Il coinvolgimento della Mekorot nell’occupazione israeliana

Scheda a cura dell’organizzazione israeliana WhoProfits

Mekorot, la società idrica nazionale di Israele, fornisce il 90 % dell’acqua potabile di Israele e gestisce l’80 % delle sue risorse idriche. L’azienda è di proprietà dello Stato.

Mekorot opera non solo all’interno dei confini di Israele internazionalmente riconosciuti prima del 1967 (cioè all’interno della Linea Verde), ma anche nei Territori palestinesi occupati (TPO). È il braccio esecutivo del governo israeliano nei TPO per le questioni idriche. A Gerusalemme Est e in altre parti della Cisgiordania occupata, Mekorot fornisce acqua agli insediamenti. Fornisce anche una quota consistente dell’acqua consumata dai palestinesi, ai quali è impedito  di sviluppare un proprio settore idrico.

Come risultato, Mekorot è attivamente impegnata nella conduzione e nel mantenimento dell’occupazione israeliana. Segue una panoramica delle principali manifestazioni di questo coinvolgimento.

 1. Mekorot trae profitti dal controllo che Israele esercita sul mercato palestinese vincolato dalla occupazione

L’azienda fornisce quasi la metà dell’acqua per usi domestici consumata dalle comunità palestinesi della Cisgiordania, diventando così il più grande fornitore di acqua nei TPO. Il controllo della Mekorot sul mercato dell’acqua palestinese è stato formalizzato e legittimato dagli accordi di Oslo, che obbligano l’Autorità Palestinese (PA) ad acquistare dalla società israeliana l’acqua estratta dalla terra palestinese. Gli Accordi di Oslo impediscono ai palestinesi di sviluppare i  propri settori idrico e igienico-sanitario ed escludono la possibilità di acquistare l’acqua dai paesi vicini o dalle società internazionali. Ciò ha imposto ai palestinesi uno stato di dipendenza  dal quale la Mekorot trae profitti.

 2. Mekorot sfrutta le fonti idriche palestinesi, fornisce acqua agli insediamenti e trasferisce l’acqua palestinese al di là della linea verde

Nel 1982 l’infrastruttura idrica della Cisgiordania controllata dall’esercito israeliano è stata consegnata alla Mekorot per la cifra simbolica di 1 NIS (Euro 0,20). Da allora, l’azienda funziona come il braccio esecutivo del governo israeliano per le questioni idriche nei TPO e gestisce una rete idrica che è collegata con la rete nazionale israeliana. In base agli accordi di Oslo la società può estrarre fino all’80% dell’acqua dalla falda acquifera montana, l’unica fonte di acqua sotterranea nei TPO, per l’utilizzo all’interno di Israele e nelle colonie israeliane in tutta la Cisgiordania.

3. Il 70% dell’acqua assegnata agli insediamenti nella Valle del Giordano occupata proviene dalle perforazioni della Mekorot

L’azienda è il principale e in molti casi l’unico fornitore di acqua per uso domestico e agricolo negli insediamenti israeliani in Cisgiordania, in particolare nella Valle del Giordano. Mekorot gestisce anche la fornitura di acqua alle basi militari israeliane nei TPO.

 4. Mekorot rende possibile lo sviluppo della  produzione agricola estensiva negli insediamenti illegali israeliani

Nel 2008, il 97,5% dell’acqua fornita agli insediamenti nella Valle del Giordano è stato destinato per l’uso agricolo. L’agricoltura intensiva negli insediamenti illegali israeliani dipende dall’uso di acqua e di altre risorse naturali sottratte alle terre palestinesi occupate. La realizzazione di impianti per l’acqua da parte della Mekorot ha consentito l’ampio sviluppo dell’agricoltura israeliana nei TPO e contribuisce ai profitti realizzati dagli insediamenti e dai coloni attraverso la coltura  e le esportazioni agricole.

