di Gideon Levy,
Haaretz, 29 agosto 2026.
Israele crede di poter espellere gli inglesi, umiliare gli spagnoli e punire il mondo intero senza subire ritorsioni. Finora ha avuto ragione. Ma si avvicina il giorno in cui Israele dovrà aprire gli occhi e scoprire che, in realtà, esiste un mondo dal quale si è distaccato, così come il mondo si è distaccato da Israele, e che si trova di fronte a una nuova realtà.

Il Regno Unito è con il fiato sospeso. A seguito dell’espulsione dei Paesi Bassi e della Spagna dal centro di coordinamento internazionale per la ricostruzione postbellica di Gaza a Kiryat Gat, Israele sta ora valutando se espellere anche i rappresentanti britannici.
La Nakba britannica è alle porte, e la cosa potrebbe essere divertente fino alle lacrime se non fosse che la realtà di fondo è palesemente tutt’altro che divertente. Israele sta imponendo sanzioni al mondo. Sì, avete capito bene.
Invece che il contrario. Un paese in cui il genocidio e l’apartheid sono riconosciuti quasi universalmente, uno stato al quale finora non è stata imposta quasi nessuna sanzione significativa, sta punendo il mondo. L’imputato fa le veci del pubblico ministero.
Ciò è perfettamente in linea con la mentalità israeliana. La colpa è del mondo (per l’antisemitismo), quindi sarà il mondo a pagare. È tutta colpa di quei migranti musulmani: è ciò che i media e i politici continuano a dirci. Qui entra in gioco tutta la megalomania e la cecità di Israele.
Il centro di coordinamento internazionale per Gaza è un organismo di scarsa rilevanza. Si trova nella zona industriale di Kiryat Gat. A quasi un anno dalla sua istituzione, Gaza è ancora sommersa nelle macerie, proprio come prima. Israele continua a uccidere lì quasi quanto faceva prima del cessate il fuoco. L’espulsione dei delegati di Sua Maestà non cambierà nulla a Gaza. Il problema è l’arroganza e la sfacciataggine di Israele.
Mentre l’Europa delibera all’infinito sulla proposta di costruzione nell’area E1, che dividerà la Cisgiordania in due parti, Israele la sta già punendo. La costruzione illegale nell’area E1 non è il problema. Le centinaia di migliaia di acri che i coloni hanno occupato negli ultimi due anni non hanno infastidito l’Europa, ma ora l’Europa si è inventata uno spauracchio per il quale è pronta a scendere in piazza.

Ma la Cisgiordania è divisa da tempo, e annessa de facto da ancora più tempo. L’Europa minaccia di imporre sanzioni sui prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici in Cisgiordania come misura punitiva, e l’impresa rischia il collasso.
Di fronte a queste vuote e imbarazzanti dichiarazioni di facciata europee, Israele si erge con arroganza, mostrando il proprio distacco dalla realtà del mondo esterno.
«Israele sta inviando un messaggio all’Europa: la Gran Bretagna potrebbe pagarne il prezzo», recitava un titolo grottesco, che vale più di mille testimonianze per quanto riguarda la portata del distacco e dell’arroganza.
Israele crede di poter espellere i britannici, umiliare gli spagnoli e punire il mondo intero senza subire ritorsioni. Finora ha avuto ragione. Ma si avvicina il giorno in cui Israele dovrà aprire gli occhi e scoprire che, in realtà, esiste un mondo esterno dal quale si è distaccato, così come questo si è distaccato da lui, e che si trova di fronte a una realtà nuova e sconosciuta.

I giorni in cui Israele era il beniamino dell’Occidente, in cui gli veniva concesso tutto, sono finiti. Espellere la Gran Bretagna da Kiryat Gat per compiacere gli elettori del Likud è una bella mossa, e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar probabilmente sta traboccando di orgoglio, ma il conto arriverà, anche se tarderà ad arrivare per qualche motivo incomprensibile.
L’America sta cambiando, e l’Europa sta solo aspettando il via libera dall’altra sponda dell’Atlantico per regolare i conti con Israele, che da decenni agisce senza freni, facendo ciò che vuole in un modo che nessun paese che non sia una superpotenza globale si permetterebbe mai.

Israele e il mondo si stanno allontanando sempre più. Israele si vanta di commettere crimini di guerra; è una risorsa elettorale. Ma l’idea che Israele possa continuare a mostrare arroganza nei confronti del mondo intero mentre prosegue come al solito è l’idea più pericolosa per il suo futuro – molto più del denaro inviato ad Hamas o del programma nucleare iraniano.
L’allontanamento dal mondo avrà un prezzo che ogni israeliano dovrà pagare. La maggior parte dei governi di tutto il mondo non vuole realmente recidere i legami con Israele e ripone le proprie speranze nel previsto cambio di governo come (immaginaria) via d’uscita da questo caos. Ma Israele non cambierà, certamente non in misura sufficiente, e sarà il mondo a dover cambiare il proprio atteggiamento nei suoi confronti.
Un paese che da decenni ignora ogni risoluzione approvata dalla comunità internazionale, oltre ad aver espulso l’Europa da Kiryat Gat, non sarà assolto.
Un giorno, il mondo potrà finalmente entrare nella Striscia di Gaza. Dopo aver visto gli orrori che vi si consumano, non sarà più possibile continuare a tacere nei confronti di Israele. Anche la “cacciata” da Kiryat Gat sarà ricordata a Londra.
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Traduzione a cura di AssopacePalestina
Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.