colonie, uccisioni, arresti e assalti hanno avuto luogo. Non ci siamo rivolti ad alcuna istituzione internazionale, in ottemperanza dell’accordo e cosi’ che gli ultimi 30 prigionieri venissero rilasciati. Adesso l’altro lato deve attenersi a cio’ e lo sponsor del processo di pace deve portare a termine le sue promesse”

Ha continuato dicendo che le visite-spola americane di ieri – Kerry ad Amman e Inkyk a Ramalla e anche le chiamate con gli israeliani – non hanno portato alcun risultato positivo, aggiungendo che Israele ha dato un colpo doloroso agli Stati Uniti, mostrandoli deboli e incapaci di mantenere le promesse, togliendo loro cosi’ la loro credibilita’ e fiducia.

Abu Ain ha continuato col dire che la leadership “non negozierà di nuovo su un previo accordo e non paghera’ il prezzo due volte. Israele deve attenersi al suo impegno e rilasciare i prigioneri senza ritardo”
Ha anche detto che non appena la leadership sara’ libera dai suoi impegni, si rivolgera’ alle Nazioni Unite e alle agenzie internazionali. Ha anche avvertito che la leadership ha saputo che il movimento dei prigionieri esplodera’ in rabbia con questa violazione dell’accordo, dicendo “noi siamo sull’orlo di un periodo molto pericoloso per il quale Israele e gli USA saranno ritenuti responsabili.”

CAPO DEL DIPARTIMENTO LEGALE NEL CLUB DEI PRIGIONIERI PALESTINESI, JAWAD BULOUS, SUI PRIGIONIERI MALATI

D: CI PUO’ PARLARE DELLE CONDIZIONI DEI PRIGIONIERI MALATI?

R: Cerchiamo di dare informazioni continue su tutti i prigionieri nelle prigioni israeliane, specialmente quelli nella clinica della prigione di Ramleh. Cio’ che e’ nuovo e’ che niente e’ nuovo, a parte l’aumento di casi di prigionieri malati. I servizi della prigione israeliana non danno attenzione ai reclami di questi prigionieri malati e neanche prova a cambiare la sua politica verso di loro.
Questo conferma che Israele ignora di proposito questi reclami; questa e’ negligenza deliberata e una punizione aggiuntiva per i prigionieri. SIamo molto preoccupati riguardo a questo. Perche’, nonostante gli sforzi, Israele rimane un potere occupante.

D: QUALI SONO I CASI PEGGIORI?

R: I casi cronici sono quelli nella clinica di Ramleh, dove ci sono sei casi critici: Khaled Al Shawish, Mansur Muqadi, Nahed Al Aqra, Mutasim Rathad, Riyad Amour, etc.
Loro hanno malattie serie, sono sulla sedie a rotelle. Ci sono casi di cancro, di malattie al fegato, ai polmoni, etc. Parliamo di dozzine di casi. Ci sono centinaia di prigionieri malati ma dozzine di casi critici. Cio’ che e’ tragico e’ che Israele non vuole dare loro nessun trattamento o offrire adeguate condizioni.

– **IL MINISTRO DEGLI AFFARI DEI PRIGIONIERI ISSA QARAQE’_

D: CI SONO DEGLI SVILUPPI SULLA DECISIONE DELLA LEADERSHIP DI ANDARE DA AGENZIE DELL’ONU SE ISRAELE NON RILASCIA IL QUaRTO LOTTO DI PRIGIONIERI?

R: La leadership e’ in consiglio permanente; c’era una forte opinione nell’incontro di ieri riguardo all’andare all’ONU e alla agenzie internazionali se Israele continua a essere in stallo e rifiuta di rilasciare i prigionieri. C’erano contatti continui con gli Israeliani con la mediazione americana, anche mentre eravamo alla riunione per cercare una soluzione al quarto gruppo di prigionieri, ma fino a ieri sera non c’e’ stata una svolta. Forse dopo l’incontro di Kerry con Abu MAzen e gli isralieani, ci sara’ forse una svolta. E se Israele continua con le sue posizioni, non abbiamo altra opinione che prendere la decisione di unirsi alle agenzie internazionali. Oggi la leadership si incontrera’ di nuovo.

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