A Venezia sono presenti due film palestinesi: “Citizen Osama” di Ahmed Hassouna e “Conversation With the Sea” di Muayad Alayan.
di Nick Vivarelli,
Variety, 6 settembre 2026.
Lunedì, un gruppo di importanti registi e professionisti del settore cinematografico palestinesi, arabi e internazionali ha lanciato la Gaza Cinema Academy alla Mostra del Cinema di Venezia. La nuova iniziativa mira a creare uno spazio sostenibile per l’educazione, la formazione e la produzione cinematografica a Gaza, “mettendo in contatto i registi palestinesi emergenti con la più ampia comunità cinematografica internazionale”, come si legge in un comunicato.
La Gaza Cinema Academy è sostenuta dalla vincitrice del Leone d’Argento di Venezia 2025 — nonché membro della giuria di Venezia — Kaouther Ben Hania (“The Voice of Hind Rajab”) e dai colleghi registi Annemarie Jacir (“Palestine 36″), Mai Masri (“3000 Nights”) — che è cofondatrice dell’Accademia — ed Ezzaldeen Shalah, oltre agli attori Hiam Abbas, Ramy Youssef e Saleh Bakri. Fanno parte dell’iniziativa anche la produttrice italiana Graziella Bildesheim e Alaa Karkouti, distributore con sede al Cairo e promotore dell’industria cinematografica araba.
L’Accademia si concentrerà «sull’educazione e la formazione cinematografica, sul sostegno ai giovani talenti e alle donne, sullo sviluppo e la produzione di nuovi film palestinesi, sul rafforzamento della presenza dei registi a Gaza e dei loro legami con le comunità cinematografiche palestinesi, arabe e internazionali, e sulla creazione di un’istituzione cinematografica sostenibile nella Striscia di Gaza», si legge nel comunicato.
Si sta cercando di instaurare un rapporto con festival cinematografici e altre istituzioni culturali, oltre che con fondi cinematografici e case di produzione. «L’Accademia aspira a costruire una rete internazionale di partner che sostenga i talenti cinematografici emergenti a Gaza, rafforzi le opportunità di apprendimento e produzione e aiuti i loro film a raggiungere festival, piattaforme e pubblico in tutto il mondo», si legge nel comunicato.
«A Gaza, il cinema non è solo una forma d’arte; è un mezzo per preservare la memoria, rivendicare il nostro diritto a plasmare la nostra immagine e fornire a una nuova generazione gli strumenti per raccontare la propria storia», ha affermato Shalah, fondatrice del Festival Internazionale del Cinema Femminile di Gaza e cofondatrice della Gaza Cinema Academy, nel comunicato. «Vogliamo che l’Accademia apra una finestra per i giovani e le donne di Gaza affinché possano imparare, creare e realizzare i propri film, e affinché le loro voci e le loro immagini raggiungano il mondo. Invitiamo i nostri partner nelle istituzioni, nelle università e nella comunità cinematografica internazionale a partecipare alla costruzione di questo spazio».
La prima edizione del Festival Internazionale del Cinema Femminile di Gaza si è tenuta dal 26 al 31 ottobre 2025, tra le macerie nel cuore della Striscia di Gaza. Il festival di Gaza si è aperto con “The Voice of Hind Rajab”.
Quest’anno nella selezione ufficiale di Venezia figurano due film palestinesi: «Citizen Osama» di Ahmed Hassouna, che ritrae un fotografo (foto di scena sopra) mentre cerca di destreggiarsi tra i suoi ruoli di padre e giornalista, immortalando al contempo la realtà della guerra a Gaza; e «Conversation With the Sea» di Muayad Alayan, che racconta la storia di Kamal, un uomo palestinese di 60 anni che rimane intrappolato in una rete intricata di burocrazia israeliana.
https://variety.com/2026/film/global/gaza-cinema-academy-venice-film-festival-1236853163
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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