 5. Mekorot fornisce molta più acqua agli insediamenti che alle comunità palestinesi

Il consumo di acqua pro capite in Israele è più di cinque volte superiore a quello dei palestinesi della Cisgiordania: 350 litri/persona al giorno in Israele e più di 400 litri/persona al giorno negli insediamenti, rispetto a 60 litri/persona al giorno per i Palestinesi in Cisgiordania.

Questo enorme disparità si comprende bene se si confronta la situazione tra comunità adiacenti. La dotazione giornaliera pro-capite nella colonia di Ro’i (per uso domestico solo) è di circa 400 litri. Nella vicina comunità beduina di Al-Hadidya, il consumo pro capite di acqua è meno del 5 % di questa cifra: solo 20 litri (lo standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è di 100 litri pro capite al giorno). Al-Hadidya non è collegato alla rete idrica regolare, nonostante la sua vicinanza ad un importante impianto di pompaggio della Mekorot (Beka’ot 2). Questa iniqua distribuzione di acqua tra coloni e comunità palestinesi contribuisce attivamente alla grave crisi d’acqua in alcune parti della Cisgiordania.

 6. Per garantire il servizio alle colonie, la Mekorot limita il rifornimento di acqua  alle comunità palestinesi

In particolare negli aridi mesi estivi, la Mekorot riduce o taglia temporaneamente le forniture per le comunità palestinesi, mentre i coloni israeliani della porta accanto continuano ad essere riforniti con quantità illimitate di acqua. I 230.000 coloni israeliani nella Cisgiordania (esclusa Gerusalemme Est) godono di un flusso continuo di acqua tutto l’anno. Inoltre, i tubi di collegamento della Mekorot alle comunità palestinesi sono più piccoli di diametro, riducendo così il flusso e la pressione dell’acqua  al contrario dei tubi che riforniscono  gli insediamenti israeliani che sono  dimensionati adeguatamente.

  7. Mekorot applica all’acqua prezzi  discriminatori, facendo pagare prezzi più alti ai palestinesi rispetto agli israeliani

Il prezzo di base che Mekorot fa pagare ai coloni e ai clienti in Israele è di NIS 1,8 per metro cubo di acqua, rispetto a una media di NIS 2,5 per metro cubo per i palestinesi.

 8. Il pompaggio intensivo da parte della Mekorot sta riducendo la quantità di acqua deile sorgenti e dei pozzi palestinesi

La sovra-estrazione della Mekorot nei TPO ha ridotto il rendimento attuale e le riserve future della falda acquifera montana e ha causato danni, potenzialmente gravi alla qualità dei rifornimenti di acqua sia per gli israeliani sia per i  palestinesi. L’eccessiva estrazione ha portato anche ad un forte calo nella quantità d’acqua estratta dalle  sorgenti palestinesi della Valle del Giordano.

 9. La politica e le operazioni della Mekorot ignorano la linea verde

Nell’ambito delle informazioni fornite al pubblico, Mekorot presenta una mappa sul suo sito web del Sistema nazionale per l’acqua, che mostra tutte le opere della società. La linea verde manca del tutto dalla mappa, il ché rivela che Mekorot considera  Israele e i TPO come un unico territorio.

 Mancano anche le località palestinesi nei TPO dalla mappa della Mekorot, con due sole eccezioni (Ramallah e Betlemme).

 Insomma, Mekorot sviluppa e mantiene un sistema idrico che rafforza il controllo israeliano sulla Cisgiordania, favorisce i coloni e ignora i bisogni di base e anche la semplice presenza della popolazione palestinese locale.

Per maggiori informazioni

http://www.whoprofits.org/content/mekorot%E2%80%99s-involvement-israeli-occupation

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  1. Acea, Mekorot e l’acqua sottratta ai palestinesi | Ultime Notizie Blog - aprile 1, 2014

    […] passo anche con lo sfruttamento delle risorse acquifere del sottosuolo. Si stima in proposito che Israele si appropri di una quota del 90% di esse, lasciando quindi solo il 10% alla popolazione che ne avrebbe diritto, quella palestinese. Tanto […]

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